RENZI, MA E’ DAVVERO UNA “BUONA SCUOLA”?

Roma 13 marzo –

Roberto Fiore –
Solita demagogia e chiacchiere vacue nel salotto di Renzi

Dopo una serie di rinvii, di voltafaccia, di proposte sconfessate e/o ridimensionate è stata, infine, presentata ieri “la buona scuola” di Renzi e del ministro Giannini.
La continuità con il solito sistema scolastico riformato, gestito alla stregua di un’ azienda privata, voluto da tutti i governi dai tempi di Luigi Berlinguer, è evidente. In più, si concentra nelle mani della dirigenza un potere ancora maggiore, quasi assoluto, in nome di un’autonomia che nulla di buono ha prodotto fino ad oggi.
Spetterà alla dirigenza scolastica premiare con un piatto di lenticchie (200 milioni in aggiunta sul merito dal 2016) quel 5% di insegnanti “meritevoli”, gestire il budget e l’ organico dell’autonomia dalla stessa autodefinito, dopo aver “sentito” il collegio dei docenti (una svista del governo essendo ancora, e fino a prova contraria, il collegio docenti l’unico organo sovrano decisionale, non consultivo, della scuola?) e il consiglio di istituto.
Sempre alla dirigenza sarà demandata, inoltre, la valutazione dei docenti, senza tenere conto del fatto che ciò può facilmente dare adito ad abusi e clientelismi, così come nel caso della selezione dei cosiddetti più meritevoli. “Chi sbaglia deve pagare”, ha detto più volte il premier Matteo Renzi, ma, nel merito, non è chiaro né chi la faccia pagare al dirigente né chi lo valuti.
Sulle annunciate assunzioni dei precari si notano passi indietro e grande confusione. Previsti lo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento e l’ingresso in servizio dei soli vincitori del concorso 2012 (non degli idonei) circa 103 mila docenti, ma con accenni troppo vaghi sulle modalità delle stesse. Restano fuori, inoltre, in attesa di concorso, decine di migliaia di professori già abilitati.
Per la scuola dell’infanzia (23 mila docenti) è, invece, tutto rimandato ad un incerto futuro con la riforma 0-6 anni.
Varrà la pena qui ricordare che quanto proposto non è sufficiente per dare piena attuazione alla sentenza emanata dalla Corte di Giustizia Europea, il 26 novembre 2014, che parla di servizio nella scuola pubblica statale.
Si parla, infine, di salvaguardia degli scatti di anzianità, in realtà bloccati dal 2010 e che mancano del recupero dello scatto 2012/2013, quando la retribuzione degli insegnanti è ferma da ben 5 anni.
Potrebbe sembrare positiva la card di 500 euro annuali per l’aggiornamento degli insegnanti che, tuttavia, pare incompatibile con le dominanti esigenze di bilancio.
In conclusione, uno sfoggio di parole vuote, che servono a condire un nulla di fondo, che mancano dei passaggi di merito. Solita demagogia e chiacchiere vacue nel salotto di Renzi.

Tags

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi