Quirinale, eletto uomo della vecchia nomenclatura; le bugie e la tradizione politica familiare

– Da capo delle Forze Armate, chiederà scusa a familiari vittime di uranio impoverito?

Ci siamo svegliati da un lungo incubo per scoprire che l’Italia del 2015 è la stessa di quella degli anni che precedettero il finto uragano di Tangentopoli.
La DC di De Mita esprime oggi, sotto le neanche tanto mentite spoglie della nuova balena biancorossa chiamata PD, un presidente del consiglio e un presidente della repubblica, tutto è cambiato affinché nulla cambi.
Tornano dunque d’attualità le parole che pronunciò nel’92 l’allora Guardasigilli Claudio Martelli a proposito del padre del neo presidente, il noto esponente DC di Castellamare del Golfo (TP) – nota provincia dove mafia e massoneria la fanno da padrone – Bernardo Mattarella:
“Bernardo Mattarella, secondo gli atti della Commissione antimafia e secondo Pio La Torre, fu il leader politico che traghettò la mafia siciliana dal fascismo, dalla monarchia e dal separatismo, verso la Dc’’. Martelli addirittura arrivò a dire: ‘’Può darsi, come molti affermano, che il figlio Piersanti (Presidente della Regione siciliana, ucciso dalla mafia nel 1980 e fratello del neo eletto NdR) si sia riscattato da quella storia familiare e che per questo sia caduto”.
Ma, come potrebbe dire qualcuno: “le colpe dei padri non ricadano sui figli”, transeat … il “nuovo” capo dello Stato è, però, un uomo d’apparato e come tale agì in anni che non appaiono poi così lontani.
15 anni fa, era ministro della Difesa, anche dopo una ventina di sentenze in cui lo Stato fu condannato a risarcire i soldati, più di 300 i morti, migliaia gli ammalati, Mattarella continuò a negare la letale nocività dell’uranio impoverito delle bombe Nato sganciate in Bosnia, non ci risulta che, anche dopo, abbia mai voluto fare chiarezza. Oggi, da capo delle Forze Armate, cosa farà? Chiederà scusa ai militari e alle loro famiglie?
Negli anni ’90, inoltre, il curriculum da perfetto uomo della nomenclatura vantava anche un “peccato veniale”: un rinvio a giudizio per finanziamento illecito. Un imprenditore siciliano, Filippo Salamone, lo accusò di avere intascato cinquanta milioni di lire, più buoni benzina. Il politico, la cui famiglia si era ormai da tempo trasferita a Palermo, affermò sdegnato: «Il contributo non è mai esistito».Mentiva. Messo alle strette, ammise di aver accettato solo i buoni benzina, poca roba: 3 milioni il loro valore complessivo. Venne, infine, assolto e la cosa dei buoni fu giudicata sostanzialmente irrilevante.
Anche in questo caso, però, le machiavelliche bugie non gli furono estranee. In definitiva, Mattarella sembra possedere il profilo ideale per rappresentare degnamente la perfetta continuità tra le pseudo repubblichette che si sarebbero succedute in questa italietta nata dallo sbarco mafio-massonico-americano del ’43 e dalla cosiddetta resistenza. Il presidente perfetto … Per postcomunisti, centrosinistri, veterocomunisti, ma anche centrodestri e liberali moderati d’ogni sponda, che hanno partorito il mostro di questa italia (con la minuscola) che non ci appartiene, degna copia del parto mostruoso di Chiara Uzeda, emblematico simbolo della decadenza nel romanzo “I Viceré” di Federico De Roberto.

La segreteria nazionale

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