Fiore: “Perché mi candido a sindaco di Venezia”

Ho deciso di presentarmi candidato sindaco per la città di Venezia per una serie di motivi, tutti appartenenti alla sfera alta della politica.

In primis si tratta di un riconoscimento alla federazione veneziana per il buon lavoro ed il salto di qualità e quantità compiuto nell’ ultimo anno. Storicamente, né FN né altre formazioni nazional popolari avevano conosciuto mai una così forte presenza in questa città. FN oggi, invece, conta su una poderosa militanza, una struttura provinciale articolata ed un flusso continuo di militanti e simpatizzanti tra i quali numerosi dirigenti locali ed ex militanti leghisti.

Venezia è stata, per decenni, tenuta ferma e imbrigliata in un sistema consociativo che va dalla Lega fino ai centri sociali. Il sistema, saltato con lo scandalo Mose, vedeva dentro leader di FI e dirigenti del PD, ma permetteva allo stesso tempo di tenere aggregati al potere i clientes dell’ estrema sinistra, con una pletora di assunzioni comunali simile solamente a quella di Roma. Le cooperative rosse, inoltre, hanno usufruito dei finanziamenti per la gestione dell’ immigrazione e, nel sociale, della gestione di tutti i servizi con un sostanziale totale monopolio (CODES) (5 euro l’ora ai dipendenti per lo più stranieri). Ed ancora, non è possibile tacere della scellerata gestione del casinò di Venezia che frutta pochissimo perché in mano ad una scandalosa gestione politico – affaristico – clientelare.

Mestre è invece relegata a banlieu, senza la dignità di un vigoroso commercio ed artigianato, come, invece, poteva vantare solo alcuni anni fa. Sarà lì che si concentreranno i forzanovisti con le loro passeggiate notturne e la loro presenza militante, per lanciare un messaggio di incoraggiamento e di pulizia alla popolazione mestrina.

Ma il disegno strategico su Venezia è per me la necessità più impellente. E’ necessario offrire la soluzione per un turismo fiorente, ma non più controllato, la presenza di un importante traffico di crociera e di grandi navi non può essere visto come un dato negativo, al contrario questi fattori vanno visti come ulteriori potenziali di sviluppo.
Porto Marghera va bonificata e va iniziata proprio lì la costruzione di una Nuova Venezia totalmente in linea architettonicamente con la Venezia del ‘600/700. Niente grattacieli, niente centri direzionali, niente Fucsas o Piano, ma cooperative di giovani architetti e costruttori, educati allo stile e ai criteri dell’ architettura dei secoli XVII e XVIII. Potremmo vedere un grande sfogo per il turismo di massa con ostelli, locali ristoranti, botteghe, ma il tutto nel rilancio architettonico della meravigliosa Venezia che fu.

L’obiettivo ambizioso, mio e di Forza Nuova, è ridare vita a Venezia quale baluardo della Cristianità Europea contro l’ islamizzazione e l’ ISIS, contro la denatalità ed il degrado, per la ripresa del commercio e del traffico verso l’ est del Mediterraneo, dalla Croazia a Cipro, esattamente verso quei territori che furono e rimangono veneziani.

Roberto Fiore

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