PERSEVERANZA E AZIONE

 

Appare sempre più chiaro che il Sistema è in crisi profonda ma è altrettanto chiaro che i poteri  forti non sono disposti a frenare o a cambiare rotta minacciando così di trascinare i popoli europei – e non solo quelli – nel baratro.
Come ai tempi del comunismo, la crisi è evidente ma come allora il potere risponde non correggendo i propri errori ma aggravandoli: se l’economia del socialismo reale era a pezzi la risposta del potere erano ulteriori iniezioni di comunismo – nella cultura, nella società, nelle attività sociali. “Più comunismo!” era la medicina prescritta. Come un drogato che per vincere le sue sofferenze aumenta la dose giornaliera, il dirigente comunista di fronte al fallimento del marxismo ricorreva al marxismo più rigido. Fino alla disintegrazione della società comunista avvenuta – non dimentichiamolo – non per invasione straniera, o sotto i bombardamenti nemici, ma per autodisfacimento progressivo.

Oggi il potere mondialista e le sue classi dirigenti politiche rispondono alle catastrofi che hanno provocato intensificando ulteriormente il processo di globalizzazione. Ai disastri causati dalla speculazione bancaria si risponde dando maggior potere alle grandi banche e alla grande speculazione cosmopolita. Ai problemi derivanti dal declino delle agricolture nazionali si risponde con gli OGM e coi monopoli delle multinazionali dell’alimentazione. Alla disgregazione della famiglia si risponde con “matrimoni” e “adozioni” gay e iniettando pseudocultura omosessualista tra i ragazzi e i bambini delle scuole.
La superbia del potere diviene così la sintesi e il culmine dei suoi tanti errori e delle sue tante perversioni morali, ideologiche, sociali, economiche. 

Certo, nella società si vedono segni di reazione, ma sono troppo spesso isolati, scollegati, estemporanei e anche ingenui.
Si sente spesso dire che i politici “sbagliano”, che dovrebbero agire diversamente, che pensano solo a arricchirsi e che i risultati non sono quelli desiderati.
A chi è adeguatamente formato e informato, commenti del genere mettono di volta in volta rabbia o tenerezza. Sbagliare è umano, perseverare diabolico, dice la saggezza tradizionale: quando gli sbagli si succedono a ritmo crescente per decenni, governo dopo governo, con la “destra” come con la “sinistra”, in tanti stati diversi e in situazioni sociali e culturali diverse, e soprattutto quando tutti questi “sbagli” portano sempre verso la stessa direzione, appare evidente che non sono errori involontari ma tappe obbligate di un percorso pianificato dai poteri forti. E quando i passi verso il disastro – spirituale, morale, umano, demografico, sociale, economico, ecologico, politico – si fanno frenetici vuol dire che si avvicina la disgregazione finale del Sistema.
E’ come se il potere – quello vero e di vertice, mai eletto da nessuno se non dalle logge delle sette più potenti e influenti – sentisse che ha poco tempo per chiudere i giochi e instaurare la società senza Dio e contro natura. Privo di equilibrio, lanciato a tutta velocità, il Sistema non può più fermarsi, pena la sua caduta immediata.

Come reagire a tutto questo?   Ai tempi del comunismo, i gruppi nazionalrivoluzionari dell’Est potevano lanciare una sola parola d’ordine: “PERSEVERANZA”. Perseveranza nella clandestinità e nell’esilio.  Oggi noi forzanovisti possiamo lanciare questa stessa parola d’ordine e aggiungervi quella di “AZIONE”. Azione forzanovista diretta – nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, negli incontri di formazione – e indiretta, tramite le sigle parallele che devono aggregare spezzoni sani della nostra società: Lotta Studentesca, Solidarietà Nazionale, Lega della Terra, lo stesso Ordine Futuro e le tante iniziative di base diffuse sul territorio. Non esistono scorciatoie politiche alla costruzione del contropotere dottrinario, sociale, spirituale.
Il nostro primo dovere è quello di costituire isole di Ordine e Verità da preservare dall’alluvione finale del caos e della menzogna.
Da queste muoveremo in seguito alla riconquista della nostra Patria.

Marzio Gozzoli
Vicesegretario nazionale Forza Nuova

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