Isis e neocon americani tra millenarismo apocalittico e voglia di balcanizzazione

21 nov –
Nick Griffin* –

“Quando vuoi radunare una mandria di bovini, devi servirti di un pungolo!”
Gli attentati di Parigi analizzati da Nick Griffin per Alliance for Peace and Freedom

Gli attacchi terroristici di Parigi hanno sconvolto il mondo intero, ma essi sono solo l’inizio.
Avendo predetto(un mese fa)imminenti attacchi casuali, con numerose vittime, in Europa, con armi ed esplosivi da parte di Al Qaeda e ISIS, spero che la mia analisi della tragedia parigina e di cosa accadrà venga presa molto seriamente.

L’analisi è basata sulle informazioni avute dalla rete di contatti che Alliance for Peace and Freedom ha in tutta Europa e in Siria:

• L’obiettivo chiave degli attacchi è destabilizzare e polarizzare le nostre società per compattare l’opinione pubblica a favore di un’invasione dell’Iraq e della Siria. Così come Al Qaeda fu creata e armata da CIA ed MI6, quale arma contro la vecchia Unione Sovietica in Afghanistan, allo stesso modo l’ISIS è un’ arma della politica estera neocon statunitense, anche se la sua fanteria è certamente motivata dalla linea dura del proprio credo wahabita.

In particolare, la “fanteria wahabita” ha una visione millenarista e apocalittica: la vittoria finale arriverà solo dopo che i “crociati” riusciranno a realizzare una massiccia invasione della Siria e dopo una cruenta battaglia tra “loro e noi” nella città siriana di Dabiq (lo stesso nome della rivista ufficiale dell’Isis – ndr), a nord di Aleppo.

Tutto ciò come principio di queste fantasie musulmane medioevali, ma, complessivamente, tutto è deciso da una leadership che strizza l’occhio, quando non ne è apertamente manovrata, ai burattinai del Nuovo Ordine Mondiale.

Di conseguenza, ci aspettiamo due cose dall’ISIS nei prossimi mesi:

1) Altri attacchi casuali sulle folle in Europa, inclusa l’Europa orientale, anche se la mancanza di consistenti popolazioni musulmane in grado di fornire copertura e sacche di supporto logistico rende nazioni come la Polonia bersagli molto più difficili.

2) Sforzi supplementari per colpire in particolare l’Inghilterra, gli Stati Uniti e la Germania.
Altri attacchi in Europa faranno aumentare la richiesta di rappresaglia da parte della popolazione.
Ulteriori attacchi aerei, come già fatto dalla Francia, non impediranno alle migliaia di jihadisti già infiltrati nelle nostre società di colpire ancora e ancora. Quindi si arriverà ad un punto in cui tutto questo insieme di cose porterà gli “stivali” occidentali a posarsi sul suolo siriano.

E questo ovviamente è il principale obiettivo sia dell’Isis che dei neoconservatives di Washington.
I primi ne perseguono il raggiungimento a causa del loro millenarismo, i secondi perché la metà di loro condivide l’entusiasmo dello Stato Islamico per Armageddon mentre l’altra metà vuole semplicemente frantumare e balcanizzare Siria e Iraq in linea con il piano Yinon(Piano strategico di Israele per garantirne la superiorità regionale: Israele deve riconfigurare il suo ambiente geo-politico attraverso la balcanizzazione degli stati arabi circostanti in stati più piccoli e più deboli, ndr).

