Sicilia: burocrazia, massomafie, politica… Gli scandali che non fanno scandalo

Palermo 9 lug –

Giuseppe Provenzale* –
Accade che il potentissimo Segretario generale della Regione Siciliana sia sempre lei: Patrizia Monterosso.
Rosario Crocetta, infatti, le ha rinnovato l’incarico, nonostante la signora sia stata condannata definitivamente dalla Corte dei conti per aver causato ai cittadini un danno di ben 1,3 milioni di euro, fondi extra budget erogati agli enti di formazione, e sia inoltre indagata, con rinvio a giudizio già richiesto dalla Procura di Palermo, per un peculato non da poco: 11 milioni di euro.
Nominata da Raffaele Lombardo nel luglio 2012, governatore già condannato in primo grado per reati connessi all’associazione mafiosa (7 anni, mese più mese meno, proprio come il suo predecessore Cuffaro che ha appena finito di scontare la sua pena), la regina della burocrazia regionale resta quindi al suo posto, nonostante alla vigilia nessuno sembrava scommettere su una scandalosa riconferma.

Ma alla Regione il sistema funziona così e l’omertà regna sovrana, perché tutti, o quasi, hanno qualcosa da farsi rimproverare e amici e sodali politici inquisiti o chiacchierati.
L’élite si muove senza alcun pudore, come fa, ma è solo un esempio “innocente”, l’ex sindacalista CGIL e volontaria dell’accoglienza business Mariella Lo Bello, attuale assessore alle attività produttive, ma già ai vertici da novembre 2012 e considerata irremovibile, che non si preoccupa di riunire alla Camera di Commercio di Caltanissetta rappresentanti istituzionali, sindacali e di associazioni di categoria, nell’anticamera di quella stanza presidenziale che appartiene ancora al suo dominus Antonello Montante, di cui nessuno si è sognato di chiedere la rimozione dalla carica di presidente di quella stessa Camera di Commercio, nonostante l’ex re degli industriali siciliani antimafia, accusatore di tutto e tutti, grazie ai dossier che custodiva nella sua camera blindata, sia inquisito dalla DDA per concorso esterno in associazione mafiosa.
Che le risposte a certi scandalosi – o solo poco attenti? – comportamenti degli attori/pupi del sistema (a cui anche la magistratura non è certo estranea, si guardi al caso Saguto) a prescindere da chi governi in Regione sia esso il mafioso Cuffaro o l'”antimafioso” Crocetta, siano nelle accuse che il pentito Tuzzolino ha rivolto alla Monterosso nei verbali del processo d’appello a Raffaele Lombardo?
“Patrizia Monterosso era una nostra sorella in massoneria e si occupava degli interessi della Loggia La Sicilia. Si è occupata di far comunicare la massoneria di Trapani con Raffaele Lombardo, ad esempio, nell’interesse della società Vento Divino, di Nicastri, poi sequestrata. La Monterosso faceva parte della Loggia di Castelvetrano, poiché era la più vicina al presidente…“.
La Castelvetrano dell’inafferrabile Matteo Messina Denaro… del resto i legami tra mafia e massoneria in Sicilia sono più che documentati dalla storiografia, l’unica differenza rispetto ai tempi che furono sembra consistere nell’evidente egemonia, sempre più onnipresente, di quella mafia dell’antimafia che le logge sembrano gestire, così come facevano, forse anche più discretamente, con le cosche.

*Vicesegretario nazionale
Forza Nuova

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