IDENTITA’ IMPERIALE

Riproponiamo un “vecchio” articolo che presenta ancora notevoli spunti più che mai attuali

(tratto da Ordine Futuro n°4)

L’accoglienza che Mosca ha riservato al fallito gay-pride ha dell’emblematico.
All’intollerabile provocazione di omosessuali, bisessuali e transnazionali assortiti, la Russia ha risposto in modo compatto e univoco. Dai vertici dello Stato ai militanti nazionalisti di base, dal clero all’opinione pubblica, dai media al personale in divisa, il popolo russo ha dimostrato di non gradire la depravazione occidentale e mondialista.
Alla pazzia della dissoluzione la Russia ha opposto il sano buonsenso popolare.
Alla degradazione laicista e all’immoralità luciferina ha opposto la fede nella Croce di Cristo.
Alla arrogante intromissione transnazionale ha opposto il suo nazionalismo militante.
Alla pagliacciata carnevalesca ha opposto la dignità di una cultura millenaria.
Alle isteriche pressioni diplomatiche del mondialismo ha opposto la serena compostezza degli eredi dell’Impero d’Oriente.
È sintomatico che mentre nella ex capitale del comunismo internazionale si tenta di tornare verso la cultura tradizionale e la normalità naturale, gli attuali esponenti del regime capital-comunista italiano si coprono di ridicolo “chiedendo spiegazioni” ufficiali al governo russo. In altre parole il governo di Mosca dovrebbe rispondere della volontà di non farsi corrompere dalla lebbra mondialista, quasi che la normalità e la moralità di un popolo costituiscano dei nuovi crimini contro l’umanità. Verrebbe quasi da ridere se in Occidente non si stessero moltiplicando i campanelli d’allarme che preannunciano il regno della dissoluzione totale.
In Gran Bretagna si fanno pressioni intollerabili sugli istituti cattolici che si ostinano ad affidare bambini orfani esclusivamente a normali famiglie eterosessuali “discriminando” le coppie di pederasti; in Scozia è diventato politicamente scorretto chiedere ai bambini dei loro “padri” e “madri” (si deve parlare genericamente di “tutori”) e in alcune scuole pilota si insegna ai bambini ad accettare gli omosessuali come normali e si organizzano recite nelle quali alcuni scolari fanno la parte dei “poveri “ gay.
D’altra parte, se si abbattono oggi le barriere naturali tra etnie, culture, famiglie e sessi, annullando tutto in una massa atomizzata di individui intercambiabili, non sarà forse coerente abbattere anche le barriere tra età e generazioni? Si ricorrerà forse a esperimenti pilota nelle scuole per insegnare ai bambini del prossimo futuro ad accogliere, magari a “capire” e infine ad assecondare i “poveri” pedofili reduci da secoli di crudele repressione oscurantista? Il tutto nella legalità, naturalmente, senza più le fastidiose traversie giudiziarie del passato. Non sono ipotesi fantasiose, anche se la Chiesa stessa non può permettersi di commentare tali prospettive senza incorrere nel linciaggio mediatico. In Olanda esiste già un partito dei pedofili e in Italia le famiglie che denunciano i molestatori dei loro bambini cominciano a sentirsi sole, abbandonate, quasi che la cultura attuale le consideri scomode. In casi simili, fino a poco tempo fa, scattava una solidarietà collettiva spontanea. Oggi si preferisce un più asettico dibattito neutrale e garantista che aldilà delle apparenza buoniste e suadenti, spinge verso l’aberrante principio dell’inattendibilità giuridica e indiziale dei bambini: una vera e propria pacchia per i pedofili e una vittoria storica per le loro reti, più o meno clandestine.
Ma non è solo in campo morale che l’Occidente americanizzato appare decisamente peggiore della Russia ex comunista. Mentre in Russia lo Stato cerca un’intesa e una sana cooperazione con la Chiesa ortodossa nell’Occidente illuminista ci si laicizza sempre di più e riaffiora il malcelato odio verso il cattolicesimo. Non parliamo poi dell’identità etnica e culturale. Il sano amor di Patria sembra manifestarsi quasi solo tra i popoli slavi o comunque ex comunisti, mentre nell’Europa occidentale il nazionalismo sembra suscitare l’orrore della pseudo cultura ufficiale che ci vuole tutti multi-razziali, multiculturali, multiconfessionali e multi-asserviti al potere mondialista. La cultura ufficiale è così degradata da non capire neppure le più elementari esigenze delle etnie, i diritti naturali che Dio ha dato ai popoli. La cultura ufficiale non ha ancora capito perché al crollo del comunismo slovacchi, sloveni e croati hanno preteso di riaffermare le proprie identità indipendentemente o contrariamente agli interessi economici immediati, così come oggi non capisce come baltici e russi possono accapigliarsi per questioni simboliche legate a una statua, non comprende perché il nazionalismo tedesco è più forte all’Est che all’Ovest, non registra il ritorno della ribollente protesta nazionalista ungherese che ha costretto il regime filo-mondialista a importare un reparto regolare israeliano a Budapest in caso la situazione fosse sfuggita di mano – fatto in sé eclatante che significativamente sembra avere interessato più i media arabi che quelli europei.
Non meraviglia quindi che questa cultura ufficiale non apprezzi il risorgere dell’identità imperiale russa. Una identità imperiale che discende direttamente dall’epoca degli Zar, i Cesari slavi che si volevano continuatori dell’Impero Romano d’Oriente, così come i sovrani del Sacro Romano Impero si ponevano come eredi degli Imperatori d’Occidente. Ancora oggi, è solo attorno a questa identità imperiale che l’Europa, purificata dalle malattie della prostituzione mondialista, potrà ritrovare le sue vere radici e il suo nuovo destino storico.
E’ dunque in questa ottica che vanno viste diverse iniziative di Forza Nuova come le azioni politiche contro omosessualità e pedofilia, le proteste contro l’invadenza americana in Europa, l’intensificarsi dei rapporti con i movimenti nazionali russi, l’interesse di Ordine Futuro per il pensiero e l’elaborazione culturale antimondialista moscovita. E’ un’ottica europea, nel senso di rivalutare le antiche e comuni radici “romane”, cristiane e tradizionali del nostro continente per il passato, di identificare nella corruzione e nell’immoralità derivate dall’illuminismo il nemico da combattere nel presente, di porre le basi per il comune Impero cristiano dei popoli europei nel futuro.

Marzio Gozzoli
Vicesegretario nazionale Forza Nuova

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