H.A.A.R.P, scie chimiche e MUOS; un contributo

di Stefano Pistilli –

Pubblichiamo il secondo contributo del dottor Stefano Pistilli, prosegue la sua apprezzata collaborazione a RadioFN su Fisica, Elettromagnetismo, Geoingegneria e alterazioni climatiche.
Buona lettura.

Accogliamo con piacere la notizia che il Tar di Palermo ha finalmente accettato due dei quattro ricorsi presentati dal comune di Niscemi riguardanti la pericolosità dell’installazione americana – nota con il nome di M.U.O.S. – sorta all’ interno della Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi, Sicilia.

Siamo lieti che “per ora” si sia potuto ottenere un blocco delle attività di questi sistemi, ma siamo curiosi al tempo stesso di capire il perché si siano ignorati i vari materiali di ricerca che il popolo siciliano, con diversi movimenti e numerose perizie prodotte negli anni, aveva raccolto per cercare di portare alla luce problematiche non solo etiche, ma relative all’incremento dei casi di tumore tra la popolazione nelle aree circostanti.

Sappiamo, inoltre, che fu lo stesso Senato della Repubblica, in data 24 Marzo 2014, a richiedere una perizia al Prof Zucchetti e al suo team di scienziati, proprio per indagare i rischi connessi alla realizzazione di queste installazioni. (1)

Benché la perizia fosse chiara sulla pericolosità di tale sistema e fosse stato consigliato dal team di esperti di sospendere immediatamente le procedure d’installazione del M.U.O.S, nessun provvedimento fu preso e in ben poche occasioni si sono menzionate le numerose interrogazioni parlamentari europee a riguardo, né, tantomeno, si sono citate le varie raccomandazioni del Consiglio Europeo sul tema tra cui la 1999/519/CE. (2)

Prima di entrare nel merito di ciò che rappresenta il M.U.O.S, con i suoi pericoli per la popolazione e gli scopi di controllo militare da parte degli USA, è bene che ci si soffermi a fare chiarezza sul perché si sia arrivati a questo e a cosa abbia portato la ricerca nel campo geoingegneristico negli ultimi 40 anni.
A 60 km dalla base americana di Sigonella (Catania) sorgono entrambi questi sistemi e rappresentano un cancro per la nostra nazione e un supporto militare alla causa statunitense non condiviso dalla nostra collettività:

Il MUOS (Mobile User Objective System) è nato come centro per la gestione e inter-comunicazione di apparati militari americani di terra, aria e acqua; comprende tre grandi antenne paraboliche (due continuativamente in funzione e una di riserva) funzionanti in banda Ka per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari e due trasmettitori elicoidali (uno continuativamente in funzione e l’altro di riserva) in banda UHF per il posizionamento geografico che si interfacciano costantemente con satelliti già lanciati in orbita (4 per l’esattezza), grazie ad una quadrangolazione con altre 3 stazioni identiche a quella di Niscemi, presenti in Australia, Hawaii e Virginia, tutte in zone pressoché desertiche, garantisce la possibilità per le forze statunitensi di controllare e inviare comandi e informazioni in maniera velocissima.
L’impianto è stato installato presso la già esistente base USA denominata NRTF.

L’N.R.T.F (acronimo di Naval Radio Transmitter Facility) può essere considerato la versione nostrana del progetto HAARP (il quale è finalmente in via di smantellamento) situato in Alaska.

Occupiamoci meglio di quest’ultimo:

il progetto H.A.A.R.P (High Frequency Active Aural Research Program) è diventato senza dubbio famoso in tutto il mondo per il suo utilizzo improprio da parte del governo USA allo scopo di alterare il clima, le temperature della calotta terrestre e degli oceani e, di conseguenza, per le sue applicazioni in attività belliche, anche se le intenzioni ufficialmente dichiarate prevedevano l’utilizzo del sistema come implementazione delle comunicazioni e come radar di mappatura geologica e scandaglio dei fondali oceanici.

Purtroppo, però, documenti ed esperimenti hanno rivelato in realtà come gli USA (ma con accordi mondiali che, ahimè, prevedono anche la partecipazione dell’Italia) abbiano concentrato tutte le loro forze e gli sviluppi di H.A.A.R.P verso il solo obiettivo di alterare a proprio piacimento il clima e il livello dei mari e per provocare eventi tellurici, manipolare inondazioni o generare siccità in particolari zone.

Non parliamo di semplici teorie cospirative o di fantascienza. I documenti ci sono e, analizzando gli andamenti catastrofici che hanno colpito molte zone del pianeta, non è difficile fare un collegamento, anche dove l’evidenza stessa dei trattati e degli accordi non sia sufficiente a rivelare le vere finalità di questi progetti.

Situata a Gokoma, in Alaska, L’H.A.A.R.P vide operative centinaia di antenne che trasmettendo nella banda bassa, da 2,8 a 7 MegaHerz, e nella banda alta, da 7 fino 10 MegaHerz, furono capaci di trasmettere fasci di onde elettromagnetiche fino a quote di 350Km.

L’indirizzamento di tali campi elettromagnetici verso la ionosfera ha sicuramente la capacità di curvare la ionosfera stessa che a quel punto diventerebbe quasi come una lente di ingrandimento in grado di riflettere questi fasci elettromagnetici verso un altro ricevitore oppure verso qualunque altra zona prescelta con conseguenze devastanti derivate da surriscaldamenti della stratosfera e delle placche terrestri, solo per citarne alcuni.

Questo processo di riflessione e di manipolazione della ionosfera è stato ampliato, ottimizzato e migliorato per il raggiungimento di scopi di alterazione climatica, grazie al progetto di Edward Teller, che come già accennato nel primo articolo qui pubblicato su questi argomenti, fu il primo scienziato a teorizzare l’ immissione nell’atmosfera a bassa e alta quota di un micro particolato di bario, alluminio, selenio e torio, ionizzato con una specifica carica elettrica. Il rilascio di questi materiali da aerei militari o di linea è tristemente conosciuto con il nome di CHEMTRAILS o SCIE CHIMICHE. Il tutto fu anche brevettato nel 1991 con la seguente finalità di progetto: “Riduzione del surriscaldamento dell’atmosfera” (vedi immagine sottostante).

foto brevetto scie

Si evince che l’immissione di questi micro particolati o materiali Welsback nell’atmosfera sia dunque un dato tangibile.

Sull’argomento si è molto discusso e si discute, ma sebbene da una parte ci sia chi pone l’accento sull’utilizzo di queste parole come utili solo ad alimentare cospirazioni o inutili allarmismi, dall’altra ci sono molte segnalazioni ed esperimenti di geologi, fisici e chimici, pronti a dichiarare l’assoluta veridicità di numerosi test effettuati.

A supportare le teorie che traducono il fenomeno delle “strisce bianche nel cielo” in un ben più pericoloso “avvelenamento dell’atmosfera” ci sono documenti pubblici ufficiali e accordi bilaterali segreti tra USA e Governo Italiano, come ad esempio l’ accordo Bush-Berlusconi del 2001 durante il G8 di Genova. In quell’incontro l’Italia sottoscrisse un atto di collaborazione con il governo americano per lavorare a programmi di ricerca sulle alterazioni climatiche, come testimonia ciò che è scritto nel sito web della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato a Washington:

« On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation…» (3)

Di fronte a questa ed altre evidenze (citiamo di passaggio la legge 36/94 che statuisce la liceità degli interventi sui fenomeni atmosferici, in spregio delle convenzioni internazionali che vietano (ufficialmente) le manipolazioni degli equilibri naturali: “2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell’ambiente (Altero Matteoli, n.d.r.), di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell’acqua”) ogni tentativo di negare l’esistenza di questo genere di esperimenti sembra vano, ma per chi non si dovesse accontentare si potrebbe attingere all’infinito archivio di esperimenti compiuti da geologi, scienziati e chimici che in più parti del mondo hanno analizzato terreni, acque e rilevato alterazioni climatiche nei cieli segnati da queste misteriose scie chimiche.

Il risultato, sebbene inquietante, rispecchia le aspettative degli scienziati. Nelle zone dove si sono avvistati grandi quantità di CHEMTRAILS i livelli di alluminio nell’atmosfera, nei terreni e nell’acqua sono drasticamente aumentati.

Livelli così alti portano irreparabilmente non solo a malattie fisiche per le popolazioni, come leucemie e tumori, ma si rivelano letali anche per i prodotti agricoli, unitamente al fatto che sempre più terreni sono dichiarati non più idonei alla semina poiché aridi e inquinati da metalli che non potrebbero essere prodotti altrimenti se non attraverso una nebulizzazione indotta dall’uomo nell’atmosfera sovrastante.

Molti scettici sminuiscono il fenomeno delle scie chimiche riconducendole al fenomeno fisico conosciuto con il nome di SCIE DI CONDENSAZIONE.
Non abbiamo difficoltà a riconoscere che alcune di queste manifestazioni, sotto forma di scie bianche nei nostri cieli al passaggio di aeromobili, siano sicuramente riconducibili alle scie di condensazione dovute alla combustione dei carburanti, ma, ad un occhio attento, non può sfuggire che altri fenomeni avvengano ad altitudini e a temperature inferiori, non consone alla manifestazione di semplici scie rilasciate dagli aerei. Si nota, inoltre, che in quasi la totalità degli avvistamenti, le scie rimangano perpetuate nel tempo con lente dissipazioni non proprie delle “normali” scie di condensazione.

Ritengo fortemente che si debba arrivare ad un accordo mondiale tra le nazioni, come fu per il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), e che vengano inseriti nella lista delle armi di distruzione di massa anche tutti quei progetti volti a produrre un’ alterazione climatica o geologica a scopo militare.
C’è bisogno di un ordinamento più chiaro e restrittivo che obblighi tutte le nazioni ad informare, e a condividere preventivamente con un’ampia comunità di scienziati, su qualsiasi attività o esperimento si voglia compiere che alteri alcune caratteristiche geo-fisiche del pianeta, se ciò non dovesse accadere le sanzioni dovrebbero essere altissime ed equiparabili ad una personale indennità risarcitoria per ogni abitante del pianeta.
E’ giusto, in ogni caso, che, come ho già scritto nel mio primo contributo, visto che i governi continuano imperterriti le loro azioni, si condivida, si continui a fare informazione, divulgare e sensibilizzare perché si tratta di problemi che stanno già affliggendo il nostro pianeta.
Qui non siamo di fronte a guerre di confine o ideologiche, ma le manipolazioni geoingegneristiche possono mettere a serio rischio l’esistenza dell’intera umanità.

(1) http://staff.polito.it/massimo.zucchetti/RelazionRischiAssociatiRealizzazione
MUOS1.pdf
(2) http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=P-2013-005268&language=EN
(3) L’accordo per esteso e’ visualizzabile al seguente link governativo: http://2001-2009.state.gov/g/oes/rls/or/27108.htm

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