Lettera aperta ai 5 stelle in buona fede

Due ex militanti, ora in Forza Nuova, accusano i vertici e lanciano un appello agli attivisti che non vogliono morire grillini

Di Paola Turtoro ed Edoardo Ventra –

Sappiamo bene che nella base del M5S sono presenti elementi di ottima qualità morale che non avrebbero difficoltà a sottoscrivere molte delle buone idee di cui Forza Nuova è portatrice.
Si tratta, spesso, di attivisti di formazione cristiana che hanno nel loro Dna temi quali la difesa della famiglia naturale e della vita, indignatisi, giustamente, nel constatare come i loro portavoce in Parlamento siano in realtà megafoni della cosiddetta ideologia gender, parte integrante, e deflagrante, di un progetto che mira alla distruzione della famiglia – partendo dalla negazione del dato biologico sessuale, primo tassello necessario a costituire la personalità e l’identità del bambino che, invece, si punta, oggi, ad annientare – penetrando nelle scuole e raccontando, all’insaputa dei genitori, che si possono avere due mamme e due papà e che si può scegliere di appartenere ad un genere a piacere, prescindendo dalla natura sessuale posseduta alla nascita.

Teste pensanti che ben capiscono come non abbia senso impiegare il proprio mandato parlamentare nel contrastare la libertà di pensiero di chi, come FN, denuncia fuori dalle scuole un’evidente violazione dei diritti dei bambini e delle famiglie avallando, invece, dentro le scuole, il presunto diritto delle lobby gay di indottrinare gli stessi bambini, quando, per di più, la difesa della libertà di pensiero sembrava essere punto imprescindibile dei programmi approvati dalla Rete.

Teste pensanti in buona fede che non comprendono perché dei semplici portavoce impieghino il loro tempo nel protestare contro la distribuzione di bambinelli Gesù per Natale – azione, anche questa, realizzata dai reprobi di FN – in nome di un laicismo estremista anticristiano che non avrebbe dovuto far parte della loro azione pubblica.
Persone consapevoli – perché hanno compreso la straordinaria lezione del prof. Auriti, che Grillo ha fatto presto a liquidare – come le battaglie anti-euro si vanifichino proprio con un inutile referendum consultivo, basato sull’unica finalità della conta numerica di chi possieda vaghi sentimenti anti moneta unica, e la logica conseguenza che, vista l’impossibilità costituzionale di rivedere i Trattati internazionali, nulla sarà possibile fare percorrendo questa strada, se non rinchiudere in un recinto di impotenza tutti quegli italiani che sanno cosa sia il signoraggio monetario e quanto sia importante contrastarlo per la sovranità del nostro Paese, condannandoli tutti, per di più, proprio all’Euro e all’irrilevanza, e facendo così il gioco, ancora una volta, come sul gender, di quei poteri forti che si dichiara di voler combattere.

Gli stessi attivisti che si chiedono perché i sindaci pentastellati non mettano, piuttosto, in cantiere monete complementari e/o alternative nei loro territori.
Le medesime teste pensanti consapevoli che la generica lotta alla casta e alla corruzione è un’arma di distrazione di massa agitata dalla stessa grande finanza e dai partiti di potere per non mettere in discussione il problema fondamentale del debito pubblico, prodotto in larghissima parte dalla proprietà privata della moneta e non certo dall’evasione fiscale o dalla corruzione, utili solo come grimaldelli concettuali per imporre maggiore austerità e povertà per tutti.
Gli stessi generosi attivisti che hanno dovuto constatare, con amarezza, come l’unico “brillante” risultato portato a casa dai portavoce, che poi non lo hanno votato, ma questa è un’altra storia, è stato far fuori il reato di clandestinità, andando, ancora una volta, nella direzione auspicata dai medesimi poteri forti che spingono per la disgregazione sociale, mirando ad effettuare tutti quei passaggi che solo FN contrasta (distruzione della famiglia e dell’identità sessuale, impoverimento dei popoli, immigrazione selvaggia) perché consapevole del fatto che si tratti di un’unica strategia, rivolta ad annientare, schiavizzandoli, la residua capacità di reazione dei popoli europei.

Tutto ciò considerato, siamo certi che quella parte buona del movimento di Grillo e Casaleggio, così come noi per primi abbiamo saputo fare, saprà rigettare quella innaturale collaborazione militante con i vertici di un movimento ambiguo che si muove sempre come abbiamo documentato fin qui e il cui leader, come è stato dimostrato dagli incontri yankee di Grillo con l’ambasciatore americano Ronald Spogli (solerte nell’inviare all’allora segretario di Stato americano Condoleeza Rice il telegramma che sdoganò il comico agli occhi dell’impaurito enclave del potere politico-finanziario) “è un amico degli USA”.
Eppure le implicazioni tra mondo politico-finanziario e Stati Uniti sono intrinseche ed intime, come può essere l’amico degli USA un rivoluzionario anti sistema?!

Lanciamo, quindi, attraverso questa nostra lettera aperta, un chiaro invito ai militanti M5S in buona fede ad abbandonare il Movimento al proprio destino per aderire, così come abbiamo fatto noi in Calabria, insieme ad altri singoli e anonimi attivisti in tutta Italia, al progetto del patriottismo costruttivo che anima i generosi militanti di Forza Nuova.
Grillo, come lui stesso ha dovuto ammettere, è stato l’abbaglio strumentale che ha funzionato da pentola a pressione del sistema per far sbollire in maniera controllata la rabbia di un popolo, quello italiano, che, a differenza di altri popoli europei, oppressi dalla tirannide della Troika, non è riuscito ad incontrarsi, fino ad ora, con il progetto nazionalpopolare, unica vera cura alla globalizzazione ed al mondialismo.
Qui si tratta di fare una rivoluzione nazionale ed il rischio è quello che rimaniate impantanati nel progetto volutamente sterile di Grillo, braccio operativo del sistema, peraltro sempre più oscurato dalla nuova “pentola a pressione”, dalla più recente arma di distrazione di massa che è la Lega di Salvini, ultimissimo tampone del potere, pensato per arginare derive patriottiche anche in Italia con un surrogato più specificamente destinato a vanificare quelle istanze storiche e naturali che sole possono contrastare efficacemente il piano distruttivo dei poteri forti contro ogni grande cultura, contro ciò che resta di una luminosa Civiltà.
Queste le nostre accuse ai vertici del M5S, questo il nostro accorato appello ad una parte della sua base; quella, la migliore, che non merita la pessima caratura politico-ideale di certi capi o portavoce.
L’invito è stato lanciato. Alle migliori intelligenze la giusta interpretazione e, soprattutto, il coraggio di una urgente decisione.

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