Mentre la presenza e l’efficacia dell’aviazione russa rendono impossibile per la Nato bombardare obiettivi governativi siriani e spodestare Assad, Washington spera ancora di essere in grado di dividere la Siria in uno staterello curdo a nord, un’ enclave sunnita ad est e una sempre più debole a guida laico-alawita sulla costa. Non è esattamente quello che gli USA volevano, ma ai loro occhi è molto meglio che lasciare Putin, Assad e l’Iran a mettere fine alla ribellione islamista e permettere il controllo delle riserve di gas, e il loro massiccio sviluppo, alla Siria e non al Nuovo Ordine Mondiale.
A meno di 48 ore dagli attacchi, l’agenzia di intelligence americana Stratfor, che è spesso definita l’ombra della CIA, ha esortato Parigi ad inviare un corpo di spedizione per combattere l’ISIS.
Notando che il cielo siriano è già protetto dagli aerei militari russi e siriani, l’agenzia Stratfor ha raccomandato alla Francia di impegnare lo Stato Islamico sul suolo di Siria, Iraq e Libia.
Dato che la Francia ha già eseguito queste operazioni contro gli islamisti africani, sembra che chi comanda in America pensi di riuscire a sfruttare le ultime atrocità per persuadere il popolo francese a sostenere simili operazioni nel mondo arabo. L’analisi della Stratfor si spinge fino ad affermare che gli Stati Uniti aiuterebbero la Francia fornendo aerei da trasporto.
Un altro attacco in Francia potrebbe facilmente rendere tutto questo come un “affare fatto”. Allo stesso modo, una serie di attacchi in stile Parigi in altre nazioni europee renderebbe più probabile l’intervento congiunto delle altre nazioni della Nato.
Un grosso attacco in Inghilterra porterebbe certamente Cameron ad invocare l’articolo 5 della Nato – che obbliga tutti gli stati membri a considerare un’aggressione ad uno di essi come un attacco contro tutti – e a richiedere una risposta militare congiunta.

Il pungolo

Colpire l’Inghilterra e gli USA, come è ovvio, avrebbe in tutto il mondo un enorme valore propagandistico per il prestigio jihadista. Dopo essere stata ustionata dall’evidente autolesionistico disastro dei neocon in Iraq e nelle guerre afghane, l’opinione pubblica statunitense e britannica dovrebbe soffrire un’ enorme quantità di dolore e terrore prima di permettere ai propri governanti di spedire i figli, le figlie e il denaro delle proprie imposte per un’ ulteriore avventura in Medio Oriente.
Altri attacchi da parte dell’ISIS potranno quindi fornire il ‘problema’ che richiederà la ‘soluzione’ desiderata. Quando vuoi radunare una mandria di bovini, devi servirti prima di un pungolo!

La stessa cosa sarebbe vera, naturalmente, anche con un attacco alla Germania, con in più il beneficio aggiuntivo di destabilizzarla impartendo al suo Governo e al suo popolo una lezione per aver osato diventare una potenziale minaccia economica all’egemonia di Wall Street e delle multinazionali statunitensi e per aver cominciato a guardare con favore a legami economici con la Russia e alla proposta russo-cinese di una valuta di scambio internazionale, alternativa all’impero del dollaro.

In ogni caso, il fatto che i jihadisti useranno armi ottenute dai Paesi attaccati, o di contrabbando dai Paesi dell’est, sarà una scusa per permettere ai governi di abolire la legge che consente ad ogni cittadino di difendere se stesso e la sua famiglia. Ogni volta che avremo bisogno di essere armati, l’èlite lavorerà duramente per disarmarci.
Nello stesso tempo, il supporto per i terroristi – e la reazione pubblica contro musulmani innocenti – saranno sfruttati come scusa perfetta per reprimere la libertà di parola e di Internet.

Un pericolo ancora più grande da Al Qaeda

La perdita di tre grosse spedizioni di armi ha interrotto e ritardato il piano di Al Qaeda e dei capi di Jabaat Al-Nusra per recuperare il terreno perduto nella competizione mortale con lo Stato Islamico per la conquista dei cuori, delle menti, del sangue e dei portafogli wahabiti in tutto il mondo.

Con l’audace attacco di Parigi, lo Stato Islamico ha di nuovo rubato la scena ad Al Qaeda, la quale vorrà con disperazione ancora maggiore far esplodere le proprie cellule dormienti che, come abbiamo più volte messo in guardia, si sono infiltrate in Europa in numero di gran lunga superiore rispetto all’ISIS.
Attraverso i propri contatti con i Fratelli Musulmani, Al Qaeda possiede, inoltre, maggiori e diffusi rapporti con le popolazioni musulmane sunnite dell’Europa occidentale; è quindi in grado, molto più di quanto non possa fare l’Isis, di avere successo nel perfezionare l’antagonismo tra i suoi correligionari e le popolazioni ospitanti, in modo che la violenza sul territorio porti alla creazione di “zone liberate dalla Sharia”, inaccessibili per la polizia dei “miscredenti”.
Abbiamo ripetuto molte volte il nostro avvertimento affinché le agenzie occidentali di intelligence non siano troppo ossessionate dall’ l’ISIS, giungendo al punto di trascurare Al Qaeda.

