Regionali in Veneto, Visentin: “Nessun apparentamento in vista”

Intervista di Marco Milioni (VenetoVox)

Treviso – 19 genn

Davide Visentin, classe 1985, dopo un’esperienza alla guida di Forza Nuova a Treviso è divenuto da poco il coordinatore veneto del partito che alla prossime elezioni regionali venete si candiderà da solo senza apparentamenti con altre sigle della galassia della destra: a partire da CasaPound.
Fn, che critica il Carroccio per essere uno dei partiti «responsabili dell’ attuale crisi del Paese», dopo gli attentati di Parigi chiede di chiudere le ambasciate in Italia di due nazioni mediorientali come Qatar e Arabia Saudita, mentre lo stesso Visentin (in foto) parla della necessità «di riscoprire uno spirito cristiano autentico».

Visentin, come state vivendo ciò che accade in Italia e nel Veneto?
C’è una situazione di crisi evidente, sia sul piano economico sia sul piano etico. Una crisi che in gran parte è stata pianificata da chi a livello nazionale e internazionale ha in mano le leve vere del potere, quello finanziario. Ad ogni modo che le cose vanno storte lo si scorge in ogni anfratto della vita quotidiana. Questo ci rammarica, ma è anche il motivo per cui tante persone, soprattutto giovani si avvicinano a noi.

Si però sul versante economico, in Veneto come a Roma o in Europa c’è chi dice che il peggio è passato. O no?
E chi lo dice? Mario Draghi per caso? O qualche altro big di turno, magari di qualche organismo internazionale? Sono anni che questa solfa va avanti, ma per cortesia. Ovviamente in frangenti come questo ci sono ampi spazi per chi mette in campo una critica radicale alla classe dirigente e al sistema. E noi intendiamo muoverci lì, senza indugi.

Ma questi spazi di protesta non sono già occupati da M5S e Lega?
Il M5S è in declino perché parla molto e fa poco. La Lega punta ad intercettarne una parte degli scontenti. Ma il Carroccio è vent’anni che è ai piani alti dei palazzi e nulla ha combinato.

Ritenete che nell’arcipelago della destra si possa pensare ad un fronte unico. E che cosa pensate dell’esperimento in questo senso del sindaco veronese Flavio Tosi?
Non ci sono margini al momento. Alle prossime regionali correremo soli. Alle prossime comunali veneziane il nostro candidato sarà Roberto Fiore, il nostro leader nazionale. È un messaggio che lanciamo in una delle città simbolo della corruzione. Quanto a Tosi la sua politica a Verona è stata fallimentare, come il suo movimento nazionale; non parliamo poi di quanto abbiamo visto in tv e letto sui giornali rispetto ad una penetrazione della ‘ndrangheta nella provincia scaligera e nel suo capoluogo. Allo stesso tempo non riteniamo fattibile un avvicinamento a CasaPound che a sua volta è in avvicinamento al Carroccio, il quale è uno dei partiti corresponsabili del disastro italiano.

Lo scandalo Mafia Capitale ha interessato ambienti della destra e della sinistra. Molto ha colpito l’immaginario collettivo la gestione dell’emergenza profughi, nomadi e immigrati. Voi che parere avete al riguardo?
Purtroppo quello che è capitato col business dell’accoglienza ha dell’increscioso. L’immigrazione, in primis quella clandestina, è ormai divenuta una vera e propria industria in cui intermediari senza scrupoli, politici e molti altri lucrano senza guardare in faccia a nessuno. Ci guadagnano poi anche Caritas e coop rosse. La quota a disposizione di ogni migrante è di trentacinque euro a testa. A questa povera gente in mano rimane pochissimo giacché quella somma se la spartiscono troppi altri soggetti legati al business dell’accoglienza. Ad ogni modo ci troviamo in contesto in cui non è facile cambiare. Lo si è visto alle ultime elezioni europee. Fn ha cercato di presentare le sue liste ma le continue chiamate in questura ci hanno ostacolato non poco, tanto che abbiamo preferito non presentarci.

Negli ultimi mesi sulle cronache hanno dominato alcuni temi. Tra questi ci sono corruzione, pensioni, immigrazione, mafia, ambiente e beni storici, occupazione, emergenza abitativa, disseto idrogeologico. Che priorità dareste in questo caso?
Sono questioni troppo grosse per dare priorità di alcun tipo. Sono tutte gravi e meritevoli di un impegno senza remore. Userò concetti terra terra, ma in Italia va tutto male. Alle forze presenti in parlamento e a quelle che ci sono state prima diamo un bell’uno in pagella. Sopra di loro poi ci sono gruppi di interesse come corporation, grandi banche e massoneria che detengono il potere vero. Secondo noi quest’ultima andrebbe messa al bando.

Quando però si parla di voi non mancano le accuse di razzismo. Come la mettiamo?

Noi ci limitiamo a chiedere che si dia una mano vera agli italiani che soffrono. E a rimarcare questa differenza. È razzismo questo?

Ma potete negare che il razzismo esista?
Senza dubbio il razzismo esiste: l’esperienza segregazionista negli Usa, il Ku Klux Klan, tanto per dirne una. La loro condotta non ci appartiene, ne siamo distantissimi. Ma è anche razzismo volere dare una mano solo a chi è straniero lasciando in un angolo i bisognosi nostri connazionali. Il nostro motto è ogni terra al suo popolo, ogni popolo alla sua terra.

Che idea vi siete fatta di quanto accaduto a Parigi?
L’Isis è una seria minaccia per l’Europa. Poiché è finanziato in primis da Quatar e Arabia Saudita l’Italia dovrebbe chiudere le ambasciate di questi due stati. L’Europa è in guerra. E quindi vanno chiuse anche moschee e centri islamici in Italia perché sono centri di formazione di questi attivisti dediti al fondamentalismo.

Con ogni probabilità Forza Nuova è l’unico movimento in Italia che ritiene indispensabile un ritorno ai valori cristiani tradizionali. Non vi pare che questo orizzonte cozzi con una società occidentale ormai fortemente secolarizzata in cui la fanno da padrone tecnica e concezione economica dell’esistenza?

Se ragioniamo in prospettiva storica i periodi in cui gli individui tendono più al materialismo si alternano a quelli in cui l’orizzonte cambia e si guarda più allo spirito, all’arte; e all’essere umano nella sua più alta concezione. Noi guardiamo in quest’ultima direzione e riteniamo che sia fondamentale riappropriarsi dei valori autentici della nostra tradizione cristiana.

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