Italia ed Europa, destino comune; intervista a Luca Castellini

Articolo di Stefano Becciolini © del 31 Gennaio 2015
per il blog FAHRENHEIT 912 –

“Nessuno di noi fa politica per soldi. Se questo fosse stato il mio obiettivo, me ne sarei andato nella Lega e potrei essere magari come Tosi, o forse sarei un coordinatore di Forza Italia, insomma vivrei di politica. Ho voluto restare sempre fermo sulle mie posizioni, pagando il prezzo per questa scelta”.

Per identificare gli interlocutori useremo “R” per redattore e “LC” Luca Castellini

R: Luca Castellini, classe 1975, attuale Coordinatore del Nord Italia per il Movimento Politico Forza Nuova. Ha iniziato la propria carriera politica all’età di 17 anni nelle file del Movimento Sociale Fiamma Tricolore di Verona, al tempo guidata da Pino Rauti. Nel 1999 passa a Forza Nuova, realtà nazionale neonata, con Roberto Fiore, attuale Segretario Nazionale.
Sposato e con due figli, nel 2013 è stato candidato sindaco nella città di Verona, dove ancora oggi porta avanti la “battaglia frontale” contro la Lega di Tosi.

Qual è la collocazione politica di FN nel nuovo scenario della Terza Repubblica a seguito del patto del Nazzareno e alla disgregazione della destra e della sinistra?
LC: Forza Nuova rifiuta già dal tempo della sua nascita, nel 1997, la caratterizzazione di Destra o Sinistra, nel senso che è una dicotomia che non ha più senso di esistere. Il nostro è un partito antisistema Nazional-Rivoluzionario. La divisione Destra/Sinistra è ancora oggi imposta dal sistema stesso, attraverso i suoi cani da guardia, per collocare Forza Nuova dove loro vogliono che rimanga e cioè in un ambito ideologico. Le cose che diciamo noi non le dice nessuno, quindi, parlando in una lingua politica diversa dal 1997, ci collochiamo a lato degli altri partiti politici.

R: Quindi voi avete rifiutato il divide et impera che negli ultimi 60 anni ha caratterizzato la politica Italiana?
LC: Sì, sfuggiamo a queste collocazioni, anche se ovviamente abbiamo delle collocazioni storiche nella destra, però questo non deve essere un limite estetico ed ideologico, un’etichetta a livello mediatico. Noi andiamo alla ricerca del popolo davanti alle fabbriche, alle scuole e non facciamo differenze ideologiche per chi viene verso di noi. Sosteniamo un Popolo Italiano in difficoltà che ha votato per i vari schieramenti politici, non abbiamo un problema di dialogo radicale a livello ideologico. Quello che diciamo può essere condiviso a prescindere dalle regole di sistema, proprio perché il sistema ci vuole collocare al margine della politica.

R: Molte persone vi accusano di essere legati ai fantasmi del ventennio Fascista. Qual è la vostra attuale presa di posizione su chi vi accusa di revisionismo storico?

LC: Partiamo dal presupposto che studiare storia è una cosa e fare politica un’altra, ovviamente.
Forza Nuova è appassionata alla storia ed abbiamo idee e valutazioni sia singole che di movimento riguardo al passato. Riteniamo, ovviamente senza rinnegare niente, che il ventennio Fascista abbia dato delle spinte sociali, che anche a Sinistra vengono riconosciute. Però non ci interessa parlare di ciò che è accaduto ottanta anni fa e fare del revisionismo storico, perché facciamo politica.
Dal 1997, anno di nascita di Forza Nuova, pur rimanendo gli stessi e con le stesse idee e proposte di allora, possiamo dire che siamo stati veggenti perché oggi abbiamo davanti quello di cui nel 1997 parlavamo. Sono gli stessi motivi per cui nel 1997 andavamo in piazza.
C’è poco da dire su fascismo e antifascismo, questo è sempre un modo per lasciarci al palo e chiuderci la porta. I Mass Media ogni giorno, anche se ultimamente un po’ meno, fanno di tutto per metterci al margine attribuendoci etichette di comodo. Forza Nuova guarda al futuro e non vogliamo più prestare il fianco a un’informazione che ci vuole rappresentare, non per quello che diciamo e proponiamo, ma per quello che la logica dello storicismo o dell’opposto estremismo vogliono attribuirci.

