Nella Sicilia degli sbiancamenti anali, ai disabili non è consentito curarsi neanche… in Puglia

Caltanissetta 27 luglio –

L’incredibile vicenda di Giuseppe Pasqualetto a cui non è permesso usufruire della necessaria terapia robotica

” … dovrei vivere con 275 €, credetemi non mi posso permettere nessuna cura a pagamento” –

Al nostro Dipartimento Disabilità è giunta un’altra richiesta d’aiuto – l’ennesima storia emblematica del reale stato d’abbandono del nostro Paese – da un italiano che non ha trovato null’altro che il vuoto e una distanza siderale tra i suoi diritti e chi dovrebbe garantirne l’applicazione; a seguire parte della sua storia:

“Il 13/10/2009 sono stato colpito da emorragia cerebrale al tronco (inoperabile), ho subito 2 tracheotomie, un blocco renale e ho contratto la sindrome di Lyell, con 493 gg. di ricovero (compresi 90 gg. in coma), in questo periodo ho ricevuto ben 3 volte l’Estrema Unzione.
Sono stato portato, tramite gli operatori del 118, all’ospedale S. Elia di Caltanissetta indi, lo stesso pomeriggio, in elisoccorso, nel reparto rianimazione dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove sono rimasto fino al 29/01/2010 e lo stesso giorno, in eliambulanza, sono stato ricoverato, fino al 13/10/2010, previo interessamento della mia famiglia, al centro neurolesi Bonino/Pulejo di Messina.
Ho poi continuato la riabilitazione all’ASP presso l’RSA di Caltanissetta e periodicamente, dal 14/01 al 09/02/2012 e dal 30/03 al 10/07/2013, sono tornato al centro neurolesi di Messina.
Mi sono rimasti degli strascichi invalidanti ed ho sempre bisogno della fisioterapia.”

A fronte di tutto ciò, i medici dell’INPS di Caltanissetta, dottoresse Maria Rosa Sanguiné e Maria Adele Lauricella e dott. Giuseppe Azzaro, non reputano le condizioni del sig. Giuseppe, tali da beneficiare dell’indennità di accompagnamento, decisione successivamente confermata dalla commissione medica superiore nella persona della dott.sa Lucia Cristina D’Acquarica.
Preso atto della palese incongruenza tra la gravità del suo stato di salute, l’invalidità riconosciuta è comunque del 100% ed è valutata come permanente l’inabilità al lavoro, e le decisioni delle istituzioni citate, il sig. Giuseppe ha intrapreso un ricorso presso il Tribunale, documentando il persistere delle seguenti sintomatologie:
– dolore (sopportabile) dal ginocchio al piede (senza sensibilità) destro
-anulare, mignolo, palmo della mano destra perennemente senza sensibilità
– diplopia all’occhio sinistro
– gamba e mano sinistra tremano al minimo sforzo
– respirazione difficoltosa
– equilibrio precario
– disartria
La stessa magistratura, che si pronuncerà ad ottobre, ha incaricato un CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio), nella persona della Dott.sa Simona Scalia, la quale ha confermato la mancanza dei requisiti necessari alla devoluzione dell’indennità d’accompagnamento.

Ma, in attesa della sentenza di ottobre 2015, l’odissea di Giuseppe continua: al fine di beneficiare delle cure più adeguate alle patologie persistenti, non erogate dalla Regione Sicilia degli sbiancamenti anali, si rivolge alla non lontana Puglia, a San Giovanni Rotondo, dove il centro “Gli Angeli di Padre Pio” è dotato di attrezzature mediche adeguate per la necessaria fisioterapia robotica.

“Sono andato, facendomi accompagnare, portando la documentazione necessaria,d’accordo il mio medico curante ed il neurologo della stessa ASP,Dott. Scalzo, (perché non ho più la patente di guida), dal dirigente della ASP di Caltanissetta, Dott. Sedita, il 24/02/2015, il quale mi ha detto che prima doveva verificare la disponibilità dei posti letto in Sicilia. Ad oggi non mi ha chiamato nessuno, tranne, l’1 Luglio, telefonicamente, il coordinatore dei centri di riabilitazione della provincia di Catania, che fanno capo all’ASP, dicendomi che c’era posto nella struttura “Regina Virginium” di Caltagirone (CT), io ho rifiutato perché la suddetta struttura, confermato dallo stesso coordinatore, non effettua terapia robotica,non c’è l’ortottista, etc, occorrente a me.
Io ho bisogno, così come è previsto dal piano terapeutico consegnato al Dott. Sedita il 24/02/2015 anche, dell’ortottista, della terapia robotica (che in Sicilia non si effettua), etc.. Ho mandato tre persone, di mia fiducia, ai quali hanno detto, informalmente, che non possono creare un precedente e altre motivazioni, a mio giudizio, opinabili. Ho richiamato, telefonicamente, il centro “Gli Angeli di Padre Pio” spiegando il tutto e mi è stato risposto che è un mio diritto, che altra gente ha ottenuto l’autorizzazione, della provincia di Agrigento, Messina, Palermo, etc.. Il 7 Luglio ho inviato una lettera raccomandata, ricevuta dai destinatari l’11 Luglio,al Direttore Generale dell’ASP di Caltanissetta,al Direttore Amministrativo dell’ASP di Caltanissetta, al Direttore Sanitario dell’ASP di Caltanissetta e, per conoscenza, al giornale “La Sicilia” spiegando quanto sopra, ma ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta”.

Così, di fronte alla drammaticità di quanto in corso ed a monte delle omissioni istituzionali e legislative, a Giuseppe non resta che descriverci la sua condizione:
“Non ho più un lavoro, non posso fare la doccia da solo, non riesco a tagliare niente, ho bisogno sempre di qualcuno che mi accompagni, mi muovo come una lucertola e dovrei vivere con 275 €, credetemi non mi posso permettere, economicamente, nessuna cura a pagamento”.

Nessuno, tuttavia – dal Presidente della Regione Crocetta, all’ex Assessore alla Salute Borsellino, agli onorevoli Alfano e Musumeci; dal Sindaco di Caltanissetta, al Prefetto, al Questore al comandante dei Carabinieri, al Procuratore Generale, al Vescovo della stessa città – ha saputo far altro che mettere la testa sotto la sabbia, in un tanto assordante quanto assurdo silenzio.

Questa vicenda merita dunque una riflessione, in quanto domani al posto del signor Giuseppe potrebbe esserci ognuno di noi.
Di fronte a questa testimonianza, che mette nero su bianco la totale assenza della politica istituzionale, degli enti preposti e delle associazioni, faremo quanto nelle nostre possibilità, cominciando col divulgarla il più possibile e seguendo il caso da vicino con il nostro referente nisseno.

Anche il caso di Giuseppe Pasqualetto rientra nella richiesta di una coerente presa in carico della “Dichiarazione ONU sui diritti delle persone con disabilità”, approvata ma disattesa in Italia, https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1578927545716545&id=1563170127292287&substory_index=0
Per il rispetto della quale, non avendo ricevuto riscontri, siamo prossimi ad inoltrare regolare istanza presso gli organi competenti, direttamente in sede ONU.

dipartimento disabilità

Forza Nuova
Dipartimento Disabilità

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