Vaccini obbligatori, note critiche di Roberto Mastalia

di Roberto Mastalia –
Perugia 29 ott –

L’avvocato Mastalia, che ci ha gentilmente concesso la pubblicazione di queste dettagliate note critiche come contributo al dibattito sul tema che abbiamo aperto una decina di giorni fa con l’articolo del dottor Pietrangeli, ha indirizzato lo scritto seguente a tutte le massime autorità dello Stato, agli assessori regionali alla Sanità, ai presidenti di Regione, ai parlamentari e agli organi di stampa.
Forza Nuova, Dipartimento Disabilità –

“…la scomparsa di certe forme virali e batteriche da una parte ed il progressivo miglioramento delle condizioni igienicosanitarie ed alimentari dall’altro, rendono oggi ancor meno necessari, almeno dal
punto di vista medico-scientifico, interventi di questo tipo a tutela della salute
pubblica […] eventuali “motivazioni” debbono essere ricercate in altri campi, soprattutto quelli legati ai molteplici interessi economici che ruotano intorno a vaccini e vaccinazioni”.

-. Sono padre di un bimbo che all’età di un anno e mezzo, una decina di giorni dopo
la somministrazione del tristemente famoso vaccino MMR Morupar (ritirato nel
2006 dopo essere rimasto dolosamente “sotto osservazione” per ben 14 anni!), ha
avuto una regressione cognitivo-comportamentale, perdita della parola e delle abilità
sino ad allora acquisite a causa di un’encefalopatia post-vaccinale e conseguente
“caduta” nell’ambito del cd spettro autistico;
-. Svolgo la professione di avvocato impegnato da anni a seguire bambini ed adulti in
cause di indennizzo e risarcimento danni da vaccino;
-. Sono fondatore e membro del consiglio direttivo di varie associazioni sull’Autismo
e sulla tutela delle disabilità;
-. Ho collaborato con alcune Regioni alla stesura dei LEA (Regione Umbria), di
normative sull’Autismo (Regione Marche) e sulle medicine complementari (Regione
Toscana);
-. Sono consulente di alcune tra le più importanti associazioni nazionali e di alcuni
tra i più seguiti siti internet in materia di Autismo, danni da vaccinazioni e disabilità;
-. Sono membro di board e comitati scientifici di varie associazioni a tutela delle
disabilità;
-. Collaboro con alcune tra le più importanti associazioni internazionali sull’Autismo;
-. Ho tenuto in questi anni circa ottanta convegni e conferenze in tutta Italia avendo
la possibilità di confrontarmi/scontrarmi con professori universitari, ricercatori,
primari, medici, pediatri, neuropsichiatri, responsabili di uffici vaccinazioni etc. con
esiti che non spetta a me indicare ma che possono essere visionati nei molteplici
filmati reperibili in rete (ad eccezione di quelli che alcuni contri relatori hanno
chiesto di rimuovere a causa dell’esito di essi – per loro);
-. Sono autore di numerosi articoli sia sull’Autismo che su danni da vaccino
pubblicati sia su periodici che in rete;
-. Sono stato consultato da politici di vari schieramenti per fornire indicazioni in
merito ad Autismo, danni da vaccinazioni, procedure vaccinali, disabilità;
-. Ho partecipato a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche sia su reti
nazionali che locali.
-. Sono fondatore e co-amministratore del gruppo Facebook “Autismo, danni da
Vaccinazioni e Malasanità” nel quale, tra gli oltre 15.000,00 iscritti, compaiono
professori universitari, ricercatori, medici, pediatri e professionisti vari.
-. Soprattutto, studio da oltre undici anni e mezzo i danni da vaccino e le
problematiche neurologiche ed autoimmuni ad essi connesse, leggendo – a differenza
di medici etc. – gli studi scientifici pubblicati sull’argomento dalle più prestigiose
riviste a partire da Pubmed, Plosone, Jama, Pediatrics etc…

Venendo quindi al motivo che mi ha spinto, anche su richiesta di migliaia di
persone, iscritte o meno ai vari gruppi, mi preme innanzitutto precisare di non essere
un cd antivaccinista sia perché nella mia vita, professionale e politica, ho sempre
assunto posizioni “pro” e mai “anti” sia perché, da persona dotata di buon senso
ancor prima che di specifiche conoscenze in materia, non posso esimermi dal
mostrare il mio sgomento per ciò che sta accadendo in questi giorni in Italia.

La campagna mediatica che, per il tramite di organi istituzionali, altri “poteri”
hanno orchestrato nei media in questi ultimi tempi con il fine: immediato, di
seminare “terrore” nei genitori dei bambini in età da vaccino con lo spauracchio di
inesistenti recrudescenze di patologie scomparse che sarebbero “importate” da
immigrati o altre con decorso tendenzialmente benigno; ultimo, di promuovere la
reintroduzione dell’obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole.
Il tutto, sia al fine di spostare l’attenzione distraendo gli interessati, per
esempio dall’indagine dell’Antitrust sull’uso (rectius abuso) del vaccino esavalente,
sui suoi maggiori costi per le finanze pubbliche e sul monopolio della fornitura dello
stesso, sia di incentivare ulteriormente la vendita dei vaccini.

