La Germania è vicina, la riconquista è necessaria

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Il sapore sconcertante, il disgusto che le violenze sessuali avvenute in varie città della Germania, ma anche in Svizzera, Austria e Finlandia, lasciano nei nostri sensi, ogni giorno che passa, non ci abbandonano.
Ogni europeo che possa definirsi umano, a prescindere dalla propria appartenenza politica, non si interrogherà mai abbastanza su quanto accaduto; alcuni, quelli più onesti intellettualmente, stanno probabilmente rivedendo i propri schemi mentali, abbandonando le proprie consolanti certezze sull’aspetto pacifico dell’invasione di masse di poveri “profughi”, di indifesi “rifugiati” in fuga dalle guerre e dalla fame. Altri, complici più o meno consapevoli, preferiscono fare gli struzzi (emblematiche in questo senso le dichiarazioni di Laura Boldrini).
Come dalla Germania, anche in Italia le notizie arrivano a scoppio ritardato dopo le baldorie del primo dell’anno, ma arrivano.
– Vignola, provincia di Modena, vigilia dell’Epifania: cinque sedicenni italiani fanno rientro a casa a piedi, dopo una serata in pizzeria, mezz’ora prima della mezzanotte. Sei immigrati adulti nordafricani, almeno uno armato di pistola, li accerchiano e li sequestrano.
Un colpo di pistola in aria e una domanda: «Ma voi siete cristiani o credete in Allah?», «Non crediamo in niente!» è la risposta terrorizzata dei ragazzini, a cui viene intimato di mettersi uno di fianco all’altro.
Seguiamo il racconto de Il Resto del Carlino:” … uno alla volta, puntando loro l’arma addosso, avrebbero ripetuto la domanda iniziale: «Siete cristiani o pregate Allah?». Stesse risposte, ancora, ma con un filo di voce e la vista annebbiata dal panico: «Non crediamo in nulla». Poi ancora qualche minaccia, qualche presa in giro in chiave pseudoreligiosa. Ed ecco il gran finale della sceneggiata: altri due spari verso l’alto, mirando in un’altra direzione. Col dubbio, che ancora resta, che i colpi fossero a salve o che l’arma fosse una scacciacani.
I magrebini hanno infine concluso la loro recita ‘in stile Isis’ con un beffardo: «Tranquilli, era solo uno scherzo: ora potete andare». E i cinque adolescenti, udito il permesso a rompere le righe, ancora frastornati dallo spavento se ne sono andati di corsa a casa. Dove finalmente si sono potuti sfogare coi genitori”.
– Casello autostradale di Bolzaneto, Genova, serata dell’Epifania: un pensionato di 63 anni ha trascorso diverse ore in prognosi riservata dopo l’aggressione subita da un gruppo di zingari del vicino campo nomadi. L’anziano era giunto in soccorso del fidanzato della figlia che, dopo alcuni provocatori tamponamenti, stava subendo un pestaggio dai suddetti nomadi, poi fuggiti in direzione del campo. “I carabinieri – riferiscono le cronache – si sono subito diretti nel vicino campo nomadi di Bolzaneto. All’arrivo i militari hanno trovato il cancello chiuso con una catena e, dopo aver chiesto inutilmente ad alcuni nomadi di aprirlo, hanno tagliato la catena e sono entrati nel campo dove hanno rinvenuto e sequestrato le due auto degli aggressori tra le proteste dei presenti”.
Lo Stato esattore delle tasse imposte dalla Troika, lo Stato ragioniere per conto terzi non solo non è in grado di garantire sicurezza ai propri cittadini, ma si adopera – sempre fedele alle direttive imposte dalla Troika medesima – per far aumentare questa insicurezza, favorendo l’invasione immigratoria e coccolando gli avamposti criminali già esistenti, vere e proprie zone franche dove accade di tutto.
Lo spadroneggiare di immigrati e nomadi nulla potrebbe di fronte ad una compagine statale sovrana e sicura dei propri autentici compiti.
La consapevolezza degli italiani, dopo Colonia, sembra crescere: noi lavoriamo affinché diventi la base per la necessaria riconquista. E’ fondamentale, però, che alle minacce si risponda con le certezze su ‘chi siamo e in cosa crediamo’, anche, e soprattutto per questo, per risvegliare le coscienze narcotizzate, noi ci battiamo.

Redazione RadioFN

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