Senorbì (CA), agli immigrati non piace la Sardegna

Cagliari 21 agosto –

A poche settimane dalle proteste di Palmadula (SS), scoppia un altro caso a Senorbì, a poco più di 40 chilometri da Cagliari: gli immigrati clandestini, condotti in Sardegna dopo gli sbarchi nel Mediterraneo, protestano contro i gestori delle strutture che li ospitano.
Cibo insufficiente o scadente, mancanza di servizi, limiti e difficoltà negli spostamenti ed ora pure ricatti sessuali: queste sono le accuse che muovono contro chi dovrebbe garantirgli “l’accoglienza diffusa” nel territorio, pagata coi soldi nostri e dell’Unione Europea e messa in pratica dal Governo in collaborazione con prefetture, Caritas, associazioni e cooperative varie.
“Indipendentemente dalle singole vicende, su cui faranno luce le inchieste, è evidente l’inadeguatezza del sistema progettato per arginare l’ondata migratoria senza precedenti che l’intera Europa sta subendo: l’asse Renzi-Soru-Pigliaru non regge e le passerelle dei politici, condite di slogan buonisti, non bastano più per tranquillizzare i cittadini e soprattutto per gestire l’immigrazione” – dichiara Gino Melis, coordinatore regionale di Forza Nuova per la Sardegna.
Per Forza Nuova occorre rapidamente invertire la rotta sia a Roma che a Bruxelles per far fronte all’emergenza immigrazione, perché arrivano sempre più spesso, e in tutta Italia, preoccupanti campanelli d’allarme dal territorio e dalle comunità locali, come sta avvenendo in Sardegna.

Forza Nuova Sardegna
Ufficio stampa

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