In tale filone si inseriscono quindi discutibili iniziative tese a reintrodurre il
predetto obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole. Iniziative che, solo a leggere le
relative motivazioni, dimostrano l’assoluta mancanza del benché minimo senso
logico ancor prima che di specifiche conoscenze in materia da parte dei relativi
promotori come per esempio una raccolta di firme e, quel che è peggio, un disegno di
legge presentato dal deputato Filippo Crimi.
E’persino pleonastico sottolineare come, in assenza di “reali” motivazioni
epidemiologiche, l’imposizione di determinati “obblighi” faccia riferimento ad uno
Stato di Polizia, se non ad uno Stato Assoluto, che presupponga di dover imporre
comportamenti a “sudditi” incapaci di decidere per sé stessi piuttosto che uno Stato
di Diritto che si limiti a tutelare le libertà ed i diritti inviolabili di “Cittadini”
perfettamente in grado di poter decidere autonomamente.
Vale inoltre la pena sottolineare come, la scomparsa di certe forme virali e
batteriche da una parte ed il progressivo miglioramento delle condizioni igienicosanitarie
ed alimentari dall’altro, rendano oggi ancor meno necessari, almeno dal
punto di vista medico-scientifico, interventi di questo tipo a tutela della salute
pubblica e che eventuali “motivazioni” debbano essere ricercate in altri campi,
soprattutto quelli legati ai molteplici interessi economici che ruotano intorno a
vaccini e vaccinazioni.
Se il legislatore alla fine del secolo scorso aveva già preso atto non solo di
questo mutato “sentire” prevedendo da una parte, giustamente, con il DPR n. 355 del
16.01.1999 (riproducendo il contenuto di un paio di Circolari del Ministero
dell’Istruzione del 1998 dello stesso tenore) l’obbligo di frequenza scolastica anche
per i bambini non vaccinati e dall’altra promettendo l’eliminazione integrale
dell’obbligo vaccinale, come dichiarato per esempio dal responsabile del Ministero
della Salute alla giornalista Milena Gabanelli nel corso della trasmissione “Report”
del 18.10.1998, adesso invece siamo costretti ad assistere a campagne di
disinformazione provenienti in primis dalle istituzioni oltre che a proposte nella
migliore delle ipotesi contrarie alla logica, antistoriche ed antiscientifiche,
contraddittorie, frutto di ignoranza e disinformazione se non addirittura dolosamente
preordinate da una parte ad evitare l’eliminazione dell’obbligo vaccinale e dall’altra
alla “restaurazione” nel nostro paese dell’obbligo delle vaccinazioni per l’accesso
alle strutture scolastiche. Naturalmente, il termine “restaurazione” non è scelto a caso
ma, esattamente come avvenne secoli orsono in Francia con il cd “Ancien Régime”,
vorrebbe riproporre nel nostro Paese un modello antiquato, antistorico ed
antiscientifico proprio nel momento in cui la popolazione – finalmente – inizia a
prendere coscienza dei tanti danni conseguenti ad una politica vaccinale
profondamente sbagliata fortemente voluta e decisa da organizzazioni e
professionisti in palese conflitto d’interessi.

Se la petizione, provenendo da persona evidentemente priva della benché
minima conoscenza della materia, appare grottesca nella sua contraddittorietà e
nell’interpretazione a dir poco “singolare” non solo della logica e della medicina ma
financo dei diritti inalienabili di ciascuno, ben più grave e “pericoloso” si appalesa il
disegno di legge nella sua ignorantia materiae; ancor più grave in quanto
proveniente da un medico ancor prima che da un parlamentare tra l’altro proveniente
dal Veneto, unica Regione italiana ad aver sospeso da anni l’obbligo vaccinale senza
alcuna recrudescenza.
Le seguenti affermazioni, riportate nella premessa al disegno di legge, sono
francamente discutibili:
a). “Le vaccinazioni della popolazione sono una misura preventiva di grande
importanza. Grazie a questo strumento nel corso degli anni abbiamo contrastato
l’insorgere di diverse malattie gravi, ed eliminato alcune di queste dal mondo. Basti
pensare al vaiolo, causa del decesso di 300 milioni di persone solo nel XX secolo,
dichiarato eradicato nel 1981” in realtà dimentica come, nel caso del vaiolo la
vaccinazione antivaiolosa è stata interrotta proprio perché si era visto che causava
sempre nuovi casi di infezione mentre nel caso di altre patologie, la vaccinazione è
intervenuta quando oltre il 90-95% dei decessi o dei gravi casi di problematiche
conseguenti alle forme virali o batteriche erano già venute naturalmente meno in
virtù del miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie ed alimentari.
I vaccini hanno svolto un ruolo importante in passato ma non sono stato lo strumento
principe della scomparsa di certe malattie stante che alcune sono scomparse da sé
(peste, “spagnola” etc.) ed altre sono scomparse da luoghi ove non vi era stata una
sufficiente copertura vaccinale.
D’altra parte, la stessa OMS, in epoche non sospette, affermava che il più grande
successo nella storia della medicina era stato l’avvento dell’acqua potabile seguito
dalle fognature e quindi dagli antibiotici mentre oggi, “stranamente”, si fa
riferimento alle sole vaccinazioni.
b). “Con le vaccinazioni si è allungata l’aspettativa di vita della popolazione,
riducendo l’insorgere di malattie infettive, di tumori di origine virale e di patologie
di vario genere, contrastando la diffusione di malattie gravi e mortali quali, per
esempio: il tetano, la differite, la poliomielite, l’epatite virale B, la pertosse, il
morbillo, la rosolia, la parotite, la meningite, l’infezione da papillomavirus umano,
ridotto drasticamente grazie ad una forte campagna di vaccinazioni infantili.” in
realtà dimentica che:
-. L’aspettativa di vita delle persone si è allungata per il miglioramento generale delle
predette condizioni igienico-sanitarie ed alimentari;
-. Se alcuni vaccini possono da una parte contribuire – forse – ad evitare l’insorgenza
di tumori di origine virale e di patologie di vario genere, dall’altra le vaccinazioni,
come noto, possono a loro volta essere causa di insorgenza di molteplici patologie
neurologiche ed autoimmuni;

