Il sogno americano è diventato un incubo

Giuseppe Onorato* –

Gli USA sono considerati un esempio da seguire per la politica interna, estera, sociale ed economica, senza ricordare lo spirito guerrafondaio, razzista e di ingiustizia sociale intrinseco nel dna a stelle e strisce, ma, in questi giorni, assistiamo al previsto collasso della tanto elogiata società multirazziale americana.
Dopo l’uccisione dell’ennesimo cittadino nero americano, a Baltimora è scoppiato il caos.
Polizia presa d’assalto, negozi distrutti e mezza città data alle fiamme da parte dei neri americani che, scesi in piazza per protestare contro l’uccisione di Freddy Gray, hanno pensato bene di distruggere tutto per ottenere giustizia.
Risultato? Caos totale durato 3 giorni e 3 notti. La reazione dello Stato non si è fatta attendere, mobilitata la Guardia Nazionale e indetto il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.
Guardate le immagini, meglio di mille parole.
Ieri sera la protesta si è poi estesa ad altre 15 città, tra cui New York e Washington, dove sono scoppiati scontri violenti.
La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: se negli USA – nati come società tollerante e multirazziale che vive ancora nel pieno benessere – arrivasse la crisi che sta flagellando l’Europa, cosa accadrebbe? Non vogliamo immaginarlo!
Il dato di fatto è che il sogno americano si sta sgretolando, Obama è il primo presidente nero della storia degli States, il razzismo è superato, l’economia galoppa e la Carta dei Diritti è la migliore al mondo. Tutto chiaro, ma, malgrado tutto, gli USA stanno implodendo. Perché?
Una società non può essere basata sull’economia, il consumo, il denaro, l’uguaglianza utopica, ma su un fondamento spirituale, dove i cardini devono essere Dio, la Patria e la Famiglia.
Gli USA combatterono questi 3 cardini, pensando di avere la soluzione, ma si sbagliarono.
Vedremo ora l’incubo americano fino a dove si spingerà, noi siamo già svegli e sappiamo cosa vogliamo.

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*Dirigente nazionale Forza Nuova

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