Roma, 14 maggio 2021 – di Giuseppe Provenzale

Il nostro profilo di cassandre complottiste è ormai mainstream, ma qui c’è chi fa la grana pubblicando moderate parodie che nell’era pre Palamara non avrebbero avuto alcun credito né trovato spazio, neanche nella meno letta delle pagine oscurate da Zuckerberg.

Parlo del caso Loggia Ungheria. Sansonetti, il più onesto tra i giornalisti che, comunque, ogni tanto chiamano in TV, l’ha definita come un’organizzazione ben più micidiale della P2 che “sostituisce le istituzioni e non controlla semplicemente un giornale ma tutta la macchina della giustizia. E che orienta la giustizia, decide le nomine, i poteri e soprattutto le inchieste e le sentenze. Abbattendosi come una schiacciante dittatura sulla politica, che la conosce e ne è terrorizzata, e sulla vita personale di centinaia di migliaia di cittadini che finiscono nel tritacarne, immaginano di trovarsi di fronte a una macchina imparziale e ad alto contenuto morale, e invece si trovano di fronte a una combriccola che non si occupa minimamente di diritto ma solo di potere. Ed è capace di spaventose vessazioni. Processi infiniti, carcere, gogna, condanne”.

Fa paura? Be’, a noi cassandre complottiste sembra la descrizione di una loggia massonica in seno alla magistratura, secondo Paolo Ferraro al potere a Roma con intenzioni egemoniche nazionali almeno dal 2008, la cui esistenza, anche se non fosse vera con questa denominazione e con questo modus operandi, non può certo sorprendere. Non pensavamo certo, come viene fuori dalle “rivelazioni” del duo Palamara-Sallusti (autori del fortunato “Il sistema. Potere, politica affari: storia segreta della magistratura italiana”), che tutta la faccenda si risolvesse nell’applicazione di una sorta di manuale Cencelli all’interno della lobby delle lobby. Né la pensiamo come il “buon” Nino Di Matteo (“Ho sempre detto che nel CSM ci sono correnti e vere cordate, ma la magistratura non è marcia”).

Noi, quando si parla di magistratura, non immaginiamo di trovarci “di fronte a una macchina imparziale e ad alto contenuto morale”, ma, al contrario, di fronte ad una macchina, centrale nel funzionamento conservatore del deep State, di infimo contenuto morale e che, nel migliore dei casi, comprende al suo interno qualche singolo componente in grado, anche se mai troppo a lungo, di non essere del tutto condizionato dal ben rodato movimento regolare del grande apparato. Un apparato che, Napolitano o Mattarella non importa, vede sedere al posto del macchinista, non del ministro dei trasporti, il Capo dello Stato, garante della Costituzione e Presidente del CSM.

Dove vogliamo arrivare? Semplice: eliminando una singola loggia (magari “deviata”), un singolo elemento disgraziatamente malato di un organismo sano, il problema sarebbe risolto, il bubbone estirpato e si tornerebbe alla normalità. Ma, servizi e altri satelliti del deep State non girano attorno in questa specie di sistema solare, non si limitano a questo; la magistratura è organica, strutturata e strettamente collegata ad altri poteri di cui porta avanti i programmi ben più ampi (basti guardare a certi pronunciamenti etico-politici dell’alta corte in materia di cosiddetti diritti civili) e anestetizzare il tutto mostrando la piaghetta Palamara serve solo a conservarne la funzione chiave nel contesto di un deep State che di porti delle nebbie non è soltanto pieno, ma ne costruisce infiniti a copertura fumogena di fondamenta da rendere invisibili affinché tutto il sistema regga e continui a stare in piedi. Lo stesso sistema che, altro che lottizzazioni alla Cencelli e cittadini vessati e messi alla gogna, tra pochi giorni a Palermo andrà a celebrare Falcone e, dopo un paio di mesi, Borsellino, illusi che il male fosse, tutto sommato, localizzato e per questo sacrificati sull’altare di una rappresentazione rassicurante del tumore, ormai giunto nella sua fase terminale, fornita da un medico che tutto vuol fare tranne che curare.

Naturalmente, ça va sans dire, speriamo sempre di sbagliarci… e ci auguriamo che gli scopritori dell’acqua calda abbiano, invece, scoperto nuovi mondi.

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