-. Il 10-20% circa delle vaccinazioni pediatriche non conferisce alcuna
immunizzazione ma nessuno se ne accorge a causa della sistematica mancanza di
analisi successive ad esse. Tale percentuale è molto superiore nelle vaccinazioni
antinfluenzali, come dimostrato in questi ultimi anni;
-. Decine di studi scientifici e la stessa OMS, sempre in epoca non sospetta, attestano
come si possano diffondere epidemie anche in popolazioni completamente vaccinate
comprovando, qualora ve ne fosse bisogno, come la teoria della cd “immunità di
gregge” o “herd immunity” sia priva di fondamento. D’altra parte, se medici ed
istituzioni credessero veramente alla sua esistenza e validità, successivamente
all’effettuazione delle vaccinazioni ci si premurerebbe di verificare l’avvenuta
immunizzazione attraverso l’esame ematico dei relativi titoli anticorpali. Il fatto
stesso che ciò non solo non accade ma che, se richiesto dai genitori, viene
sistematicamente negato, è la dimostrazione incontrovertibile di come, a dispetto
delle petizioni di principio, nemmeno loro credono alla sua esistenza e di come
l’interesse delle istituzioni, analogamente a quello delle case farmaceutiche, sembra
fermarsi alla mera vaccinazione senza arrivare a quello che dovrebbe essere invece il
fine ultimo ovvero l’immunizzazione;
-. La maggior parte delle vaccinazioni fornisce immunità solo verso alcuni ceppi virali o
batterici come per esempio quelle contro l’emofilo, il meningococco, lo pneumococco, il
papilloma virus umano etc.;
-. Sia i batteri che i virus hanno la capacità di mutare al fine di evitare l’aggressione
di antibiotici e/o vaccini;
-. Successivamente all’introduzione dell’obbligo della vaccinazione anti Epatite B
nel 1991 (vale la pena ricordare, frutto del pagamento di una tangente) il numero dei
casi di Epatite B è rimasto sostanzialmente invariato;
-. Riguardo la vaccinazione contro il Papilllomavirus Umano, alcuni paesi hanno
sospeso le vaccinazioni ed in altri, come la Francia, sono già iniziate cause di
risarcimento danni e centinaia di medici hanno firmato una petizione per sospenderne
la somministrazione.
c). “Senza i vaccini non saremmo inoltre riusciti a contrastare malattie moderne
quali l’influenza aviaria, l’influenza suina e l’ebola evitando ingenti danni in termini
di mortalità”, affermazioni che, per restar diplomatico, mi limito a definire
grottesche stante che:
-. La cronaca e le inchieste della magistratura internazionale hanno evidenziato come
le presunte definizioni di pandemie degli ultimi anni sono state in realtà create ad
arte da chi, all’interno dell’OMS, ricopriva cariche di responsabilità anche mediante
la semplice modifica della definizione stessa di “pandemia”; tanto è vero che gli
scandali che ne sono succeduti hanno portato alla rimozione del responsabile
dell’ufficio pandemie dell’OMS, prof. Albert Oesterhaus.
In questi casi, i vaccini hanno comportato solo spese di svariate centinaia di milioni di euro che avrei auspicato la Corte dei Conti avesse addebitato direttamente ai responsabili delle
Istituzioni che avevano dimostrato tale e tanta negligenza!
-. Prescindendo in questa sede dall’approfondimento sulla natura di “Ebola”, non mi
pare che allo stato attuale sia ancora disponibile un vaccino né che tantomeno che
questo possa garantire i successi indicati dall’On. Crimì ed auspicati da tutti;
d). “Si riscontra che nei Paesi scoperti, o mal coperti, da campagne vaccinali, le
malattie si presentano in tutta la loro gravità e sono causa di migliaia di decessi.
L’efficacia dei vaccini infatti è proporzionale alla loro diffusione. È necessaria una
larga copertura vaccinale affinché vi possano essere benefici per un’intera
collettività in termini di miglioramento della salute generale, di riduzione delle
malattie infettive e della conseguente mortalità.” dimenticando che:
-. Come riportato in precedenza, decine di studi scientifici riportati dalle più
prestigiose riviste (PubMed, Plosone, Jama etc.), oltre che decine di articoli di
cronaca, attestano come epidemie si possono diffondere anche in popolazioni
completamente vaccinate;
-. Ad ulteriore riprova di ciò valga da una parte la circostanza che in Italia la
copertura vaccinale è da decenni ben oltre i limiti indicati ma ciò non ha impedito la
sporadica insorgenza di casi di nuovi casi;
-. Dall’altra come, recentemente, un numero elevato di casi di meningite abbia
colpito la Toscana ovvero una delle Regioni con il maggior tasso di vaccinati;
e). “Nel nostro Paese sono quattro i vaccini oggi obbligatori: antidifterica,
antitetanica, antipoliomelitica, antiepatite virale B” mentre invece il D.Lgs.
01.12.2009 n. 179 , definito primo decreto “Taglia leggi” ha comportato
l’abrogazione della Legge n. 891/1939 che aveva introdotto l’obbligatorietà della
vaccinazione anti Difterite anche se nessuno sembra essersene accorto.
Venendo quindi alle proposte dell’On. Crimì:
a). “Con l’art. 1 si adotta uno strumento per contrastare la possibile diffusione di
malattie dovute ad una scarsa copertura vaccinale della popolazione giovane. Nel
dettaglio si vieta l’accesso alle scuole dell’obbligo o agli esami a quanti siano
sprovvisti del certificato di vaccinazione.” dimenticando che:
-. Tale previsione, in assenza di oggettive esigenze di “salute pubblica”, presenta
molteplici profili di incostituzionalità andando a ledere diritti espressamente tutelati
dagli artt. 2, 3, 10, 32 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana oltre che una
serie di trattati internazionali tra i quali: Costituzione dell’Unione Europea (artt. II-
63, II-81 e II-84); Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art. 26); Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea (artt, 3, 10, 14, 20 e 21); Patto
internazionale sui diritti economici del 19.12.1966 (artt. 4, 5 e 13); Convenzione
Internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione adottata dalla 11°
Conferenza Generale dell’UNESCO a Parigi del 14.12.1960 (artt. 4 e 5); Convenzione
Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4.11.1950
(art. 9 ) e primo Protocollo aggiuntivo di detta Convenzione, del 20.03.82 (art. 2);
Convenzione di Oviedo del 1977 (artt. 2, 4 e 5); Carta Europea dei diritti del Malato
di Bruxelles (art. 4), e potrei continuare a lungo;

