Jesi, Forza Nuova applaude la rivolta dei cittadini italiani contro gli immigrati.

Jesi, 11 marzo 2015, zona di Portavalle. Va ancora in scena lo squallido episodio di degrado provocato dall’immigrazione di massa, ma stavolta l’epilogo è diverso dal solito. Mercoledì sera, un gruppo di nordafricani ubriachi (5 o 6 per i testimoni), hanno preso di mira con minacce e lanci di bottiglia delle persone che passeggiavano in via Buozzi. Tutto rientra nella “normalità” se non fosse che un residente della zona e alcuni uomini del circolo del biliardo, sentendo le grida di aiuto dei passanti, questa volta hanno deciso di scendere in strada per affrontare gli immigrati ubriachi. Così in via Buozzi è nata una rissa in strada: “italiani contro stranieri”. Alla fine, dopo averle prese di santa ragione gli immigrati se la sono data a gambe. 

“Forza Nuova applaude quei cittadini che hanno finalmente preferito la rivolta alla solita sterile lamentela, farsi giustizia da soli piuttosto che lasciar passare l’ennesima provocazione – afferma Luciano Astolfi, coordinatore provinciale di FN. “L’episodio avvenuto a Jesi non deve essere liquidato come una semplice rissa, ma come una “legittima difesa”, una risposta decisa dinanzi al degrado, ai soprusi e alle umiliazioni che gli jesini debbono subire ogni giorno per colpa di immigrati arroganti. Un sussulto di orgoglio nazionale, troppo spesso mortificato da chi stupidamente descrive Jesi come esempio di integrazione e dipinge in città orrendi murales che inneggiano alla società multirazziale.

Forza Nuova aveva previsto già nel 1997 che sarebbe andata a finire così, molto prima di qualche personaggio che affolla oggi i salotti televisivi, siamo quindi lieti di apprendere che una vasta fetta degli italiani stia divenendo consapevole dei seri problemi legati all’immigrazione. Ci compiaciamo ancor più nel vedere che una parte di questi abbia deciso di affrontare la minaccia a viso scoperto, ovviando alla totale assenza delle istituzioni. Noi saremo senza dubbio al loro fianco.

C’è ancora speranza di tornare ad essere padroni a casa nostra – conclude Astolfi – perché come scrisse il Petrarca, “l’antiquo valore ne gli italici cor’ non è ancor morto”.

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