Putin defensor Europae, defensor Pacis, defensor Christianitatis

Roma 4 ott –
Roberto Fiore* –

All’ indomani dell’ intervento all’ Onu e del suo incontro con il Papa, il Presidente russo, con la celeritas, il pragmatismo e la lucidità che lo caratterizzano, ha mosso guerra all’ ISIS e spiazzato gli USA, evidenziando gli scabrosi collegamenti tra Al Nusra (i terroristi “moderati”) e ISIS con il Comando Militare Americano in Medio Oriente.
Israele e Turchia sono all’ angolo, costrette al silenzio, e nulla possono contro la potente coalizione messa assieme da Putin, per altro nel pieno rispetto del Diritto Internazionale.
L’ ISIS vede frantumarsi in poche ore il sogno di distruggere Assad e di penetrare in Europa, la Turchia deve prendere atto che il suo tentativo di riempire l’ Europa di clandestini, finti rifugiati, è naufragato, Israele registra le difficoltà del suo naturale alleato, il califfo Al Baghdadi.
Ma, ad uscire a pezzi dalle conseguenze della strategia russa sono soprattutto gli Stati Uniti d’America.
Imbarazzate e imbarazzanti le esternazioni ufficiali americane: Putin non colpisce l’ ISIS, ma i “buoni”, alleati degli USA, e ancora: il terrorismo non si sconfigge così; mentre Obama parla, però, le ottuse “bombe intelligenti” dell’aviazione a stelle e strisce si rendono responsabili dell’ atroce strage dell’ospedale afgano e lo ridicolizzano davanti al mondo.
Credo sia inevitabile, a questo punto, l’impiego di truppe di terra; probabilmente libanesi, Hezbollah e iraniani, con l’aiuto delle truppe speciali russe, stanno già dando vita ad una micidiale armata contro il terrore.
Accogliamo l’ intervento russo con la medesima consapevolezza con cui tutti gli arabi nazionalisti, tutti i Cristiani del Medio Oriente e tutti gli uomini di buona volontà e di pace lo stanno accogliendo: è l’intervento provvidenziale di chi rappresenta oggi la Terza Roma e la Cristianità.

*Segretario nazionale Forza Nuova
Presidente Alliance for Peace and Freedom

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