-. La diffusione delle malattie, come visto in precedenza, non dipende se non in
misura assolutamente residuale, dalla scarsa copertura vaccinale.;
-. La diffusione per esempio di malattie esantematiche nelle scuole può essere anche
imputabile a bambini vaccinati che la trasmettono ad altri bambini, vaccinati e non, per
cui sarebbe il caso di riflettere su questa circostanza e di agire diversamente sia in
merito alle vaccinazioni che agli esami preventivi e successivi ad esse;
b). “Art.2 Annualmente il Ministero della Salute, di concerto con le Regioni,
promuove una campagna nazionale di sensibilizzazione per attuare una corretta
informazione e contrastare la disinformazione” al fine di ostacolare “…le
informazioni errate e le false notizie, quali la correlazione tra le vaccinazioni e
l’Autismo, che periodicamente si diffondono tra la popolazione e che sono la causa
principale della diffidenza ad eseguirle.” dimenticando che:
-. Già oggi, sia il Ministero della Salute che le Regioni, spendono ogni anno milioni
di euro per promuove le vaccinazioni per mezzo di discutibili campagne di
sensibilizzazione che in realtà sembrano avere l’unico scopo di far lievitare i
guadagni di taluni: case farmaceutiche in primis;
-. Di norma, sono proprio le strutture pubbliche a fornire informazioni scarse ed
errate facendo vera disinformazione;
-. Come evidenziato da una serie di articoli di stampa oltre che dal Comitato
Nazionale per la Bioetica, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
nel 2006, nella sua relazione “Conflitti d’interessi nella ricerca biomedica e nella
pratica clinica”, la ricerca e l’informazione scientifiche sono manipolate dalle case
farmaceutiche che, volendo rimanere nel più o meno“lecito”, finanziano gli studi,
pubblicano solo ciò che risponde ai loro interessi, finanziano i convegni medicoscientifici
oltre che la pubblicazione e diffusione – anche all’interno di strutture
pubbliche come le USL – di opuscoli, brochure, locandine etc..
c). “Art.3 E’ resa obbligatoria per tutti la vaccinazione infantile contro il morbillo a
partire dalla prima dose tra i 12 e i 15 mesi di età. Sono esclusi dall’obbligo di
vaccinazione specifici casi clinici per i quali si delega la dichiarazione della
necessità di esenzione al medico curante. L’onere della costruzione, diffusione e
somministrazione del vaccino è delegata allo Stato Italiano.”dimenticando che:
-. Né dal punto di vista medico-scientifico né da quello epidemiologico, vi sono reali
motivi per rendere obbligatoria tale vaccinazione;
-. L’esenzione da parte del medico curante, alla luce della difficoltà dimostrata da
medici e pediatri nel riconoscere quelle stesse patologie nei neonati ed ancor di più la
loro eziologia e dell’ulteriore, recente, proposta di agire nei confronti dei medici che
dovessero sconsigliare le vaccinazioni, già oggi difficilissima, diverrebbe
oggettivamente utopistica;
d). “Art.4 E’ resa obbligatoria per tutti la vaccinazione infantile contro la pertosse a
partire dal primo anno di età. Sono esclusi dall’obbligo di vaccinazione specifici casi
clinici per i quali si delega la dichiarazione della necessità di esenzione al medico
curante. L’onere della costruzione, diffusione e somministrazione del vaccino è
delegata allo Stato Italiano.” dimenticando che:
-. Come visto in precedenza, anche in questo caso non vi sono reali motivi per
rendere obbligatoria tale vaccinazione né dal punto di medico-scientifico né da
quello epidemiologico;
-. La pertosse, come noto, potrebbe essere pericolosa entro i primi mesi di vita per
cui richiederla oltre l’anno di vita è risibile oltre che inutile!
-. Per quanto riguarda l’esenzione, si rimanda a quanto scritto in precedenza.
Anziché perdere il proprio tempo in discutibili iniziative di questo tipo, aventi
l’unico scopo di tutelare interessi che nulla hanno a che fare con la scienza, la
medicina e, soprattutto, la salute dei bambini, sarebbe più opportuno che il legislatore
rivedesse, finalmente in maniera critica, programmi e procedure vaccinali oggi decisi
in via unilaterale da organismi sull’operato dei quali, alla luce di quanto emerso nel
corso degli anni, è lecito nutrire più di un dubbio, dando vita a commissioni nelle
quali sia possibile avere un reale contraddittorio “scientifico” tra le parti.
E’ assolutamente pacifico, infatti, che i genitori vengono sistematicamente
invitati a sottoporre i propri figli a vaccinazioni “obbligatorie” o comunque
“raccomandate” in base a piani vaccinali, procedure ed “usi” che prevedono:
-. Vaccinazioni comunque troppo precoci, soprattutto per patologie come Tetano ed
Epatite B;
-. Vaccinazioni contro patologie latenti da oltre tre decenni come la Difterite o per le
quali l’OMS ha dichiarato l’intera Europa, e non solo l’Italia, “free” sin dal 2002 per
mancanza di casi nei dieci anni precedenti come la Poliomielite;
-. Vaccinazioni contro patologie dagli effetti pressoché nulli o che provocano danni
in casi così rari da rendere di fatto molto più frequentemente “dannose” le
vaccinazioni stesse come la Rosolia, previo il controllo ematochimico delle donne in età
fertile per valutare eventualmente l’opportunità della loro vaccinazione per la quale
servirebbe in ogni caso il vaccino singolo;
-. Vaccinazioni difficilmente contraibili e per le quali l’ingresso dell’obbligo
vaccinale di massa non ha portato alcun giovamento rispetto al periodo precedente
come l’Epatite B;
-. Vaccinazioni coniugate (trivalenti, tetravalenti, esavalenti etc.) o comunque
contenenti molteplici ceppi virali e/o batterici con conseguente aumento delle
possibilità di sovraccarico del sistema immunitario oltre che di non meglio precisate
“interazioni” tra gli antigeni che le compongono;
-. Vaccini contenenti nano particelle anch’esse in grado di interagire pericolosamente
con l’organismo;
-. Vaccinazioni contenenti elementi notoriamente dannosi e/o tossici come i metalli –
Mercurio-Thimerosal, Alluminio etc. – come la Formaldeide, come antibiotici etc.
capaci di provocare gravi danni gastrointestinali, al sistema nervoso, a quello
immunitario e, come comprovato anche dagli studi che hanno portato nei giorni
scorsi all’assegnazione del Nobel per la Chimica 2015 al Prof. Tomas Lindahl,,
anche al DNA umano in quanto molecola non stabile ma soggetta a continui
danneggiamenti ad opera di sostanze tra le quali appunto metalli, sostanze chimiche,
antibiotici etc.;
-. Vaccini coltivati in terreni costituiti da sostanze a forte tasso di
intolleranza/allergia come le uova oppure con sostanze capaci di interagire
pericolosamente con il DNA umano come per esempio le cellule di feti umani;
-. Vaccini contenenti residui di carbonio e/o di altre particelle anch’esse in grado di
interferire a vario titolo con l’organismo ospite e di creare danni, etc…