R: Quali sono le differenze tra Casa Pound e Forza Nuova?

LC: Ci sono due componenti particolari, una politica e l’altra cattolico-militante tradizionale che distinguono Forza Nuova da CasaPound, la quale negli anni ha concesso al proprio entourage di spostarsi su posizioni politicamente e sociologicamente più liberali, come ad esempio quelle sull’immigrazione e sui diritti dei Gay. Forza Nuova rimane nettamente più radicale dal punto di vista della dottrina politica. Il patto tra CasaPound e Matteo Salvini non pagherà, in quanto frutto di compromesso.
Forza Nuova non accetta questo tipo di compromessi, nonostante anche noi un po’ di tempo fa abbiamo avuto un’esperienza simile con Alessandra Mussolini e con gli accordi con Azione Sociale, ma è stato uno dei più grandi errori.
Non vogliamo sederci alla tavola imbandita per avere maggiore visibilità, favori e disponibilità economiche a discapito degli ideali. Quando Salvini, come probabilmente avverrà, prenderà i consensi dell’elettorato, CasaPound verrà usata dal sistema e poi lasciata da parte come un vecchio burattino.

R: Quindi i vostri rapporti con la Lega di Matteo Salvini, quali sono se ve ne sono?

LC: Non ci sono rapporti con la Lega, anzi noi riteniamo che dopo decenni di Governo al Nord Italia e a livello nazionale viva ancora di propaganda, una Lega che sta in piedi con chiacchiere e distintivo. All’interno di Forza Nuova sono uno degli attaccanti di punta contro la Lega Nord. Attacco frontale che personalmente ho svolto a Verona contro Tosi e svolgo nelle piazze quando manifestiamo citando la Lega come una forza politica di sistema, nata per assorbire il consenso di protesta, che, in alternativa, sarebbe venuto dalla nostra parte o comunque nell’ambito della Destra Radicale. L’evoluzione estetica della Lega si chiama Matteo Salvini, che ha fatto la stessa cosa di Renzi con il PD, per darsi una nuova verginità politica. Complice di questa nuova veste leghista è anche la televisione, che ogni giorno dà sempre più spazio a Salvini.
Tutti spot buttati lì dalla Lega che poi non vanno a finire in niente, o meglio, non vanno a finire nella rivoluzione come la intendiamo noi o nella piazza, ma nel fumo e nella nebbia come è stato per trent’anni di Lega.
Al Nord ci sono Governi regionali e provinciali che si comportano peggio della DC (Democrazia Cristiana) degli anni ’80. La Lega firma prima il trattato di Lisbona e poi Salvini fa l’antieuropeista … La battaglia sull’immigrazione che viene vista come un problema di sicurezza e non per quello che è veramente.
Ad esempio, Zaia parla di stop agli immigrati in Veneto e il giorno dopo stanzia 1/milione di Euro per l’integrazione. Questa incongruenza dovrebbe dare da pensare alla maggior parte degli elettori del Nord Italia su questa dualità tra pensiero ed azione. La Lega di oggi non è quella degli inizi, non ha più nulla di rivoluzionario e mi spiace che qualche camerata veda in queste posizioni salviniane una possibilità di rivalsa che non c’è e non ci sarà mai.

R: Qual è per Forza Nuova la soluzione per uscire dalla crisi economica ed istituzionale dopo tre Governi che molti definiscono illegittimi?

