Pescara, Marco Forconi sceglie il carcere

Pescara 22 mag –
C’è sempre stato un particolare accanimento repressivo nei confronti del nostro coordinatore abruzzese e dirigente nazionale Marco Forconi.
Dopo 6 processi subiti, con le relative assoluzioni, e 7 che devono ancora svolgersi, tutti a causa della sua costante attività militante, non si tratta certamente di ipotesi o supposizioni, ma di un chiaro dato di fatto.
Ieri, infine, è arrivata, senza alcun processo, la prima condanna per manifestazione non autorizzata… per decreto penale. Si tratta di un procedimento considerato di carattere premiale, anche perché il decreto di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese processuali, l’applicazione di pene accessorie e non ha efficacia di giudicato dei processi civili ed amministrativi né alcuna menzione della condanna nel certificato penale.
Mancano, però, sia l’udienza preliminare che il dibattimento – dunque l’opportunità del contraddittorio per chi è dalla parte della ragione – e la pena pecuniaria, in sostituzione di una breve pena detentiva, viene solitamente, prima o poi, regolata da tutti coloro i quali sanno di essere colpevoli.
Ma non è questo il caso di Marco Forconi. Il decreto lo colpisce, infatti, nel contesto del recentissimo smantellamento del mercato senegalese abusivo contro cui sempre si è battuto e contro cui aveva manifestato pacificamente anche il 30 agosto del 2015. Uno smantellamento a cui si è giunti anche grazie al suo impegno costante e che l’amministrazione vorrebbe vanificare, dopo aver tollerato un abusivismo pluridecennale, realizzando un nuovo mercato nel sottopasso della stazione ferroviaria.
Ecco perché Marco sceglie di andare in carcere, rinuncia al pagamento dell’ammenda di 2900.00 euro e chiede l’applicazione della pena sostitutiva, quantificata in 10 giorni di carcere e 400.00 euro di multa. Ritiene sia giusto dare un ulteriore esempio di coerenza che faccia comprendere ai suoi persecutori di che genere sia il carattere dei forzanovisti, noi, chiaramente, siamo tutti con lui.

Queste le sue parole a motivazione della scelta:

“Ieri sono stato, per la prima volta e senza processo, condannato per decreto penale.
Ammenda di 2900 euro o, in sostituzione, 10 giorni di arresto e 400 euro di multa.
Il tutto, per aver guidato una manifestazione non autorizzata in data 30 agosto 2015 in relazione al primo inattuato sgombero del mercato etnico.
Condannato per aver posto in essere un corteo, assolutamente pacifico dall’inizio alla fine, partito dal ponte del mare e conclusosi su corso Vittorio Emanuele, altezza del Comune. La mia colpa, eseguito senza autorizzazione.
A prescindere dal fatto che per anni oramai ci è precluso il sacrosanto diritto di manifestare come tutti i partiti in ogni piazza per imprecisati motivi di ordine pubblico (legati non ad atteggiamenti facinorosi dei militanti di Forza Nuova ma a contromanifestazioni di compagini politicamente antagoniste), e da qui la decisione di attuare un corteo non autorizzato in segno di protesta, c’è comunque davvero qualcosa di strano se ciò avviene a distanza di qualche giorno dallo sgombero del mercato irregolare.
Un “fumus persecutionis” che trovo intollerabile verso la mia persona (6 processi subiti e altri 7 ancora da affrontare) e che mi spinge ad una estrema forma di protesta: scegliere la pena sostitutiva di 10 giorni di carcere, e 400 euro di multa.
Mi auguro che il mio sacrificio possa servire a destare le coscienze sopite di tanti cittadini italiani, comprensibilmente demoralizzati a causa di una politica sempre più arrogante quanto inefficiente, ribadendo contestualmente la volontà di proseguire la nostra protesta contro il futuribile mercato etnico che dovrebbe essere allestito in un sottopasso della stazione”.

G.P.

Redazione RadioFN

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