Galantino, la Cei e l’immigrazione

Roma 11 agosto – Roberto Fiore* –

“Forza Nuova sostiene che i popoli debbano essere aiutati nelle loro terre non solo per slogan, come fa qualcuno, ma perché ce lo insegna la logica delle cose”.

Le polemiche sull’immigrazione e sulle dichiarazioni di monsignor Galantino, segretario generale della Cei, contro Salvini e Grillo tengono banco in queste ore.
E’ un fatto che la Cei, già molto fredda nei confronti della poderosa manifestazione per la famiglia naturale del 20 Giugno a Roma, non solo si distanzia fortemente dal comune sentire dei cattolici, ma esce in modo evidente dal solco della dottrina cattolica.

Basterebbe rileggere la Populorum Progressio, enciclica scritta nel 1967 da Paolo VI, Pontefice notoriamente non conservatore, per trovarvi indicazioni chiare che, se applicate oggi, potrebbero schiudere prospettive molto differenti da quelle attuali.
Aiutare i popoli a svilupparsi, mettere a loro disposizione le ricchezze in surplus e le capacità tecniche per permettergli di progredire, questi i principi generali, ma addirittura l’ enciclica entra in una appassionata difesa delle realizzazioni dell’opera coloniale, vale la pena citarne un passaggio: ” Ma, pur riconoscendo i misfatti di un certo colonialismo e le sue conseguenze negative, bisogna nel contempo rendere omaggio alle qualità e alle realizzazioni dei colonizzatori che, in tante regioni abbandonate, hanno portato la loro scienza e la loro tecnica, lasciando testimonianze preziose della loro presenza.
Per quanto incomplete, restano tuttavia in piedi certe strutture che hanno avuto una loro funzione, per esempio sul piano della lotta contro l’ignoranza e la malattia, su quello, non meno benefico, delle comunicazioni o del miglioramento delle condizioni di vita.”

Galantino, però, preferisce credere ai moderni,e laicisti, miti mainstream: gran parte degli africani o asiatici che entrano dalla Libia o dal Friuli sarebbero profughi. Falso: le stesse stime del ministero degli Interni sono chiare nel dirci che da dove c’è veramente guerra ( la Siria per esempio) arrivano, invece, pochissime persone.
Inoltre, come da Forza Nuova ampiamente documentato, specie dopo la nostra visita in Libano e Siria, si moltiplicano gli appelli delle autorità cristiane, affinché i siriani, soprattutto i cristiani, rimangano lì.
Non dimentichiamo, infatti, che, nella sola Damasco, ci sono 2milioni di rifugiati e a Beirut 1.500.000.
Ma Galantino non lo sa, vorrebbe che un numero sempre maggiore di persone attraversino i mari, trattino con gli schiavisti, paghino denaro per vedere sovente i propri figli morire tra le onde?
Perché, monsignore, se non per rispondere alla logica mafiosa per cui in Italia c’è qualcuno che lucrerà su di loro ( vedi le tristi e squallide vicende degli accoglienti Buzzi, Odevaine ed Alemanno)?

La grande parte degli immigrati vengono da terre in gravi difficoltà economiche, quindi sono migranti economici, verso i quali quindi l’ Italia non ha alcun dovere di accoglienza, anche a causa delle nostre gravi difficoltà economiche.

Galantino, già equivoco nella sua difesa a mezza bocca del popolo che si è schierato contro le aberrazioni del gender, oggi appare come il rappresentante sempre meno ascoltato di settori che lucrano sull’ immigrazione e che non capiscono quanto questo fenomeno sia legato ad una precisa volontà del capitalismo finanziario di demolire lo stato sociale nei paesi europei, di aumentare il caos nelle nostre città e di preparare un futuro in cui le nostre capitali non saranno più né europee né, tanto meno, cristiane.
Per non parlare dell’ Africa che sarà condannata ad una nuova epoca di schiavitù e ad essere l’ inconsapevole force de frappe di piani, non più tanto occulti, che vogliono distruggere l’ Europa.

Forza Nuova sostiene che i popoli debbano essere aiutati nelle loro terre non solo per slogan, come fa qualcuno, ma perché ce lo insegna la logica delle cose.
Un decimo dei soldi che spendiamo per l’ immigrazione sarebbe sufficiente ad innescare in quelle nazioni processi virtuosi , aprirebbe spazio e opportunità alle nostre aziende e ottempererebbe al dovere morale di sostenere quei popoli. Sempre secondo il principio, per noi inderogabile, che ” Ogni popolo ha la sua terra e ogni terra il suo popolo”.

*Segretario nazionale Forza Nuova
Presidente Alliance for Peace and Freedom

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