LC: Noi non abbiamo la visibilità mediatica degli altri partiti, proprio perché abbiamo la ricetta per risolvere la crisi, a differenza degli altri che rimangono nel vago o non dicono.
Noi diciamo che serve riappropriarsi della nostra moneta adottando la moneta nazionale a credito e non a debito per cittadini ed imprese.
L’uscita dall’Euro deve arrivare con un semplice Decreto Legge fatto da un Governo con Presidente del Consiglio Roberto Fiore. Anche l’Islanda e l’Ungheria hanno adottato questa strada. Bisogna avere la volontà di uscire dall’Euro e tornare ad una moneta emessa da una Banca Nazionale.
Noi acquistiamo, con l’Euro, a debito una moneta da una Banca Privata straniera e questo moltissime persone ancora non lo sanno. Ancora non tutti sanno che la Banca d’Italia è in mano a privati, come la BCE, il cui 20% del capitale azionario è in mano alla Bank of England, un’ Inghilterra che non c’entra con l’Europa di Maastricht.
La soluzione l’abbiamo davanti agli occhi, ma nessuno la porta avanti. Grillo dice che bisogna uscire dall’Euro, ma il giorno dopo afferma che bisogna rinegoziare il debito. Salvini dice la stessa cosa, ma poi firma il trattato di Lisbona, anche lui sta attaccato a questa Europa, non vorrà mai uscire dall’Euro. Alla fine dirà che non si può, che il gioco non vale la candela e sarà meglio rinegoziare qualcosa.
La vera rivoluzione per affrontare la crisi e risolverla è quella di tornare ad emettere una moneta nazionale, senza avere paura dell’inflazione. Siamo di fronte ad una situazione paradossale ed incredibile nella quale le responsabilità dei poteri forti, come quelli bancari e finanziari a danno dei Governi e dei popoli, sono veramente gravi e pesanti.
In un futuro, e nemmeno così lontano, sembrerà impossibile credere che il denaro possa essere stato acquistato dai privati da parte di uno Stato. Sembrerà impossibile che uno Stato come l’Italia sia stato messo in ginocchio ed in catene per tutti questi anni da poche persone facenti capo a poteri finanziari. Tutto questo sembrerà impossibile al figlio di mio figlio, ma ora lo stiamo vivendo impassibili ed inerti.

R: Forza Nuova cosa pensa della sempre più evidente situazione a causa della quale l’Europa sta per diventare uno stato cuscinetto per gli Stati Uniti d’America e terra di depredamento economico delle Multinazionali, anche alla luce del Trattato Transatlantico per il Commercio e per gli investimenti (TTIP)?

LC: Più che cuscinetto degli Stati Uniti, dobbiamo parlare di zerbino, fino dalla I Guerra Mondiale. Gli USA entrano nelle guerre di conquista al punto giusto e al momento giusto. Sono pronti a rifarlo e lo rifaranno ancora. Sono in una posizione finanziaria problematica, si sono risollevati dal problema della disoccupazione, però per mantenere il Dollaro come moneta di riferimento internazionale necessitano di guerre regolari.
L’ Europa e quindi l’Italia devono riprendersi la sovranità politica e militare, se non vogliamo essere ancora lo zerbino degli Stati Uniti d’America. Se ci fosse un Governo di Forza Nuova, con un Decreto Legge si potrebbe uscire dalla NATO, dal Patto Atlantico, sganciandosi dal legame con lo strapotere USA.
Il TTIP, come la maggior parte dei trattati con la potenza d’oltreoceano, è imposto da chi ha il potere economico e militare da ottant’ anni. Questi trattati sono fatti passare dai mass media come delle migliorie, come degli aggiustamenti risolutivi ai problemi, ma alla fine non sono altro che catene che ci tengono legati. Ovviamente queste catene non sono solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa a seguito anche della caduta del muro di Berlino nel 1989. Gli Stati Uniti stanno portando alla disgregazione dei valori culturali, religiosi e sociali europei nell’indirizzo di una logica mondialista in cui ovviamente la fanno da padroni.
I popoli Europei dovrebbero avere la forza, insieme ai Movimenti a noi equivalenti e che svolgono una lotta rivoluzionaria, di contrastare la forza disgregatrice americana. Solo così l’Europa tornerà ad essere un continente leader come è nella sua natura storica.

R: Quindi no all’Euro e sì all’Europa, come Nazione fatta di nazioni con una base politica ed economica, ma non come avviene ora dove le Banche e le Multinazionali dettano legge?