Dove colpiranno prossimamente?

La Gran Bretagna è molto vulnerabile ad attacchi casuali e in grande stile alla popolazione, perché la polizia britannica è ancora per lo più disarmata e la popolazione lo è completamente.
La terrificante portata del problema è dimostrata dal fatto che ognuno dei 270.000 poliziotti francesi è armato, mentre in Inghilterra solo 6.000 poliziotti lo sono. Anche l’esercito britannico, nonostante la sua alta professionalità, dispone di poco più di 40.000 soldati perfettamente addestrati al combattimento, una parte significativa dei quali sono di stanza all’estero.
Con la criminalità organizzata a maggioranza islamica che controlla il traffico di droga – e il business dell’import/export a Londra, Birmingham, Manchester e Glasgow – fornitissima di armi da fuoco, comprese quelle usate per i war games, la triste realtà è che l’Inghilterra è un bersaglio facile per le orribili atrocità islamiste. Ormai è solo questione di tempo.

Gli obiettivi più probabili, già ben individuati a livello internazionale, sono gli stadi in occasione delle grandi manifestazioni sportive. Ponendoli in cima alla classifica degli obiettivi in grado di procurare notevoli effetti favorevoli alla loro propaganda, i pianificatori jihadisti sanno benissimo che simili attacchi possono fare molto di più, rispetto ad un attacco nelle scuole come quello di Beslan, destabilizzando il Paese e generando una violenta reazione antimusulmana che consentirebbe loro di accreditarsi come difensori della propria comunità.
Molto allettanti sono anche i concerti rock, dove l’esigenza di uccidere un largo numero di giovani infedeli va di pari di passo con l’odio wahabita per la musica e il desiderio di separare i giovani musulmani dalla società che li circonda e dalle sue “influenze sataniche”.

Cosa possiamo fare?

Possiamo continuare con i nostri sforzi per fare pressione sui nostri governi affinché trovino soluzioni reali.
Alliance for Peace and Freedom, con i suoi alleati nel cyberspazio, ha già compiuto un grande lavoro per aiutare a non cedere alla demonizzazione in atto della Russia e del governo Assad.

Siamo anche fieri di tutti i nostri militanti inglesi che hanno fatto un ottimo lavoro divulgando il nostro messaggio: non ha molto senso puntare ai giovani germogli del terrore islamista senza individuarne le radici nel padrino wahabita del terrore: l’Arabia Saudita.
La Russia, la Siria, l’Iran, i curdi e gli Stati arabi moderati, come l’Egitto, distruggeranno il califfato dell’ISIS e uccideranno o imprigioneranno un ingente numero di terroristi. Il nostro lavoro è quello di contribuire a far sì che gli occidentali non portino gli stivali fuori dal proprio territorio e lasciare che chi realmente conosce la regione risolva questo orrendo guaio creato dalle ingerenze occidentali.

Ciò è ancora più importante se consideriamo il fatto che un’ invasione occidentale della Siria potrebbe portare facilmente ad una guerra letale con la Russia e l’Iran.
E’ con il loro aiuto che il governo siriano sta vincendo la guerra civile e sta rapidamente liberando il suo territorio dall’ISIS, proprio come curdi e iracheni che fanno arretrare costantemente gli uomini del califfato in Iraq.
Dopo aver fatto il lavoro sporco distruggendo l’ISIS, nessuno di essi permetterà facilmente ad eserciti europei di venir fuori alla fine della guerra usando la forza per balcanizzare l’intera regione con una serie di nuovi confini in stile coloniale. Questo potrebbe letteralmente essere l’innesco per una Terza Guerra Mondiale, molto più pericolosa della folle destabilizzazione ucraina da parte della Nato.
Già così, considerati da una prospettiva più ampia, gli attacchi parigini sono di enorme significato internazionale.
Ma, purtroppo, un’analisi realistica e documentata ci porta a credere che il peggio debba ancora arrivare.

(Tradotto a cura della redazione di RadioFN)

* Ex eurodeputato e leader del BNP, tra i fondatori di Alliance for Peace and Freedom, è attualmente impegnato nella creazione di un fronte unitario dei nazionalisti britannici

Tags

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi