Patto per la famiglia naturale, tutti i candidati di Forza Nuova saranno”candidati per la famiglia”

4 mag –

In vista delle imminenti elezioni amministrative, l’associazione ProVita Onlus ha presentato in Senato il “Patto per la famiglia naturale”, una proposta politica trasversale rivolta a tutte le persone di buona volontà, senza distinzione di appartenenza partitica.

Tutti i candidati forzanovisti, e quelli sostenuti da Forza Nuova, sono convinti che solo la stabilità di un’unione biologicamente e psicologicamente complementare possa edificare il bene comune, sottoscriveranno, quindi, il patto impegnandosi a fare quanto è in loro potere per realizzare i punti in esso contenuti:

1. realizzare un sistema di assistenza e previdenza sociale che abbia come centro naturale la famiglia – necessaria alla collettività, a cui lo Stato è debitore in quanto essa è comunità che genera, educa e assiste i bambini e si prende cura dei malati e degli anziani – ad esempio mediante la costituzione di un solo assessorato che si occupi di welfare e famiglia.
2. preservare e promuovere il diritto naturale, costituzionalmente garantito, dei genitori ad educare i propri figli. Questo implica anche l’opposizione a ogni tipo di propaganda “gender” o lgbt la quale, introdotta negli Istituti di ogni ordine e grado spesso con il pretesto (in apparenza lodevole) di
contrastare il bullismo, le discriminazioni, o di educare alla sessualità e all’affettività, considera il sesso biologico come fattore non decisivo dell’identità sessuale, parifica le c.d. “famiglie omogenitoriali” alla famiglia naturale e pretende di equiparare (e dunque di promuovere) ogni
orientamento sessuale e identità di genere.

A tal fine i nostri candidati si impegnano a:
* istituire una commissione permanente che vagli i progetti didattici e i libri di testo che si vogliono introdurre nelle scuole, affinché non diffondano la suddetta ideologia, e non promuovano le più diverse pratiche sessuali, in particolare presso bambini e adolescenti la cui capacità critica è ancora in fase di costruzione.
* istituire uno sportello di ascolto al Comune o ai Municipi che raccolga e dia seguito alle eventuali denunce di genitori che si sentissero scavalcati dalle scuole nel loro insostituibile ruolo educativo, soprattutto sui temi riguardanti la sessualità, l’affettività e la famiglia.

3. introdurre, potenziare e moltiplicare le iniziative di sostegno economico a favore della famiglia. In particolare:
* rimodulare tutte le imposte e tariffe comunali agevolando, sia nel calcolo della base imponibile sia attraverso riduzioni tariffarie, le famiglie in base al numero dei componenti ;
* introdurre un riconoscimento economico (inversamente proporzionale al reddito del coniuge, e tenendo conto di eventuali altre rendite) alle donne (o gli uomini) che svolgono il lavoro casalingo;
* introdurre in modo stabile e strutturale dei buoni per l’accesso ai servizi alla persona.
Per esempio: (a) una dote per ogni nato, incrementata ad ogni compleanno, che sarà a disposizione del giovane al compimento del diciottesimo anno di età, per proseguire gli studi, iniziare un’impresa, sposarsi e/o per ogni altra esigenza legata alla formazione integrale della persona;
(b) un buono spendibile per l’assistenza di anziani, malati e disabili e agevolazioni fiscali per chi opta per l’assistenza domiciliare, anziché il ricovero in strutture pubbliche, di detti soggetti;
(c) un bonus bebè alle mamme che rinunciano al nido e tengono il bambino a casa;
(d) un “mutuo dell’amore” per ogni coppia che si sposa, cioè un prestito a tassi agevolati o a fondo perduto che sarà, però, restituito in caso di separazione o divorzio.

4. incrementare l’efficienza e la presenza di nidi d’infanzia o micro-nidi, anche presso le grandi imprese e nei pressi degli uffici. La retta a carico dei contribuenti sarà inversamente proporzionale al numero dei figli, anche se non frequentanti contemporaneamente la medesima struttura;

5. sostenere la vita nascente mediante aiuti finanziari a ragazze madri, donne con gravidanze difficili; istituire nei consultori uno sportello in cui venga fornita alle donne un’alternativa concreta all’aborto (progetto Gemma o simili). Adoperarsi affinché il diritto all’obiezione di coscienza contro le pratiche abortive (già previsto dall’ordinamento) venga ovunque garantito e il personale obiettore non subisca discriminazioni.

6. contrastare a livello culturale e giuridico il riconoscimento pubblico di unioni gay o c.d. “famiglie omogenitoriali”. Aderire alle iniziative referendarie, legislative, regolamentari o politiche volte a difendere, promuovere o ripristinare la famiglia naturale come unico recipiente di benefici sociali e
giuridici.

7. votare contro tutte le iniziative in contrasto o incompatibili con le suddette politiche.

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