Pertini e dintorni… 5 domande a Salvini e alla Lega… O una sola in sintesi

Pertini con il Boia comunista Josip Broz Tito

Premettiamo una cosa: abbiamo la piena consapevolezza di non appartenere alla politica politicante dei nostri tempi.
“Non siamo uomini d’oggi, siamo nati in un tempo sbagliato…” eppure, “siamo nati per davvero…” diceva di noi Massimino… beh, aveva ragione anche su questo!
Sappiamo quindi di non riuscire a capire tutte le giravolte e le involuzioni dei politici d’oggi, alcune cose risultano però oggettivamente incomprensibili.
La seconda metà di questo 2014 ha visto indubbiamente un’affermazione ed una crescita della Lega di Salvini sia in termini elettorali (6% Europee) che di consensi successivi (si attesta ora al 13% secondo gli ultimi sondaggi).
Un’operazione di successo, legata all’apertura ai temi della Nazione, della Sovranità Monetaria, della Lotta all’Immigrazione.

Per chi come noi ha lottato in solitudine su questi fronti per anni, sapere di non essere più soli è stata una bella sorpresa. Una svolta vera e propria per un movimento come la Lega che per venti e passa anni ha fatto di tutto tranne che lavorare ed operare per il bene della Nazione. Però la svolta c’è stata e ne abbiamo seguito (e seguiamo) con interesse l’evoluzione.
Alcune cose, però, proprio non ci tornano e per alcune, come più sopra detto, proprio non capiamo a che gioco si vuole giocare.
Alcuni camerati che conosciamo, e stimiamo per anni di lunga e pura militanza, hanno fatto velocemente e convintamente un passo verso la Lega di Salvini, altri sono apertamente favorevoli; al Sud, alcuni circoli culturali e realtà militanti locali stanno valutando con interesse un sostegno al progetto… noi continuiamo a rimanere con le orecchie aperte, ma la mente fredda.
Seguiamo l’evolversi della situazione, ma al momento non siamo ancora convinti della Lega 2.0.
L’augurio è di sbagliarci. Se il nuovo corso leghista è autentico e non pura operazione mediatico-elettoralistica … allora ci si troverà tutti schierati sulla stessa linea di battaglia.

Prendiamo ad esempio solo gli ultimi 5 giorni:

Salvini dice : mai più un presidente comunista!
Bene ci diciamo… Anche se, effettivamente, negli ultimi 40 anni quando i presidenti non sono stati “comunisti” sono stati espressione dell’alta finanza internazionale o governatori della banca d’Italia … insomma, in entrambi i casi, frutto di quel commissariamento politico che aggioga il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi; ma, forse, non intendeva esattamente quello che abbiamo pensato, limitiamoci a recepire il messaggio principale: mai più un presidente comunista!…

Salvini dice: non ascolterò Napolitano!
Bene ci diciamo… Qui siamo completamente d’accordo, l’unica buona notizia (che poi ha confermato) è che se ne andrà a breve … per il resto sarà noia mortale … e mortifera per il Paese, come gli ultimi suoi 9 anni al Quirinale… alla faccia della tanto decantata democrazia e del popolo sovrano, Napolitano ha tramato con potenze straniere per far decadere un sì sudicio, ma validamente eletto, governo (Berlusconi), per appiopparci poi ben tre presidenti del consiglio mai eletti dal Popolo Italiano, ma indicati dalle logge a cui Napolitano è tanto caro e gradito da lunghissimo tempo.

Salvini quindi dice: ascolteremo su RPL (Radio Padania Libera) il discorso dell’83 di Sandro Pertini … lui sì che era il nostro Presidente!

A questo punto ci diciamo :
Ma come? Ma cosa? Ma chi? Pertini ??!!

Ecco, sarà che non siamo politici politicanti, ma questa cosa proprio non la capiamo … e con onestà e voglia di capire poniamo 5 domande a Salvini (ed ai nostri camerati che hanno deciso, o stanno decidendo, di portare le loro bandiere nel solco del progetto Salviniano) … od una in sintesi, finale:

1) Sandro Pertini in esilio in Francia divenne Massone (cfr studi di A.A.Mola).
Può un massone essere un modello per la Presidenza della Repubblica Italiana? La lotta alla Massoneria è un punto fondante del nuovo corso della Lega ?

2) Pertini fu in maniera solida, innegabile e vantata uno dei più duri e sanguinari capi del CLN-CLNAI. Ha ordinato attentati, uccisioni, assassinii … da via Rasella a P.le Loreto passando per l’omicidio di Valenti e della Ferida che era, per di più, incinta. Può un assassino conclamato essere modello come Presidente della Repubblica?

3) Pertini fu non solo filocomunista nello stagno socialista, ma costruì la sua fortuna sull’antifascismo militante ed intransigente fin dai primi anni post 25 aprile ’45, arrivando ad opporsi con forza anche all’amnistia voluta da Togliatti per i fascisti.
Ricordiamo che l’antifascismo, lungi dall’essere scudo per alcun pericolo, rimane una radice malata del nostro Paese, utile solo a contaminare la storia, la cultura, l’immaginario, il linguaggio e la formazione della nostra gioventù. Ricordiamo anche che tutti i processi ai leghisti intentati secondo la legge Mancino e tutto il politically correct, di cui gronda ogni libbra di politica, aula di giustizia, spettacolo e “cultura” del nostro Paese, ha origine da questa radice maledetta.
Il nuovo corso della Lega prevede il superamento del Bossiano “andremo a prenderli tutti casa per casa” (i fascisti, ndr) e si libererà finalmente della pregiudiziale antifascista, non solo a parole, ma anche con i fatti?

4) Pertini fu il presidente più votato nella seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica (832 voti su 995). L’antifascismo che rappresentava Pertini mise d’accordo tutti DC, PCI, PSI etc etc . Non c’è ancora stato un Presidente votato più di Pertini. Vero consociativismo antifascista da prima repubblica. Pertini fu quello che tirò la volata a Craxi ed ai Socialisti al Governo … quello stesso Craxi che il giovane Salvini prese a lanci d’uova nel turbinio dei giorni di “mani pulite” e per questo fu condannato … Può essere un esempio di Presidente da offrire alla Nazione, ci si vede molta differenza con Napolitano?

5) Pertini fu fautore del “unità d’azione” con i sindacati comunisti; in occasione della sua morte celebrò il “compagno” Stalin; appena Presidente graziò il partigiano comunista “Giacca”, Mario Toffanin, già condannato all’ergastolo per l’eccidio di Porzus e rifugiato come un cane dai suoi padroni in Jugoslavia; andò a baciare la bara di Tito, infoibatore e massacratore dei nostri Italiani istriano-dalmati … E potremmo proseguire … Come si sposano la figura e la biografia del Pertini con la giusta aspettativa espressa dalla Lega di Salvini nel non volere più un Presidente comunista?

O più semplicemente, in sintesi, a Salvini e alla nuova Lega:

Di noi che siamo Patrioti e Nazionalisti anche prima della Lega 2.0 …
Di noi Proscritti, reietti dal politicamente corretto che rende i popoli schiavi del mondialismo, usuraio e massonico, interessano i voti e le braccia oppure le ragioni profonde che ci rendono sostanzialmente irriducibili al sistema?
Di noi che siam chiamati Fascisti e forse lo siamo davvero, interessano solo i voti ed il sostegno elettorale, o si può finalmente parlare assieme del futuro della nostra Nazione?

*nella foto in alto: Pertini con il Boia comunista Josip Broz Tito

Forza Nuova Milano
Ufficio stampa

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