Sindaco Nicolini, le spieghiamo noi chi sono i nemici dell’umanità

Calabria 24 settembre –
Troviamo davvero gravi le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, al giornalista Silvio Messinetti del Manifesto: in un passaggio ben preciso, lo stesso primo cittadino afferma che la nostra volontà di manifestare il dissenso alle politiche di accoglienza meriterebbe “una reazione forte che non può limitarsi solo alla via giudiziaria delle querele e delle aule dei tribunali”.
Partiamo da un dato oggettivo: il nostro movimento non è mai uscito fuori dagli ambiti della legalità, prova ne sia il regolare permesso da noi richiesto per un presidio di protesta in aperto e legittimo dissenso per l’evento che doveva tenersi a Lamezia sabato 19 settembre. Riteniamo, pertanto, che il linguaggio adottato dalla signora Nicolini sia una velata istigazione alla violenza e all’odio che, dal momento che ci facciamo forti solo della bontà delle nostre idee, respingiamo in quanto non rientra nel nostro stile rispondere con minacce ed offese.
A tal proposito chiediamo al sindaco di Lampedusa cosa in realtà volesse dire dichiarando che meriteremmo una reazione forte che non è quella giudiziaria. Vuole forse, il primo cittadino, reinventare il personaggio holliwoodiano del celebre film “Il Padrino” e scagliarcelo contro? Ovviamente, battuta a parte, tali dichiarazioni non si addicono ad una figura istituzionale che, piuttosto che rispondere a precise domande su un fenomeno così serio e grave come quello dell’immigrazione, si lascia andare a forme di linguaggio che stridono fortemente con l’immagine mediatica che la stessa è riuscita a ritagliarsi.
Ribadiamo, per l’ennesima volta, che la nostra posizione sull’immigrazione, checché ne pensi la sindachessa di Lampedusa, è scevra da qualsiasi forma di razzismo e xenofobia, dal momento che noi combattiamo il fenomeno e chi lo ha provocato, ovvero tutte quelle multinazionali americane, ed ora anche cinesi, che hanno devastato ed impoverito lo splendido continente africano costringendo masse di uomini ad emigrare sbarcando sulle nostre coste.
Siamo altresì contro tutte quelle situazioni illegali che su questo incontrollato fenomeno speculano per fare business, realtà su cui anche la criminalità organizzata ha messo le mani per ricavarne profitto (vedi Mafia-capitale).
Sono davvero stucchevoli, poi, tutti quei comunicati stampa che sono seguiti all’annullamento del premio da parte di forze politiche di sinistra, dell’ANPI, di esponenti sindacali e, non ultimi, anche quelli di liste collegate al centrodestra di Lamezia Terme.
Tutte litanie intrise di buonismo peloso, superficiali nelle loro dissertazioni e totalmente lontane dalla conoscenza del fenomeno immigrazione che sta causando danni sia tra i popoli invasi che tra quelli invasori.
Strano davvero, però, che le stesse forze che si sono scagliate contro di noi, nulla abbiano detto riguardo al provvedimento di sequestro, emesso dalla Procura della Repubblica di Cosenza, di un CARA nella cittadina di Aprigliano, dove la struttura, che ospitava diversi immigrati, versava in condizioni fatiscenti e in cui gli stessi ospiti venivano fatti vivere come bestie.
Un centro gestito dall’ennesima cooperativa a scopo di lucro in pieno stile “mafia capitale”, che intascava soldi fregandosene della dignità umana e che annoverava tra i suoi amministratori parenti di noti politici che siedono nel consiglio regionale della Calabria.
E’ proprio questa ipocrisia che noi combattiamo: quella di chi vuol fare business accaparrandosi i 35 euro al giorno per ogni immigrato. Diciamo dunque alla Nicolini che sono proprio questi i traditori dell’umanità, quella stessa umanità che per noi non ha colore di pelle e non ha razza, in quanto noi sosteniamo, appellandoci al Diritto Divino, che ogni terra debba avere un popolo ed ogni popolo una terra.
Di certo non torneremo più su questa ormai stucchevole vicenda; restando fermi sulle nostre posizioni e convinti delle nostre idee, ma affermiamo che la prossima visita del sindaco di Lampedusa, che sia a Lamezia o in qualsiasi altra città della Calabria, troverà la nostra ferma opposizione con tanto di presenza di nostri militanti e cittadini comuni che avversano le politiche governative di accoglienza e di integrazione che stanno distruggendo il nostro tessuto sociale e gravi effetti avranno anche nei prossimi anni sulla nostra identità Nazionale.

FORZA NUOVA CALABRIA
Ufficio stampa

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