In buona sostanza, come riportato correttamente nella Proposta di legge n.
3677, XVI legislatura, del 29.07.2010, purtroppo latente in Parlamento a causa di
evidenti “interessi” contrari a prendere finalmente atto della realtà, siamo di fronte a:
“campagne vaccinali intense e non rispettose della fragile individualità neuroimmunitaria
del minore”; dannosità delle vaccinazioni, peraltro riconosciuta anche
dalla Commissione parlamentare d’inchiesta “Costa” 2010-2013 nella sua relazione
finale sulle patologie autoimmuni rilevate nei militari (pagg. 96-118).
Nessun genitore che abbia realmente a cuore la salute dei propri figli può
accettare di vaccinarli:
-. Senza che siano preventivamente effettuati esami ed analisi prevaccinali al fine di
verificare lo stato di salute del bambino, del suo sistema immunitario e la sua
predisposizione a sviluppare patologie neurologiche ed autoimmuni, così come
sarebbe necessario fare in scienza e coscienza ancor prima che seguendo la logica o
il preciso indirizzo dato in questo senso della Consulta negli anni ’90;
-. Con prodotti “coniugati” che, non avendo alcuna motivazione medico-scientifica
ed essendo addirittura più costosi di quelli singoli, rispondono evidentemente ad
interessi prettamente economici per chi li produce e vende;
-. Senza che sia effettuata preventivamente una precisa quanto rigorosa anamnesi sia
del bambino che dei suoi familiari alla ricerca di potenziali indizi di predisposizione
a sviluppare patologie autoimmuni;
-. Senza che gli siano indicati con precisioni i reali rischi, gli indizi di reazioni
avverse e ciò che sarebbe necessario fare in tali casi;

-. Senza avere l’assicurazione ovvero la certezza che, qualora si trovasse di fronte ad
una reazione avversa e quindi ad un danno, questo sia effettivamente riconosciuto
come tale ed indennizzato in base alla vigente normativa (Legge 210/92).
Vale inoltre la pena ricordare che mentre per i farmaci “classici” cioè
utilizzati dopo aver contratto una determinata patologia ed avendo quindi l’esigenza
di eliminarla, l’assunzione dei rischi connessi ad essi appare giustificata da una
problematica già concreta, nel caso dei vaccini siamo invece di fronte ad un rischio
meramente ipotetico che fa talvolta riferimento a patologie inesistenti nel nostro
Paese, altre volte difficilmente contraibili ed altre ancora con decorso assolutamente
privo di reali effetti dannosi. In questo caso, mi chiedo se sia eticamente lecito
sottoporre un bambino potenzialmente sano ad un trattamento che ha potenzialmente la
probabilità di fargli perdere la salute e di rimanere disabile per tutta la vita. Basterebbe
ricordare il principio base della medicina, quello di precauzione del “primum non
nocere” per avere la risposta.
Ricordo, brevemente, che le vaccinazioni ancora ritenute come obbligatorie
sono tre, non quattro, e sono le seguenti:
-. Poliomielite: l’ultimo caso autoctono di poliomielite si è verificato in Italia nel
1983, mentre l’ultimo caso di polio di un extracomunitario si è avuto nel 1988 ad
opera di un cittadino statunitense come indicato nel sito Network Italiano per le
Vaccinazioni (NIV) che raccoglie i dati di tutte le aziende USL nazionali.
Inoltre l’intera Europa è stata dichiarata polio-free dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità (O.M.S.) sin dal 2002.
-. Epatite B: considerate le modalità di trasmissione attraverso sangue o liquidi
genitali (rapporti sessuali) le possibilità di contrarre la malattia da parte di un neonato
proveniente da famiglia dove non vi siano casi di Epatite B o genitori che facciano
uso di certe sostanze stupefacenti (per i quali sono previsti appositi protocolli) sono
praticamente nulle, come consiglia la ragione ancor prima che una serie di
pubblicazioni o la dichiarazione in questo senso del Prof. Albert Bruce Sabin degli
anni ‘90.
-. Tetano: il tetano è l’unica malattia tra quelle per le quali è prevista la vaccinazione
che non sia trasmissibile da uomo a uomo. Le statistiche riportano l’assoluta
mancanza di dati relativi alla contrazione del tetano da parte di bambini inferiori ai
dieci anni d’età a livello internazionale (unico caso, Torino 2005). I casi di tetano
notificati riguardano infatti soggetti di età avanzata; la fascia di età maggiormente
colpita tra gli uomini è quella tra i 65-69 anni e quella tra gli 80-84 per il sesso
femminile (dati ISS, sito NIV).

