In ricordo di Manos e Giorgios

E’ passato un’anno da quando scrivevamo queste righe:

“Due giovani militanti di Alba d’Oro, Manos Kapelonis e Giorgos Fountoulis di 20 e 23 anni sono stati uccisi qualche ora fa; è successo davanti alla sede del loro movimento dove all’improvviso da una moto sono scese due persone mascherate che ha sparato una raffica contro di loro.
Contro Alba d’Oro ed i suoi militanti sono state vomitate nell’ultimo anno tonnellate di insulti, di accuse, di calunnie; la stessa tattica che il progressismo — neomarxista o meno — utilizza per colpire l’avversario; si inizia coll’offesa e la diffamazione e alla fine spuntano sempre i loro frutti marci: la prevaricazione e la violenza.
Si urlavano a squarciagola i metodi violenti di Alba d’Oro e la si è colpita giudiziariamente, incarcerando deputati eletti dal popolo, mentre nell’ombra delle loro logge i cravattari internazionali, intoccabili, continuano a muovere i loro sudici fili, protetti dal fuoco di sbarramento della cultura nichilista che impedisce alla cultura della Nazione di svolgere liberamente la sua propaganda e di manifestare liberamente le proprie idee e tra queste la prima, la sovranità.
Si inizia con l’ingiuria e la diffamazione, poi arriva la galera, infine il piombo; tutto fila liscio, tutto è maledettamente logico.
Può darsi che in qualche circostanza i metodi di Alba d’Oro siano stati sbrigativi; ma quei ragazzi, quei militanti, quei deputati difendevano la loro gente, la loro terra, la loro libertà e la loro risolutezza era direttamente proporzionale alla durezza della battaglia che andavano affrontando contro un nemico mille volte più forte di loro.
La risposta del sistema non s’è fatta attendere; che siano stati terroristi comunisti o terroristi di Stato (per provocare reazioni che affossino Alba d’Oro) non cambia molto. E’ roba già vista.”

Come da tragica abitudine gli assassini sono tutt’ora non identificati.

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi