Lamezia, Colombo: “Rom fuori da zone abitate; avviare ritorno al nomadismo”

Lamezia Terme 3 settembre –

Sull’ormai annosa vicenda del campo rom di Scordovillo la pazienza della città ha raggiunto il limite massimo di sopportazione e la rabbia ha ormai toccato il parossismo.
Mi rendo perfettamente conto, anche senza le responsabili giustificazioni del sindaco Paolo Mascaro espresse su un social-network, del fatto oggettivo che quest’amministrazione non ha alcuna responsabilità riguardo ai fumi tossici che due-tre volte a settimana si alzano dal campo e che i lametini sono costretti ad inalare, con il contorno delle tristi immagini delle pattuglie delle forze dell’ordine che assistono inermi al fuoco acceso dai residenti del campo, è una situazione che ormai dura da anni e di cui tutta la città si sente prigioniera.
La storia di Scordovillo è ormai nota a tutti, il più grande campo rom del Meridione lasciato lì dalla precedente amministrazione ed utilizzato negli ultimi trent’anni come importante e ghiotto bacino di voti da parte di tutte le forze politiche cittadine, con amministrazioni che hanno ne hanno foraggiato gli abitanti consentendo loro di diventare stanziali e dando possibilità ad altri rom di giungere a Lamezia da altre città della Calabria.
In questo contesto quel che preoccupa moltissimi lametini è l’idea che questa amministrazione ha di risolvere l’atavica questione. Non siamo assolutamente d’accordo con quanto il Sindaco Mascaro ha dichiarato, collocare i rom in alloggi popolari dove magari altre famiglie lametine vivono, oppure utilizzare interi stabili Aterp per la sistemazione della comunità di Scordovillo,è la strada sbagliata.
Non crediamo in alcun processo di integrazione di questa comunità, quando si è tentata una forzata inclusione di queste persone inevitabilmente in quei luoghi è scoppiata un’altissima tensione sociale, San Pietro Lametino e Ciampa di cavallo insegnano.
Chi sta al governo della città deve spiegarci come intende considerare i residenti di Scordovillo,se rom o lametini, dal momento che in maniera abbastanza beffarda, quanto paradossale, la precedente amministrazione ha trattato questa comunità sia come rom sia come italiana, concedendogli i fondi europei destinati ai rom ed allo stesso tempo assorbendo le residue risorse sociali a disposizione del nostro Comune a favore e sostegno degli abitanti della bindoville e lasciando pertanto solo le briciole per le vere famiglie lametine.
La nostra proposta, presente anche al primo punto del nostro programma elettorale per Lamezia,è quella di dislocare i rom in piccoli insediamenti ed in zone periferiche lontane dai centri abitati e sistemati in dei container dotati di tutti i comfort necessari per farli vivere in maniera civile con tanto di trasporti pubblici garantiti ed a pagamento. Costante monitoraggio poi da parte delle forze di polizia, atto a prevenire episodi illegali onde evitare che gli stessi luoghi possano diventare zone franche, come Scordovillo, ed eventuale intervento dell’esercito in caso di conclamato allarme sociale tale da mettere a repentaglio l’incolumità di cittadini e degli stessi rom.
Altro passo importantissimo sono i controlli fiscali da attuare su tutte le famiglie, è poi di fondamentale importanza che questa comunità torni alla sua vocazione naturale che è quella nomade, si spostino di città in città.
Quest’ultimo punto potrebbe però trovare un ostacolo evidente nel fatto che si tratta di famiglie a cui è stata concessa cittadinanza italiana, è pertanto di vitale importanza che la politica inizi a trattare i rom lametini solo come rom, scoraggiandoli a restare sul nostro territorio.
La politica stessa si è resa responsabile di questa situazione, concedendo ogni sorta di benefit a queste famiglie e contribuendo nel tempo a cancellare le loro abitudini nomadi.
Le querele, per quanto atti dovuti e responsabili, sono provvedimenti pleonastici dal momento che da ben quattro anni insiste un’ordinanza di sgombero del campo rom che è rimasta lettera morta. Bisogna agire con concretezza e realismo per risolvere una volta per sempre questo annoso problema.

IGOR COLOMBO
PORTAVOCE REGIONALE
FORZA NUOVA CALABRIA

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