Terrorismo Isis, l’America traditrice fa doppio gioco. FN scrive a Gentiloni: “Fuori dalla Nato”

Roma 28 lug –

Nel 2009, Roberto Fiore presentò al Parlamento europeo un’interpellanza, ispirata dall’Ambasciata Serba, in cui si mettevano in luce gli strettissimi rapporti fra la più grande base militare USA fuori dal territorio americano, Camp Bondsteel in Kosovo, la raffinazione della droga ed il suo smercio in Europa: la risposta fu pilatesca e ridicola e non fugò affatto l’ idea che la base e l’emergente Stato islamista Kosovaro ci avrebbero riservato delle brutte sorprese.

Oggi, in piena emergenza ISIS, un coraggioso report dell’Espresso ci racconta, con dovizia di particolari, di come le basi del sedicente Stato Islamico, che spuntano come funghi proprio a ridosso di Bondsteel, siano in piena maturazione e si apprestino ad essere operative anche in direzione dell’ Italia, come già dimostrato, a dicembre, dall’individuazione di una cellula jihadista a Brescia i cui capi provenivano dal Kosovo.
Basi Isis a due passi dalle basi Nato che dovrebbero combatterle, basi Isis che sorgono a due passi dal “nemico” che dovrebbero temere? Proprio così.

Ma c’è di più: Camp Bondsteel, che copre con radar, intelligence e militari (7000 più spioni vari) una fetta enorme di territorio, è la stessa base in cui si sono addestrati molti capi jihadisti kosovari. Questi due dati sarebbero sufficienti ad uno Stato serio per aprire una crisi urgente con gli USA per minacciare e avviare l’uscita dalla Nato.

Forza Nuova è realista scriverà, quindi, al Ministro degli esteri Gentiloni e gli chiederà cosa intende fare, supporterà gli alti vertici del nostro Esercito, già irritatissimi da questo comprovato, inquietante ruolo degli “alleati” USA. L’opinione pubblica deve sapere che l’ Italia fa parte di un’alleanza militare in cui due Paesi (Usa e Turchia, il primo ed il terzo per forza militare) sono in realtà all’origine del terrorismo, faremo il nostro dovere per informarla.

Se vogliamo evitare attacchi terroristici in Italia dobbiamo muoverci: intervenire sul piano interno con energia, ma anche, all’esterno, mettere in mora l’ “alleato” traditore, collegandoci con intelligenza e tramite la nostra intelligence ai russi e agli europei che hanno compreso quale sia la realtà.
Positivo, in quest’ultima direzione, quanto fatto dal capo dei servizi segreti Manenti due settimane fa.
Il generale ha incontrato Assad e i suoi servizi di sicurezza, chiedendo loro le liste dei terroristi “europei” schedati dai siriani. Forza Nuova l’ aveva chiesto esattamente 16 mesi fa, evidentemente non siamo più tanto una vox clamans in deserto.

Forza Nuova
Segreteria nazionale

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