Nanni non è mai partito

Roma 5 ott –

Il 5 ottobre di trentacinque anni fa veniva assassinato a Roma, poco più che ventenne, Nanni De Angelis militante di Terza Posizione.
Contro di lui era stato spiccato un mandato di cattura con l’accusa – dalla quale fu poi, solo dopo l’assassinio, scagionato – di partecipazione a banda armata.
Venne quindi fermato e bloccato il 4 ottobre del 1980 insieme a Luigi Ciavardini (17 anni), nel corso di una vera e propria imboscata per la quale erano stati mobilitati oltre cento agenti, molti dei quali in borghese e travestiti da spazzini, gelatai, commercianti .
I poliziotti riuscirono ad immobilizzare Ciavardini, ma non ebbero la stessa fortuna con De Angelis. Colpito rabbiosamente alla testa con le pistole, fu poi ammanettato ad un lampione e, massacrato di botte, ricevette numerosi calci alla testa.
Testimoni oculari riferiranno di aver visto un gruppo di persone prendere a calci un giovane disteso per terra. Condotto in Questura, venne ammanettato ad una sedia e la sua testa, già martoriata, fu ripetutamente sbattuta contro la parete, come a completarne il linciaggio. Condotto, infine, in ospedale, il ragazzo delirava. Per ordine del magistrato venne però inspiegabilmente ricondotto in cella, nonostante il referto medico indicasse chiaramente la gravità delle percosse subite. Trasferito in isolamento, dopo qualche tempo, fu trovato impiccato ad un termosifone.
Alcuni mesi dopo la tragica vicenda, il Senatore Michele Marchio presentò un’interrogazione parlamentare dal titolo eloquente: “In memoria di un camerata innocente che il regime ha fatto suicidare”. La versione ufficiale continuerà a raccontare che s’era impiccato… Nessuna giustizia è mai arrivata per lui e per molti giovani come lui.
A trentacinque anni dal brutale linciaggio rendiamo onore alla memoria di Piccolo Attila, non soltanto per chiedere giustizia ma, anche, per ottemperare alla doverosa consegna del ricordo da mantenere vivo per un ragazzo leale, forte e generoso come pochi che rappresenterà sempre un modello per i suoi camerati, anche per quelli che quel 5 ottobre del 1980 non erano ancora nati.

Redazione RadioFN

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