I cortei del 18 ottobre, i mali della Lega e dei suoi alleati vecchi e nuovi

Tre domande a Roberto Fiore

I cortei del 18 ottobre, i mali della Lega e dei suoi alleati vecchi e nuovi

D- Quali sono le sue impressioni dopo un’intensa giornata di manifestazioni per Forza Nuova con cortei ad Ancona, Bergamo, Bologna, Napoli e Palermo?

R- Siamo contenti che molte migliaia di comuni cittadini italiani abbiano manifestato ieri per affermare quello che pensano sull’immigrazione, al di là dei bombardamenti mediatici politicamente corretti, e questo a prescindere dalle piazze in cui hanno mostrato la propria indignazione.
Noi abbiamo scelto di manifestare in città difficili, in alcune delle quali non lo avevamo mai fatto, nel giorno in cui tutta l’attenzione mediatica era rivolta alla Lega. Il bilancio è senz’altro positivo perché Forza Nuova ha dimostrato di essere presente sul territorio da Nord a Sud e con tesi molto differenti da quelle leghiste.

D- In cosa consistono le differenze con le posizioni della Lega Nord e cosa pensa del corteo di FdI – AN a Reggio Calabria?

R- La Lega vuole oggi accreditarsi quale fulcro di una sorta di destra lepenista italiana, è un progetto che non ci interessa per molte ragioni.
E’ nato ad Arcore alla corte di Berlusconi che ne è produttore e regista: si tratta dell’applicazione di una logica sintetica di matrice hegeliana e massonica che mira alla realizzazione di un’area di centrodestra, dal profilo decisamente “liberal”, che va dalla Pascale alla destra lepenista all’italiana o, meglio, alla padana.
Nasce, quindi, con un cammino già segnato.
La Lega dipende economicamente da fideiussioni firmate da Berlusconi 15 anni fa e tutti comprendono bene che una forza politica priva di autonomia economica non può essere indipendente politicamente, ma questa è solo una delle differenze tra noi e loro.

Le nostre posizioni sull’immigrazione non sono legate alla situazione economica, la crisi in atto costituisce solo un’aggravante, ma il fenomeno è negativo a prescindere. Bossi, invece, proprio ieri ha ribadito che in Italia il posto per gli immigrati ci potrebbe essere se solo ripartisse l’economia; è una posizione che non potrà mai appartenerci, così come non potrà mai appartenerci quel concetto di “immigrazione buona perché paga le tasse” che si palesa con la presenza di islamici e africani tra i manifestanti (con magliette Stop invasione) e, in quest’ultimo caso, tra gli stessi esponenti leghisti.
Il signore nigeriano che ha parlato a Milano, uno tra i migliori oratori per la verità, resta, cito le parole di Bossi: “l’immigrato africano che ha parlato prima di me”, un non italiano che vive e lavora in Italia … e non si tratta affatto di essere razzisti. Sarebbe, al contrario, vero razzismo il voler ignorare dati etnici e culturali evidenti che nulla tolgono alla persona, ma che ne determinano una diversità rispetto a chi è italiano o europeo.
La Lega Nord ha scelto di non difendere l’identità europea e cristiana e lo ha dimostrato anche ieri.
La Lega non è un partito di opposizione e non è credibile sulla lotta all’immigrazione perché è al potere da 20 anni. Si pensi a Milano: è la prima città d’Italia per numero di violenze sessuali con gli immigrati come protagonisti. Amministratori padani governano le due più importanti regioni del Nord: il Veneto con l’ex ministro dell’agricoltura Zaia, lo stesso che fece entrare 80.000 africani da impiegare come braccianti, e la Lombardia, con quello stesso ex ministro Maroni che consentì l’invasione di Lampedusa, dove pure c’era una senatrice del suo partito, con 7.000 tunisini a fronte di 5.000 lampedusani.
La Lega non è neppure credibile come forza di profilo nazionale, non sono mancati anche ieri i messaggi secessionisti e antitaliani, i divieti di usare tricolori, in una città, fino a prova contraria, italiana, i fischi e le contestazioni a chi li esponeva dai balconi o li portava con sé, ignaro, forse, che il cosiddetto nuovo corso leghista è in perfetta continuità con il vecchio.
Prendiamo atto, infine, che la scelta di Casa Pound Italia di sposare in toto la causa della Lega Nord semplifichi di fatto il quadro politico della cosiddetta area, il cui spazio resta, a questo punto, occupato solo da Forza Nuova.
La riedizione di Alleanza Nazionale e il suo tentativo di inserirsi sul tema serio del contrasto all’immigrazione non è degno di nota; i numeri dell’incremento di immigrati dalla Bossi-Fini in poi parlano da soli.

D- Cosa resterà secondo lei di questo 18 ottobre?

R- L’intera giornata dimostra che è avvenuto un rivoluzionario cambiamento radicale nella percezione che gli italiani hanno del fenomeno: l’immigrazione, prima vista come possibile risorsa, è adesso considerata come una sciagura, una tragedia in atto, sia per chi la subisce nei Paesi da essa invasi che per chi è ridotto a merce nelle mani dei nuovi schiavisti. La cosiddetta “integrazione possibile”, la politica delle quote flussi e della sostenibilità del fenomeno, che tutti i partiti, dalla Lega al PD a Fdi – AN, hanno condiviso, ha fallito. Quello che gli italiani vogliono, e sono milioni, è una decisa inversione di rotta verso una politica di sostegno alle famiglie, alle giovani coppie, alle imprese, agli immigrati nelle loro terre.
Forza Nuova trova ulteriori conferme alla bontà delle proprie posizioni perché i fatti e il sentire degli italiani di buon senso le danno ragione ogni giorno di più.

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi