Inadeguata assegnazione del sostegno scolastico, denuncia evidenzia discriminazione subita da alunni disabili nella palese inadempienza delle leggi vigenti

Giuseppe Provenzale*

“Per “discriminazione fondata sulla disabilità” si intende qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo.
Essa include ogni forma di discriminazione, compreso il rifiuto di un accomodamento ragionevole; per “accomodamento ragionevole” si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.” (Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento Italiano il 18 marzo 2009).

Si tratta, molto probabilmente, dell’unica denuncia pendente a carico di un Ministro dell’Istruzione, nello specifico Stefania Giannini, e dei dirigenti del Ministero che – grazie alla tenacia del genitore che l’ha presentata (il 10/09/2014) e che ci ha scritto, Daniele il suo nome – ha come oggetto la discriminazione reiterata di anno in anno che gli alunni disabili e gli operatori preposti sono costretti a subire per via del fatto che, anche per non contravvenire ai noti principi di rigore contabile imposti dalla Troika, non si consente un adeguato incremento delle assunzioni di personale qualificato, sanitario e scolastico, con l’evidente positiva ricaduta sulla qualità della vita a scuola di tantissimi bambini, attualmente trattati come “merce scaduta”, perché abbandonati a se stessi per gran parte del tempo da loro trascorso a scuola.

Lo Stato, dunque, di fatto, disattende le sue stesse leggi e le convenzioni internazionali (come quella che citiamo in apertura) ratificate dal Parlamento – piene di buoni propositi, destinati a restare lettera morta – a vantaggio di una vera e propria lobby, costituita dalle varie associazioni preposte all’assistenza, che gode dei privilegi economici di un settore da sempre remunerativo e delle relative agevolazioni fiscali ad esso connesse – si pensi al grande affare della beneficenza – senza investire nulla per il reale miglioramento del servizio quotidiano.
Stato e Associazioni dormono così sonni tranquilli, risparmiando quegli investimenti in infrastrutture, servizi e personale che consentirebbero loro di rispettare le leggi e negando nei fatti le necessarie risorse che dovrebbero essere utilizzate per il miglioramento dello sviluppo psico-fisico dei bambini con disabilità, condannati così – se non per l’insufficiente volontarismo di pochi – ad un mantenimento passivo, molto simile ad una sorta di parcheggio senza prospettive.
Si realizza in questo modo, nella quotidianità, un’autentica “discriminazione fondata sulla disabilità” che sembra non interessare nessuno, fatto ancor più crudele e paradossale se si considera l’attenzione maniacale che il concetto di discriminazione è capace oggi di attirare, se solo ci si sofferma sulla sua presunta centralità politica e di costume.
Non che la cosa ci sorprenda più di tanto, sia detto di sfuggita, consapevoli come siamo che nei confronti dei soggetti onnipresenti sulla scena della discriminazione mediaticamente interessante non ci sia in realtà alcuna discriminazione, ma è interessante notare, una volta di più, quanto questo circo politicamente corretto sia falso e profondamente razzista quando non si tratta di gay o immigrati clandestini, unici privilegiati degni di considerazione e di lauti investimenti .
Forza Nuova, invece, estranea alle tendenze antisociali dell’ideologia politicamente corretta dominante, fondando la sua azione politica e la sua visione dello Stato sui principi e i valori della Civiltà cristiana, ha la mentalità giusta per indirizzare la propria attenzione verso chi è veramente debole: in primo luogo i bambini portatori di disabilità. Nessun taglio di spesa, nessun risparmio, nessuna omissione o menzogna è ipotizzabile nei settori di spesa che riguardano la disabilità, lo abbiamo scritto nel nostro programma e lo confermiamo nel perorare la causa che il signor Daniele ci sottopone, e che noi vi sottoponiamo, mettendoci a conoscenza della sua denuncia; lui per primo mosso dalla necessità di rendere giustizia non solo alla sua bambina, ma a chiunque si trovi nelle medesime condizioni.
Ed è così, grazie alla documentazione da lui fornita, che apprendiamo come non solo si taglino le ore di sostegno a scuola, ma, fatto ancora più grave, veniamo a conoscenza di come si arrivi addirittura a FALSIFICARE I NUMERI EFFETTIVI DEI PAZIENTI IN CARICO ALLE U.O.N.P.I.A. (Unità Operative di Neuro Psichiatria Infantile e dell’Adolescenza), come avviene nel cuore dell’evoluta Lombardia, distretto sanitario Lomellina in provincia di Pavia, dove a fronte di 700 bambini bisognosi di sostegno e adeguata assistenza medica inseriti nel contesto scolastico, la Regione presieduta da Maroni ne faccia risultare poche decine, con un’erogazione di personale, sia in ambito sanitario che scolastico, drasticamente insufficiente perché sottostimata all’origine.
Si verifica così che soli tre (3) medici dovrebbero seguire SETTECENTO BAMBINI con disabilità inseriti in contesti scolastici (22 ISTITUTI dislocati in 51 COMUNI) distribuiti su un territorio di 1100 KM quadrati all’interno del quale devono oltremodo occuparsi: di tutti gli altri soggetti interessati dalla disabilità, in età non scolare, di prestare servizio in Pronto Soccorso, nei reparti ospedalieri e nei contesti ambulatoriali, di seguire i bambini nelle sedute riabilitative, di prestare servizio nelle carceri ed infine di compartecipare ai Gruppi di Lavoro Handicap degli Istituti Scolastici e delle province.
Inoltre, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Pavia, che già dall’anno scolastico 2004/5 dispone di dati sulle certificazioni degli alunni con disabilità, sempre in continuo aumento, malgrado tutto continua a dichiarare di anno in anno il costante trend di crescita come un’inaspettata calamità dell’anno in corso, erogando anno dopo anno sempre meno personale docente di sostegno.
Proviamo allora a domandarci con il signor Daniele: cosa succederebbe se tutte le strutture scolastiche della provincia di Pavia esigessero da parte delle istituzioni sanitarie il rispetto delle normative vigenti in materia d’inclusione degli alunni con disabilità, partendo dal coerente svolgimento dei Gruppi Lavoro Handicap Operativi (GLHO), ed all’interno degli stessi venisse coerentemente certificata l’effettiva necessità di centinaia di alunni con disabilità del sostegno didattico con rapporto 1/1 ?
E’ dunque evidente il perpetuarsi di un’oggettiva discriminazione che colpisce i bambini disabili in quanto tali, discriminazione tanto più odiosa delle altre perché penalizza chi non ha i mezzi per difendersi, attraverso una falsificazione dei dati che nessuno persegue perché utile alla politica del risparmio e dei tagli, oggi sintomo di buona ed oculata gestione delle risorse.
Continueremo a seguire l’iter della denuncia presentata dal signor Daniele, corredata dal primo ricorso intrapreso in ambito nazionale a carico di un contesto scolastico Paritario, nel quale è stata pienamente confermata la condotta discriminatoria da parte delle istituzioni scolastiche, sottolineando come, malgrado la sentenza del Tribunale, il MIUR abbia candidamente proseguito con un comportamento vessatorio nei confronti del soggetto prescritto nel ricorso, lo stesso MIUR che invita ai propri tavoli le associazioni gay a cui consente di avere voce in capitolo nelle scuole in nome di quella discriminazione che attua senza problemi nei confronti dei piccoli disabili.

*Vicesegretario nazionale
Forza Nuova

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