Inoltre, almeno per quanto riguarda la vaccinazione anti Tetano, stante
l’impossibilità di trasmissione da uomo a uomo e la conseguente impossibilità di
dare vita ad epidemie, oltre che la possibilità di intervenire ex post anche
farmacologicamente, trattandosi di scelta assolutamente “personale” che non va ad
incidere in alcun modo sugli altri, non è dato comprendere quale possa essere
l’interesse di “salute pubblica” e per farla rimanere come obbligatoria.
Ciò in quanto il quarto vaccino ritenuto obbligatorio è quello contro la:
-. Difterite: è considerata praticamente scomparsa dall’ISS così come indicato nel
predetto sito NIV. Lo studio epidemiologico relativo agli anni 1996-97 ha mostrato
che più del 95% dei ragazzi tra i 2 e i 19 anni hanno anticorpi antidifterici in quantità
adeguata a prevenire la malattia mentre tale titolo anticorpale scende col progredire
dell’età per cui più del 30% dei soggetti di età compresa tra i 40 ed i 59 anni non ha
anticorpi antidifterite; nonostante ciò non sono stati segnalati casi di difterite negli
adulti e l’ultimo caso di difterite denunciato in Italia – peraltro dubbio – risale al 1991
(Piano Nazionale Vaccini, aggiornamento 2005).
La norma che prevedeva la sua obbligatorietà, come riportato in precedenza, è
stata però abrogata dal D.Lgs. n. 179/2009.
Secondo dati pubblicati nel V.A.E.R.S. (agenzia federale americana che
raccoglie le segnalazioni di danno post-vaccinico) dalla Dott.ssa J. Orient i casi di
complicanze gravi indotte dalla vaccinazione sono quattro ogni mille vaccinati;
considerato inoltre che secondo la FDA americana i danni da vaccino evidenziati dal
loro efficiente sistema di sorveglianza passivo sarebbero sottostimati di oltre il 90% ,
alla luce di come (non) funziona il sistema di farmacovigilanza passiva nel nostro
Paese, le conclusioni appaiono chiare.
A prescindere dalle molteplici fandonie riportate anche dalle Istituzioni,
talvolta contraddicendo pubblicamente ciò che riconoscono in privato, l’inoculazione
di un vaccino è una prestazione sanitaria alla quale conseguano necessariamente
degli effetti indesiderati, piccoli o grandi.
Nel caso delle vaccinazioni, considerato il contenuto dei vaccini e le modalità
di somministrazione degli stessi, i rischi sono quelli di poter causare gravi problemi
sia al sistema neurologico che a quello immunitario tra i quali, a seconda anche della
tipologia di vaccino, vale la pena ricordare: encefalopatie, encefalomieliti, encefaliti,
nevriti (soprattutto a carico dei nervi cranici), polineuropatie, sindrome di
Guillaume Barrè, nefriti, trombosi, trombocitopenie, danni all’accomodazione
oculare, enecefalomeningomieliti, perdite di conoscenza fino a coma profondo,
paralisi spastiche o flaccide, nevriti, polinevriti, morti cd “bianche”, poliomieliti
paralitiche post-vacciniche, polineuropatie demielinizzanti, polineuropatie
asimmetriche, poliradicoloneuriti con paresi vescicali o rettali, mieliti traverse,
amiotrofia nevralgica, sordità, dermatomiosite, artriti, noduli sottocutanei e
manifestazioni infiammatorie da tesaurismosi da polivinilpirrolidone, neuriti ottiche,
problemi di udito, tinnito fino a perdita totale della funzione, convulsioni, epatiti
infettive gravi, disfunzioni epatiche con comparsa di anticorpi anti-DNA, diabete
mellito di tipo I, porpora trombocitopenica, pancitopenia, aesinofilia,
glomerulonefrite acuta, sindrome nefrosica, pericardite acuta, sindrome di Sjogren,
Lupus Eritematoso Sistemico, etc. (ex multis, R. Gava, Le Vaccinazioni Pediatriche)
L’affermazione che non vi sarebbero prove della dannosità dei vaccini in
ordine all’insorgenza, per esempio, di problematiche neurologiche si scontra
inesorabilmente con quanto riportato più volte dalla Commissione Medica
ospedaliera di Roma (CMO) nel valutare la riconducibilità alla vaccinazione delle
problematiche accusate da bambini ovvero, che: “…episodi probativi per una
qualsivoglia ripercussione organica focale e/o generalizzata, a carico del sistema
nervoso centrale o periferico, che costituiscono le comuni riconosciute
complicanze post-vaccinali”: non penso sia necessario aggiungere altro.
Senza considerare poi la quantità di patologie autoimmuni astrattamente
riconducibili alle vaccinazioni per le quali, allo stato attuale, l’assenza di prove certe
deriva solo ed esclusivamente da carenze diagnostiche e che quindi, in base al
principio di precauzione, si dovrebbe avere un approccio maggiormente critico.
Non posso esimermi dall’evidenziare come, a dispetto delle molteplici
petizioni di principio in ordine alla sicurezza dei vaccini, col passare degli anni
molteplici sono stati i casi di vaccini ritirati dal commercio a causa di una loro
dannosità talmente evidente da aver superato un limite di guardia peraltro già alto;
ritiro dal commercio spesso “mascherato” da cd “minime anomalie allergiche”. Tra
questi vale la pena ricordare, oltre al già citato MMR Morupar, i vaccini MMR
Pluserix, MMR Pariorix, MMR Immravax, l’esavalente Hexavac etc. mentre l’uso
dell’Antipolio “Sabin” stante la sua pericolosità, è stato ridotto su consiglio
dell’OMS ai soli paesi nei quali vi siano focolai di poliomielite “selvaggia” ovvero
centrafrica, Afghanistan e Pakistan anche se in realtà viene usato in tutti i Paesi
poveri di Asia ed africa anche perché…costa meno!.
Solo negli ultimi due anni, inoltre, sono stati ritirati numerosi lotti di
esavalente Infanrix Hexa, a suo tempo indicato come contenente ancora mercurio da
uno studio australiano, per presunta contaminazione analogamente a vaccini
antinfluenzali ed al Meningitec per cui la tanto decantata sicurezza dei vaccini appare
in realtà piuttosto fragile.
Analogamente “fragile” appare quindi il sistematico ricorso all’arrivo degli
“immigrati” per giustificare rigurgiti reazionari in questo campo. Come facilmente
verificabile dai dati statistici ufficiali, mentre è possibile reperire rari casi di
immigrati malati di patologie come salmonella o tubercolosi, non sono mai giunti nel
nostro Paese – né potrebbero farlo in futuro – al termine dei cd “viaggi della
speranza” malati di difterite o poliomielite. Ciò in quanto tali patologie, se gravi e
non curate, portano in breve tempo al decesso del malato e sono incompatibili con
tali viaggi; non è un caso che l’ultimo extracomunitario riconosciuto affetto dalla
polio nel nostro Paese sia stato un cittadino statunitense nel 1988.