LC: Certamente! Un’Europa dei Popoli, ma non come dice Matteo Salvini che fa regolarizzare migliaia di stranieri, con la Bossi-Fini ad esempio. L’Europa che noi vogliamo deve avere la sua specificità, che potrebbe avere anche una moneta unica, ma deve essere una moneta emessa da una Banca Europea Nazionalizzata, che, se decide di prestare dei soldi alla Polonia ad una percentuale dello 0% di interesse, lo fa. Insomma, un’Europa sganciata dai poteri forti che non sono solo Americani, ma anche di altra natura e che si insinuano nel nostro Continente per risucchiarla e sfumarla al fine di trarne vantaggi. L’Europa tornerà a diventare fondamentale per fare e non per subire la storia del mondo.

R: Secondo lei quale scenario si aprirà per l’Europa dopo la vittoria del partito di Sinistra di Tsipras in Grecia? Anche a seguito delle dichiarazioni del suo Leader di non volere fare fronte agli impegni presi con l’Eurozona sul debito pubblico e sui trattati Europei, sempre che non cambi idea.

LC: Il problema sarà proprio quello, sempre che non cambi idea. Nelle prime ore si intravedono già un po’ di dubbi. Secondo noi, ed è anche quello che ha dichiarato il responsabile di Alba Dorata in Grecia, che, per inciso, sta subendo una dura repressione da quattro anni a questa parte, ma che ha ottenuto il 6% delle preferenze, Tsipras fallirà, non riusciranno a fare quello che avevano promesso durante la campagna elettorale.
Fallirà perché la sinistra europea è stata sempre miope riguardo la geopolitica internazionale; si farà comprare e scenderà a compromessi. Dovrà fare un Governo con forze pseudo liberali e alla fine rinegozierà il debito. Non farà le barricare contro l’Europa delle Banche. Questa sconfitta ideologica per Tsipras farà sì che l’unica soluzione per i Greci sia Alba Dorata, per tornare ad essere un popolo degno di questo nome.
Il parallelismo tra la politica sventolata da Tsipras e la Lega Nord è evidente, come è evidente il nostro sempre più crescente consenso nelle piazze italiane. Anche se non compariamo in televisione, Forza Nuova con i suoi militanti svolge ogni giorno un’azione capillare tra la gente che apprezza il fatto che siamo fuori dal cerchio della politica chiacchierata, come lo è Alba Dorata in Grecia.
Quindi toccherà a noi. Nessuno di noi fa politica per soldi. Se questo fosse stato il mio obiettivo, me ne sarei andato nella Lega e potrei essere magari come Tosi, o forse sarei un coordinatore di Forza Italia, insomma vivrei di politica. Ho voluto restare sempre fermo sulle mie posizioni, pagando il prezzo per questa scelta.
Per concludere questa intervista ci terrei a precisare quali sono le tre cose che noi a differenza degli altri partiti diciamo:
1) blocco dell’immigrazione in quanto tale perché non la vediamo come una risorsa. L’immigrazione è solamente un altro dei modi che il sistema ha per mandarci incontro al mundialismo. Forza Nuova non parla di sicurezza, di terrorismo o di Islam, dice stop all’immigrazione in quanto tale e come fallimento di una società multirazziale. Ogni terra ha il suo popolo ed ogni popolo ha la sua terra. Quindi non è una battaglia contro l’immigrato, che fa “il suo lavoro” venendo in Europa. Ma è una battaglia per la naturalità dei popoli nelle loro terre d’origine.

2) Battaglia per la sovranità monetaria in senso assoluto.

3) La battaglia per la famiglia tradizionale, che solo noi portiamo avanti con determinazione. Contro la “famiglia” gender e i “matrimoni” tra gay, ma non per impedirgli di fare quello che vogliono nel proprio letto, ma per impedire che attraverso questo attacco ideologico alla famiglia naturale, venga minato il concetto vero della famiglia tradizionale che è la prima cellula della società originale.
Questi sono i fini della società mondialista. Creare una società multirazziale, togliere la differenza dei sessi e mettere le catene economiche ai Governi e quindi ai popoli.

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