Regione Lombardia, Lega Nord dà Reddito di autonomia anche agli stranieri

Milano 14 ott –
Enrico Grassi –

“Nessuna restrizione sulla cittadinanza. Un italiano residente da 3 anni in Lombardia non ha diritto ad accedere a questi contributi, mentre ne ha diritto l’immigrato residente da 5 anni”
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Ulisse simulò la pazzia per non partire alla volta di Troia.
Roberto Maroni, nel suo piccolo, non desidera essere da meno e così si finge nazionalista per non screditare la nuova e poco credibile linea politica del proprio partito.
Ulisse fu smascherato da Palamede, Maroni da se stesso.
La scorsa settimana la Regione Lombardia ha varato la legge sul reddito di autonomia che introduce agevolazioni economiche anche agli stranieri residenti. Non è la prima volta che la regione Lombardia diventa area sperimentale di normative che saranno poi estese a tutto il territorio nazionale.
Questa legge, che entrerà in vigore tra pochi giorni, prevede sconti sui ticket sanitari, bonus bebè per il secondo e terzo figlio, un contributo per pagare l’affitto e un assegno per gli anziani.
Se da un lato dobbiamo riconoscere che si tratta di un’iniziativa apprezzabile per aiutare la fascia più povera della popolazione lombarda, per contro manifestiamo tutto il nostro stupore e dissenso per l’ennesima azione istituzionale che con la maschera della “preferenza nazionale” nasconde invece un finanziamento occulto agli stranieri. Il dato politico rilevante di questa nuova legge leghista è l’equiparazione dello straniero allo status di cittadino italiano.
Non rileviamo nessuna restrizione sulla cittadinanza. I destinatari di questi contributi devono essere residenti in Lombardia da almeno 5 anni, è questa, oltre al reddito, l’unica condizione posta dall’intelligenza leghista. Questo significa, semplificando a titolo di esempio, che un italiano residente da 3 anni in Lombardia non ha diritto ad accedere a questi contributi, mentre ne ha diritto l’immigrato residente da 5 anni. Si tratta di una egregia normativa a favore dell’integrazione e della società multirazziale che rallegrerà la Presidente della Camera Laura Boldrini.
Nelle ore successive il varo della legge, leggiamo che gli esponenti della Lega interverranno per rendere più restrittiva la normativa per gli stranieri e per privilegiare gli italiani. Sembra che la Lega abbia comportamenti bipolari. Non potevano farla subito una legge per i soli cittadini italiani? Sfidando Consulta, Corte Costituzionale, Parlamento e Sinistra becero-buonista? E’ mai possibile che la Lega continui a fare speculazione politica sulla pelle dei suoi connazionali? E’ un po’ come acconsentire che un suo esponente di punta in regione dia per due anni consecutivi il patrocinio dell’ente al gay-pride … e promuovere poi i convegni per la difesa della famiglia e contro il gender!
Ci troviamo innanzi ad una interpretazione del “nazionalismo” molto bizzarra e sorridiamo pensando alle recenti dichiarazioni contro l’immigrazione gridate in piazza da parte dei vertici della Lega Nord.
Ricordiamo in particolare le affermazioni estive di Roberto Maroni: “Ho deciso di scrivere una lettera ai Prefetti per diffidarli dal portare qui in Lombardia nuovi immigrati e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza”. Poi vara la legge sul reddito di autonomia anche per gli immigrati…
Parole e fatti sovente non coincidono come banalmente avviene in politica. Forza Nuova invita gli italiani a considerare i fatti e le azioni con serietà e le parole con cautela.
Noi proseguiamo nel nostro cammino al fianco del popolo italiano, contro i nemici ed i fanfaroni.

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