Roma – 12 maggio 2021

Riportiamo le dichiarazioni di Roberto Fiore sugli ultimi avvenimenti della guerra arabo-israeliana.

“Gli eventi delle ultime ore in Israele e a Gaza testimoniano il fatto che la guerra arabo israeliana e di conseguenza la lotta di liberazione palestinese sono ormai arrivati a un punto critico.

L’unità del popolo palestinese, minata da motivi differenti, oggi è ritrovata. Mai i palestinesi erano arrivati a Tel Aviv!

La difficoltà dello Stato israeliano e la scelta del suo esercito di affidare tutta la difesa alla tecnologia e alla forza di armamento sono messi in dubbio dai corpo a corpo e dalla massa di militanti palestinesi disponibili a morire perché irriducibili.
Già nel 2006 la guerra fra Israele ed Hezbollah dimostrò che 2500 libanesi fermarono 15000 israeliani. Addestramento, motivazione e formazione militare mostrarono che le guerre (come era stato in Vietnam) sono decise dagli eserciti di popolo.
Fino ad oggi la guerra aggressiva si consumava nei territori palestinesi, oggi invece è entrata nel cuore dello stato israeliano.

È inevitabile che un popolo che lotta per la sua libertà trovi alla fine il percorso per raggiungerla ed è evidente anche che una vera soluzione del problema non può che risiedere nell’antica, ma anche giusta richiesta dell’OLP: creazione di uno Stato non confessionale, non sionista, ma cantonale di tipo “svizzero” in cui tutte le realtà trovino la propria espressione e il proprio autogoverno.

Ricordiamo che in questa terra vi sono milioni di palestinesi, arabi, drusi, ebrei e anche cristiani che non si riconoscono nello Stato di Israele.

La soluzione di giustizia non passerà mai attraverso la strage del popolo palestinese e la creazione di uno stato razzista e di apartheid: passerà piuttosto attraverso la lotta di liberazione che se non sarà vittoriosa griderà vendetta al cielo.
In attesa di questo non possiamo fare altro che stare dalla parte del popolo palestinese in lotta per la sua libertà”.