Non posso esimermi dal sottolineare una verità sistematicamente negata
anche dai professionisti del settore ovvero che un bambino non vaccino non è un
bambino infetto ma è semplicemente “non vaccinato”; conseguentemente, non può
trasmettere nulla a differenza dei bambini vaccinati con vaccini a virus vivi attenuati
che rimangono potenzialmente “infettivi” per circa 15-20 gg. con possibilità di
trasmettere le relative patologie a terzi. Tanto ciò è vero che nei reparti oncologici i
relativi protocolli negano l’accesso ai soggetti che siano stati recentemente vaccinati
con vaccini a virus vivi attenuati.
D’altra parte, se l’obbligo vaccinale avesse reali motivazioni medicoscientifiche,
non è dato comprendere perché democrazie – ahimè – più civili, evolute
e consolidate ma, per contro, meno inclini alla corruzione della nostra come quelle
dei paesi anglosassoni o scandinavi, non solo non prevedono l’obbligo vaccinale per
accedere alle scuole ma non lo prevedono in assoluto!
E’ di tutta evidenza, quindi, come la verità risieda altrove e come sia
probabilmente strettamente correlata ai predetti minori tassi di corruzione!
L’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’ISS, dal Ministero della Salute e da
altre istituzioni in ordine al timore di recrudescenza di certe patologie, in mancanza
di dati oggettivi, appare come l’ennesimo caso di “terrorismo psicologico” teso ad
indurre le famiglie a vaccinare i propri figli, per molto meno, altri sarebbero stati già
denunciati per procurato allarme.
Considerato che nei prossimi giorni non solo il Parlamento ma anche la
conferenza Stato-Regioni del 20 ottobre p.v. si troverà ad affrontare questo
argomento, sarebbe auspicabile che tutti gli interessati fossero realmente quanto
compiutamente informati in ordine a vaccini e vaccinazioni, sia in ordine ai reali
rischi come ai reali benefici anche alla luce degli andamenti epidemiologici, al fine
di impedire l’approvazione dell’ennesimo provvedimento normativo “monstre”.
A tal proposito, ritengo di poter garantire sin d’ora non solo le mie
conoscenze ma anche quelle di numerosi medici disposti a fornire le loro per un
contraddittorio che fornirebbe realmente, al di là delle “chiacchiere”, del “sentito
dire”, dei preconcetti e delle tante menzogne pseudo scientifiche, gli strumenti
necessari per assumere le decisioni più utili a salvaguardare la salute dei nostri figli.
Vale la pena ricordare un vecchio adagio che recita “la libertà di ciascuno
finisce laddove inizia quella altrui”.
In conclusione, noi siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità
conseguenti alle nostre scelte, frutto di accurato studio della materia; adesso che
ciascuno di Voi ha ricevuto questo documento, spero Vogliate fare altrettanto.
Confido nella Vostra sensibilità e nel Vostro interessamento.

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