Roma – 06 giugno 2021 – di Giuseppe Provenzale e Giuliano Castellino

Siamo scesi in piazza, alla faccia di divieti e restrizioni, fedeli alla nostra storia.

Siamo scesi in piazza contro il sistema, fedeli alla nostra tradizione, quella di chi tiene la barra dritta nonostante i venti avversi.

A differenza di altre formazioni e movimenti, non otteniamo permessi, nessuna carezza ci è concessa, neppure dai giornali di centrodestra.

Siamo NOI, per scelta e per destino soli – o quasi – contro tutti.

Storia e tradizione, del resto, ci legano a radici e valori profondi, e non parliamo solo del ‘900.

Amiamo quell’Italia di “dolore ostello” che amò Dante, issiamo quel Tricolore, simbolo di giustizia sociale, che impugnò Corridoni, non dimentichiamo quella “valanga che sale” che conquistò la vittoria e quei legionari che andarono a prendersi Fiume.

Non rinneghiamo chi versò il proprio sangue nel biennio rosso per non consegnare popolo e nazione ai Soviet nostrani, né l’Italia e gli italiani che vinsero il 28 ottobre e su quella Vittoria edificarono una nazione nuova costruita sulla Civiltà del Lavoro, sulla restituzione di “Dio all’Italia e dell’Italia a Dio”.

Stiamo con quei “mistici” che si immolarono, come Giani e Mezzasoma, perché l’idea più romana, europea e mediterranea delle idee offrisse all’Italia e al mondo la sua guida di Civiltà, perché fede, onore, fedeltà, lotta allo sfruttamento usuraio capitalista e al marxismo opponessero oltre la morte il sangue all’oro.

E furono Pavolini e Pound e i tanti martiri e perseguitati che mai rinunciarono a battersi per le libertà, il lavoro e i diritti sociali, la sovranità nazionale e la socializzazione che ci infiammarono.

Una lunga, lunghissima storia di lotta tra il bene e il male di cui anche noi siamo stati protagonisti negli ultimi 23 anni perché sappiamo chi siamo: nelle strade e nelle piazze dalla parte del popolo, contro l’antifascismo di regime e quello militante, fino allo scorso ottobre contro la tirannia sanitaria a Piazza del Popolo e sotto i campanili a gridare Italia Libera.

Siamo semplicemente NOI.

CAMERATI E COMBATTENTI!

Qualcuno vorrebbe spingerci a giocare derby che non ci interessano, ad affrontare sfide con altre formazioni o movimenti, magari assumendo le facoltà dei camaleonti, o a giocare a gare fatte di numeri di cui poco ci importa, anche perché noi non le giochiamo mai ad armi pari (per divieti, sorveglianze speciali, galera, condanne e processi pesanti… ma il giorno in cui dovessimo giocare ad armi pari, forse, sarebbe il giorno triste della nostra resa).

NO GRAZIE.

Non cerchiamo il dialogo con nessuno.

Non vogliamo dialogare con altri partiti, perché non siamo come gli altri, né siamo un partito e non andiamo in cerca degli applausi della “politica”.

Non ci interessa candidare i nostri con Salvini o Meloni.

Ma non critichiamo nessuno.

Anzi: rivolgiamo un sincero in bocca al lupo ai tanti bravi ragazzi impegnati seriamente in percorsi diversi dai nostri.

NOI VOGLIAMO SEMPLICEMENTE ESSERE NOI STESSI.

Essere militanza, sezioni, lotta al sistema, la nostra rivista mensile e la nostra editoria, i camerati, la lotta all’antifascismo.

Tutto il resto non ci appartiene.

Non lo vogliamo. Non lo cerchiamo.

Ci rivolgiamo ai Camerati, ai Militanti, agli Uomini Liberi, a chi non vuole stare con il politicamente corretto, a chi non crede al Partito Unico del Covid e di Draghi, a chi vuole uscire ancora veramente da Bruxelles e crede che la nostra Europa, quella Nazione, cantata e urlata per decenni perché esistente da millenni, sia altra rispetto a quella dell’euro e della Bce!

A chi vuole essere Virus contro il veleno liberal e vuole continuare ad essere il marmo bianco baciato dal sole contro la palude e la malaria (o un coronavirus).

SIAMO DA 23 ANNI UNA FORZA NUOVA, COME LA VOLLE MASSIMO MORSELLO.

SIAMO DA QUALCHE TEMPO, CON I FRATELLI DELLA COMUNITÀ DI AVANGUARDIA, AREA, SIAMO DA SEMPRE AQUILE TRICOLORI CON LO SGUARDO RIVOLTO AL CIELO.

Categorie: Comunicato

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