Mafia Capitale; l’intreccio criminalità Rom, politica, affari, “buona borghesia”

Nell’ autunno del 2008 i deputati europei di nazionalità italiana si incontrarono, in due occasioni distinte, ma nella stessa giornata, con l’allora Ministro degli Interni Maroni e con l’allora Sindaco Alemanno. Si parlò di immigrazione e Campi Rom. Il nostro parlamentare europeo Roberto Fiore pose sia al Ministro che al Sindaco la stessa domanda: “Dove si trovano, dopo due anni dagli eventi, i 200 bambini Rom coinvolti nell’operazione Fiori nel Fango e vittime di giri di pedofilia che aveva visto condannare esponenti dell’alta borghesia romana? Come mai né il Comune né le associazioni teoricamente preposte alla tutela delle comunità hanno fatto qualcosa e tutto è stato coperto dal silenzio più totale?” Alemanno, molto loquace in altre occasioni, non rispose. Maroni chiese di vedere la documentazione, Fiore la inviò, ma non ottenne alcuna risposta neanche da lui.
A sei anni di distanza, e alla luce delle frequentazioni dei politici e degli affaristi romani con il boss dei Rom Casamonica, ci chiediamo se i Campi nomadi non siano serviti, oltre che a lucrare a man bassa sul business della loro scientifica moltiplicazione, (spacciata come soluzione al problema delle baraccopoli abusive, da cui uscì l’omicida della signora Reggiani) orchestrato e attuato dalle coop di Buzzi, anche a creare una zona grigia, capace di moltiplicare ancor di più i già lauti profitti, in cui si materializzavano per poi sparire e, all’occorrenza, ricomparire centinaia di bambini di cui ancora oggi non si sa nulla? Da quale committenza proveniva la turpe domanda?
Tutto questo nell’era Veltroni/Alemanno. Tutto questo nel totale disinteresse dei media.

Ufficio stampa

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