Trivellazioni in Sicilia e rischio sismico; Crocetta e PD svendono l’isola ai petrolieri

Palermo, FN denuncia le relazioni pericolose di Crocetta

Che Crocetta fosse legato mani e piedi alla lobby dei petrolieri s’era capito da tempo; il commissario dello Stato – i cui poteri di controllo sono stati inspiegabilmente notevolmente ridotti da una sentenza quanto meno sospetta della Corte costituzionale – aveva infatti bocciato, a gennaio, la cosiddetta norma salva-petrolieri (contenente incomprensibili regali di svariati milioni di euro) che il presidente della Regione siciliana aveva inserito, insieme ad altre cosucce, nella sua scandalosa legge finanziaria.
Leggere, però, certe dichiarazioni del rivoluzionario di cartone, che FN non ha mai smesso di contestare, le cui paturnie dovremo sopportare, pare, fino al 2017, grazie all’incompetenza complice del centrodestra, all’avallo squallido di un PD sempre avido di potere e all’inadeguatezza dei grillini, non può lasciare indifferenti: “Non c’è nessun rischio per il protocollo firmato con Eni e nessun motivo di fermare le autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi. Il petrolio, come i gas naturali, è una ricchezza, magari ne avessimo di più”.
La mancanza di rischi per il protocollo con Eni, infatti, corrisponde ad un eccesso di pericoli per la difesa dell’ambiente e l’elevata sismicità della Sicilia, problematiche che le rassicurazioni del pupo Crocetta non riescono minimamente a scalfire, anzi tutt’altro.
Ma Crocetta insiste: “Peraltro le autorizzazioni all’estrazione sono state rilasciate grazie ad una legge …”, una legge approvata da quell’assemblea di corrotti che è l’Assemblea Regionale Siciliana, opportunamente “oliata”, come se non bastasse, dalle lobby dei petrolieri?
Al business dell’accoglienza, nuovo schiavismo su cui banchettano i vampiri della politica, si aggiunge la svendita del territorio, all’incentivata invasione, con il suo logico portato di tensioni sociali, si aggiunge un altro capitolo dell’indegno mercato sul nostro futuro che i traditori della nostra terra hanno pensato per noi.
Auguriamo a questi servi dei potenti, a questi volgari camerieri degli interessi antinazionali, che le tangenti che hanno incassato e che incasseranno siano adeguate all’acquisto di bunker in cui nascondersi dalla furia di un popolo derubato della dignità o, in subordine, dalla furia devastante della natura violata che, se non è cieca, saprà bene dove colpire con i terremoti che le trivellazioni susciteranno certamente. In un modo o nell’altro, la rinascita della Sicilia è legata alla loro scomparsa e alla sostituzione di questi viscidi politicanti con una nuova classe politica alla cui formazione dedichiamo la nostra lotta quotidiana.

Giuseppe Provenzale
Vicesegretario nazionale di Forza Nuova

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