Nous ne sommes pas Charlie

8 gen –
Giuseppe Provenzale* –

L’esecuzione parigina non è stata semplicemente la tragica, teatrale fine di una satira più sacrilega che irriverente, ma la fucilazione, per cui non necessitava processo alcuno, del libero pensiero laico e illuminato, astratto e vuoto, da parte di un plotone d’esecuzione religioso, in regime di legge marziale.
L’eliminazione rituale del nulla che l’Europa, un tempo Romana e Cristiana, è riuscita a fare di se stessa nel corso degli ultimi 226 anni almeno, dalla rivoluzione dell’89 in poi; una sorta di seppuku, delegato, però, ad altri per mancanza di coraggio, privato della filosofia dell’onore e accompagnato, come unica colonna sonora, non dal suono di una spada che fende l’aria, ma dalla lugubre melodia della vergogna, del disprezzo, del rinnegamento di sé che non può che produrre l’assenza, la mancanza di senso, la morte.
Rinnegare la propria religione, ormai marginalizzata e superstite, seppure all’interno delle frequentatissime chiese della Fraternità fondata dal ribelle agli uomini, ma fedele a Dio, mons. Lefebvre, vergognarsi della propria storia, cambiare la propria bandiera … ha finito per contrapporre i senza Dio ben visibili di Charlie Hebdo, campioni rappresentativi di buona parte dei francesi di oggi, Marine Le Pen compresa, ai “tutto-dio” – “tutto-odio” che sono gli islamisti, magari di nazionalità francese, seguaci di una fede pur che sia, accettata in Francia e incentivata solo perché estranea, non francese, non europea, non cristiana.
Nel nome di cosa dovrebbero risorgere questa Francia, che scende in piazza con le matite spuntate, e quest’ Europa di cui una volta era il cuore?
Nel nome di Oriana Fallaci? Nel nome di quegli stessi astratti ideali repubblicani, liberali e illuministi, simbolicamente abbattuti dai kalashnikov adoperati da killer più o meno professionali, e più o meno manovrati ed eterodiretti, ma pur sempre niente affatto casuali?
L’ormai decrepito mondo liberal-borghese della tolleranza repubblicana è stato abbattuto ieri a Parigi, anzi, si è suicidato, per mezzo d’ una specie di rito, praticato dagli stessi che aveva chiamato fratelli, mostrando di non riconoscere più quale fosse il proprio sangue, quali fossero i propri genitori; incapace, persino, perché troppo orgoglioso della propria inettitudine elevata a virtù, di ricorrere ad una pietosa eutanasia.
La guerra dei cent’anni è ritornata, nemici ed eserciti mercenari occupano il territorio della Francia e non c’è in giro neanche la caricatura di un qualsiasi Carlo VII, perché manca quella Santa Giovanna d’Arco che, fosse nata alla fine del secolo XVIII, avrebbero “ragionevolmente” rinchiuso in manicomio e che oggi non avrebbero certo ospitato in TV.
Quando la pulzella d’Orleans viene evocata, lo si fa senza rispetto, come una leggenda, un racconto privo di fondamento, senza considerare che quell’esercito, che solo Dio fu capace di rendere vincitore e che lei convinse almeno a seguirla e a combattere, sotto la sua guida, pregava il Rosario e rinnegava la bestemmia, quella stessa libera bestemmia che oggi le matite spuntate piangono, perché assassinata dalla mano che esse stesse non pensavano di poter armare.
Solo chi saprà, a costo di duri sacrifici, anche elettorali, tornare a guardare il cielo e a ciò a cui si è rinunciato in cambio del vuoto che l’ateismo di Stato ha prodotto; solo chi saprà rinnegare di aver rinnegato, potrà rintracciare, anche nel buio, il percorso della riconquista di un destino spirituale, religioso e militante; perché solo una sana, tradizionale spiritualità sarà in grado di riempire il vuoto ed infiammare gelidi cuori, così da farli combattere contro mandanti ed esecutori fatti introdurre da tempo nella cittadella abbandonata per occuparla, grazie alle porte aperte da sentinelle suicide, vendutesi gratuitamente ad un nemico a cui hanno fatto omaggio delle proprie chiese, sfrattando il vero padrone e demolendone gli altari, delle case, delle mogli, delle figlie e dei figli, convinte che la pace senza regole fosse il paradiso in terra.
E la Francia non è lontana; è nel cuore d’Europa, a due passi da Roma.

* Vicesegretario nazionale Forza Nuova

Tags

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi