Roma – 24 Aprile 2021 – Giuseppe Provenzale

Ci avviciniamo al 25 aprile e l’ennesima ondata di un pericoloso virus antistorico e resistente ad ogni terapia e protezione si fa avanti.

Non risparmia neppure i più attenti alla salute pubblica, quelli che normalmente, perché più svegli, mostrano di essere immuni alla pandemia del politicamente corretto. Anche i “meno peggio” si abbandonano alla retorica del partigiano “morto per la libertà”, al mito della “liberazione”, che li fa esultare per una guerra perduta in modo ignobile le cui conseguenze continuiamo a patire in termini di mancanza di sovranità, di peso internazionale e di scarsissima coesione nazionale e popolare …

POCO MALE

Si avvicina il giorno in cui, ogni anno, noi “felici pochi” possiamo godere appieno della nostra, esclusiva immunità d’élite. In alto i calici, dunque, e con essi i nostri cuori: dalla parte sbagliata continuano a trovarsi gli altri, non noi.
Nel ’45 saremmo stati a Dongo a salvare l’onore con Fernando Mezzasoma, terziario francescano, e oggi non mendichiamo di certo un’ora d’aria in più con Salvini e la Meloni, coprendoci, per giunta, il volto con le mascherine tricolori della realpolitik.