Indagati a 5 stelle, quando la doppia morale è trasversale

23 apr – Gianvito Armenise –

Livorno non dorme sonni tranquilli. Ennesima tegola piovuta sulla giunta guidata dal grillino Nogarin. Un avviso di garanzia ha raggiunto nei giorni scorsi il suo braccio destro: Gianni Lemmetti, assessore al bilancio.
I reati ipotizzati sono molto gravi: si va dalla bancarotta, al falso in bilancio, passando per l’abuso d’ufficio.
L’assessore grillino, tuttavia, è in buona compagnia: tra gli indagati figurano anche l’ex sindaco Cosimi, l’ex vicesindaco Picchi e l’ex assessore al bilancio Nebbiai: tutti con la tessera del Partito Democratico e si vocifera che anche il nome del primo cittadino starebbe per essere inserito nel registro degli indagati.
Le indagini della Procura livornese riguardano l’AAMPS, l’azienda rifiuti, partecipata in maniera totalitaria proprio dal Comune di Livorno.
Dopo Quarto, quindi, un altro Comune a 5 stelle finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura ed il comportamento del Movimento di Beppe Grillo appare riproporre i vecchi metodi della politica: nessuna dimissione, nessuna espulsione, ma precisazioni, distinguo ed attaccamento alla poltrona da parte di sindaco, giunta e consiglieri. Forza Nuova non si meraviglia di questo atteggiamento. Da sempre abbiamo denunciato il Movimento 5 Stelle come contenitore ed incubatrice della protesta, nato allo scopo di indirizzarla verso approdi sterili.
Alla malafede dei vertici grillini, si aggiunge – in moltissimi casi – l’incompetenza di coloro i quali sono stati chiamati ad amministrare gli enti locali senza un briciolo di preparazione. Il “mito” del “cittadino onesto” al potere sta crollando miseramente sotto il peso dell’incapacità e, dopo le ultime vicende giudiziarie, anche sotto quello del malaffare.

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