Roberto Fiore: il discorso alla “Marcia per l’Indipendenza” di Varsavia

11 novembre 2014, Varsavia

Pubblichiamo il testo dell’intervento di Roberto Fiore alla grande Marcia per l’indipendenza, pronunciato davanti a 200.000 persone e diffuso da Radio Maryja Polska e dalla sua TV, la più seguita in Polonia

E’ un onore per me rappresentare, oggi, in questa giornata patriottica l’Italia, la mia Patria.
Già negli ultimi due giorni i giovani forzanovisti italiani hanno incontrato i giovani studenti polacchi e si sono dati le parole
d’ ordine e le linee di condotta per creare una nuova grande primavera giovanile europea, che sia l’ esatto contrario di quella che fu la ribellione del ’68.
La ribellione del ’68, comunista anarchica e liberale, spinse le droghe, le “famiglie alternative”, la decadenza morale e tutte quelle malattie che hanno avvelenato il mio popolo e gli altri popoli europei portandoli sulla soglia del baratro.
Devo riconoscere che il popolo polacco e stato più forte
nell’ individuare il nemico e ha quasi decretato la fine dell’ aborto; oggi la gioventù polacca, in maggioranza, non si rifugia nelle droghe e rifiuta decisamente la politica americana del “gender”, che non vuole distinzione fra uomo e donna per imporre le coppie gay come dato giuridico.
La Polonia si sta rifiutando di accettare il politically correct e anche il popolo italiano, va detto, si sta opponendo con vigore a questo diktat massonico e anticristiano che ha come intenzione ultima la distruzione della famiglia.
Il vostro popolo è più consapevole della necessità di una rivoluzione antiliberale ed antimaterialista perché è fortemente attaccato al sacrificio e alla Croce e noi italiani cogliamo il vostro esempio, incoraggiando la nostra gioventù a rispondere con vigore ai media che diffondono stili di vita distruttivi e alle autorità che stanno introducendo l’ omosessualismo nelle scuole.
E ‘ arrivato il momento che ogni popolo cristiano europeo sia
d’esempio verso gli altri per ciò che di grande ha costruito.

Vorrei che oggi l’ Europa ritrovasse la forza che ebbero gli spagnoli nel riconquistare la Spagna, sottraendola al giogo mussulmano, vorrei che l’Europa ritrovasse la forza con cui i Polacchi liberarono Vienna, la forza con cui gli Italiani vinsero a Lepanto.

Se un anno fa era una la minaccia al Cuore d’ Europa, e cioè il liberalismo massonico anticristiano e antinazionale, oggi dobbiamo aggiungere un’ altra minaccia, quella dell’ ISIS che avanza indisturbato, aiutato da Arabia Saudita, Turchia e Usa.
Quel nemico ha dichiarato che vuole arrivare a Roma e con velocità inquietante si sta avvicinando. Presto sarà ai confini del Libano cristiano e, secondo le sue stesse manifestate intenzioni, vorrà arrivare a Roma nel cuore della Cristianità.
Se le sorti della mia città dovessero essere lasciate al mio governo, sarei certo che costoro arriveranno a Roma imponendo alla mia gente il terrore islamico; ma conto sulla gioventù europea, quella che vedo oggi qui, quella fondata su Dio Patria e Onore.
Sono loro che bloccheranno chi attacca frontalmente l’ Europa e chi la mina da dentro con l’immigrazione e i veleni liberali.
Noi opporremo a chi vuole distruggere l’ Europa non certo i matrimoni gay, ma una gioventù e una nazione che popoleranno la terra d’ Europa con la benedizione dei propri figli, giovani che sapranno difenderne i confini con le armi della Fede.

Roberto Fiore

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