Venezia, giù le mani dal prof. Sartori!

Nicola Cospito*
19 febb –

E’ emblematico che a chiedere provvedimenti contro il Prof. Sartori, insegnante di Storia dell’Arte presso l’Istituto Barbarigo di Venezia, non siano i suoi alunni, ma elementi del Marco Polo che Sartori non conoscono personalmente e del quale, di certo, non hanno mai ascoltato una sola lezione.
Quale la colpa del Prof. Sartori? Quella di essere il segretario provinciale di Forza Nuova e di essere candidato alle prossime elezioni amministrative della città lagunare.

Che la sinistra, ormai in rottami, sia intollerante e trovi nell’antifascismo l’unico collante che la tiene ancora in piedi è una realtà da tempo sotto gli occhi di tutti e di cui è facile farsene una ragione, ma che il Provveditorato con i suoi funzionari risponda prontamente alle richieste deliranti dei centri sociali e prometta inchieste e monitoraggi nella scuola del Prof. Sartori, e magari anche sul social network sul quale Sartori “osa” scrivere, è un fatto, più che ridicolo, deprimente e mostra come ormai le autorità preposte al buon funzionamento della Scuola vengano meno ai loro compiti e alle loro funzioni, preferendo dedicarsi alla caccia alle farfalle.
Che poi i centri sociali siano ignoranti in materia di diritti civili è un fatto acclarato.
Gli elementi dei centri sociali sono ignoranti di tutto. Si presentano come studenti medi e universitari, pensano di essere comunisti e marxisti, ma se li dovessimo interrogare sul marxismo orientale e su quello occidentale o sulla storia delle internazionali o sulle purghe staliniane del ’38 o magari anche solo su Imre Nagy e la rivolta di Budapest o sulla primavera di Praga, ci troveremmo di fronte ad un imbarazzante silenzio.
Diversamente però le cose devono stare per quanto concerne il Provveditorato di Venezia che non può ignorare come in Italia la Costituzione con gli artt. 21 e 33 garantisca a tutti i cittadini la libertà di opinione e di espressione.
Del resto contro il Prof. Sartori, che adempie ogni giorno alle sue funzioni di docente con serietà e professionalità, non c’è alcun procedimento disciplinare e alcun richiamo da parte della dirigenza scolastica e già solo questo sgombra il terreno da ogni ambiguità.
E così pure al Provveditorato dovrebbero sapere che la libertà nell’espletare la funzione docente è un diritto su cui, nonostante le martellate inflittele dai ministri inetti e incompetenti che continuano a succedersi in viale Trastevere, la Scuola si regge e solo grazie al quale ancora riesce a reggersi.

*Componente Ufficio Politico Forza Nuova

Il link della notizia sulla contestazione:

http://www.veneziatoday.it/cronaca/manifestazione-provveditorato-scolastico-venezia.html

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