Latina, “25 aprile: schiavi della libertà”

Latina 25 apr –

“25 aprile: schiavi della libertà”, non sono parole a caso quelle del nostro striscione. E’ un attacco diretto a chi ogni anno festeggia inconsciamente una utopica libertà portata da paesi stranieri senza conoscere i troppi retroscena tenuti abilmente nascosti dai libri di scuola e dai media nazionali. Nella settimana che precede questa giornata siamo costretti a subire un bombardamento di belle parole che descrivono il coraggio eroico dei partigiani e dei liberatori, ma mai ci viene descritto attraverso quali orrori ci abbiano portato la loro “libertà” e, anzi, quando vengono appena accennati sono addirittura minimizzati come ha fatto il Presidente della Repubblica Mattarella descrivendoli come una “deviazione” dell’ideologia originaria partigiana.
La resistenza viene descritta, sempre dal Presidente Mattarella, come un moto di popolo, ma le forze dei partigiani si aggiravano solo sulle circa 100.000 unità, 80% delle quali di frangia comunista, a differenza dell’oltre milione di patrioti che aderirono alla Repubblica Sociale Italiana.
Forse perchè in netta inferiorità numerica i partigiani fecero ricorso alla loro bestialità primordiale per tentare di infastidire “l’invasore” colpendolo da codardi e lasciando poi morire innocenti a causa delle ritorsioni tedesche alla loro ignavia, compiendo così orrori peggiori.
Fu il caso, tra i numerosi altri, di Giuseppina Ghersi tredicenne stuprata ed uccisa per un tema che aveva ricevuto il plauso di Mussolini.
Ci piacerebbe poterle menzionare tutte le atrocità partigiane e degli slavi titini, dei vergognosi stupri, torture e uccisioni delle SAF e di altre migliaia di donne civili innocenti e addirittura delle centinaia di preti uccisi perché cattolici e quindi nemici del comunismo, ma non basterebbero i fogli di giornale e il tempo. Così come non basterebbero se dovessimo parlare anche delle “marocchinate” del Corpo di Spedizione Francese, che violentò circa 60.000 donne italiane, oppure dei bombardamenti americani sulle case, scuole, ospedali e chiese che uccisero circa 64.000 civili italiani contro i 56.000 britannici uccisi dall’aviazione tedesca.
E’ questo che festeggiano i partigiani, le istituzioni e gli italiani ignari? Ma quello che ci preme fare è soprattutto una riflessione su quale libertà abbiamo ottenuto. Dal nostro punto di vista non c’è molta differenza tra una dittatura e questa repubblica: si dice libertaria ma punisce per reati d’opinione, si dice democratica, ma accetta solo il “politicamente corretto”.
Non è libertà quella di una repubblica che si vanta di aver scritto nella sua costituzione: “il popolo è sovrano” i cui ultimi tre governi non sono stati eletti da nessuno e nonostante ciò le istituzioni e i politicanti continuano a farsi belli in televisione dicendosi antifascisti e difensori della libertà. In questi 70 anni di democrazia, il popolo è stato avvelenato con così tante menzogne che non sa più rendersi conto della realtà dei fatti: siamo una colonia americana con ben 113 siti tra basi e installazioni militari USA sul suolo italiano, non ha più la coscienza di quello che lo circonda e attraverso i mezzi di comunicazione viene indirizzato solo verso il pensiero unico.
In conclusione, è doveroso citare le parole di Andrea Camilleri, scrittore siciliano antifascista che così parlava in una sua conferenza: “Un consiglio ai ragazzi? Eccolo: farsi condizionare il meno possibile da una società che finge di darci il massimo della libertà, e invece ci dà il massimo del condizionamento. Io, sotto il fascismo, ero più libero di quanto voi siete adesso…”

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