Slovacchia; Fiore da Marian Kotleba, governatore della Banska Bystrica

Redazione – 18 maggio –

Dalla Slovacchia proposte concrete per risolvere questione dei campi rom e nuove prospettive europee

In Slovacchia, nel cuore dell’Europa, c’è una regione gestita dal governo nazionalpopolare di Marian Kotleba, governatore della Banska Bystrica, leader di “Nostra Slovacchia” e membro del partito europeo Alliance for Peace and Freedom. Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova e leader dell’APF, ha fatto visita, con il segretario dell’APF Jens Puhse ed altri esponenti dell’alleanza europea, al governatore Kotleba, che ha mostrato loro la gestione della regione.

In particolare, molto sentito è il problema della minoranza Rom connesso alle tematiche di ordine pubblico (secondo l’ultimo censimento, i rom rappresentano il 2% su una popolazione di 5 milioni e mezzo di abitanti, ma le interviste a sindaci e rappresentanti locali attestano una loro presenza non inferiore al 5,6%).
La questione dell’integrazione è gestita dal governo di Bratislava in pieno stile “mafia capitale”, in alcune aree della regione essi ricevono, infatti, dallo Stato centrale sussidi due volte superiori allo stipendio medio di un cittadino slovacco, non lavorando e occupando intere aree in cui arrecano seri danni alla popolazione locale, praticando furti e aggressioni.

Fiore è stato accompagnato dal governatore Kotleba in un tour di queste aree della campagna slovacca occupate dai Rom, che, site a ridosso dei principali borghi, assomigliano da una parte a delle vere e proprie favelas e dall’altra ai nostri campi nomadi. Abbiamo riscontrato una situazione di illegalità, tollerata dal governo centrale, che presenta forti analogie con la ben nota situazione italiana, ad eccezione del fatto che i Rom in Slovacchia sono tutti cittadini slovacchi e pertanto è impossibile l’opzione espulsione che è invece auspicata da Forza Nuova in Italia.

Le soluzioni costruttive, non ispirate ad un assistenzialismo complice, attuate da Kotleba sono quindi applicabili anche al caso italiano per quanto riguarda i Rom che hanno la cittadinanza del nostro Paese. La prima fra queste è quella di coinvolgere la popolazione Rom attraverso il lavoro, togliendo i sussidi statali ed offrendo un regolare impiego a queste persone, in questo modo messe in condizione di lasciare le aree occupate e di condurre una vita onesta e in armonia con la restante parte della comunità. Un progetto pilota che in parte è già stato attuato, ma che incontra difficoltà a decollare per via dei sussidi economici che il governo nazionale slovacco, boicottando di fatto le soluzioni di “Nuova Slovacchia”, continua a destinare ai Rom, che in questo modo non sono invogliati a cercare un impiego regolare.

Sul fronte più immediato dell’ordine pubblico e della sicurezza, la regione di Kotleba ha poi disposto la formazione di una polizia locale nei piccoli centri, allo scopo di pattugliare e garantire la sicurezza nei villaggi, soprattutto durante le ore notturne.
Fiore ha anche preso parte ad un incontro tra Kotleba e diversi sindaci, si è discusso in concreto della formazione di tali unità di pattugliamento, che opereranno laddove, come hanno lamentato diversi rappresentanti delle istituzioni e della popolazione locale, la polizia centrale non riesce a mantenere la sicurezza.
Da ascrivere all’amministrazione nazionalpopolare è poi la demolizione di tutti gli apparati politico burocratici che appesantivano il budget da investire in servizi alla comunità con artifizi e bustarelle, in questo momento Kotleba è l’artefice di una rigenerazione del tessuto sociale, grazie ad una lotta spietata alla corruzione; Basti pensare che tra i governatori delle otto regioni slovacche è l’unico ad aver scelto un’auto da 12.000 euro, mentre tutti gli altri si spostano con automobili dal valore che va dai 69.000 ai 116.000 euro: una bella differenza! Anche per questo la capitale della Regione, vive in una situazione idilliaca di “ordine nella tranquillità”, dove i servizi al cittadino sono presenti ed efficienti.

Kotleba ha poi rinnovato nel corso dei colloqui, la volontà di aderire ed essere parte dell’Alleanza per la Pace e la Libertà in Europa, affermando di voler sempre di più promuovere e supportare le attività del partito europeo guidato da Fiore. Proprio in Slovacchia è stata espressa la volontà di organizzare una scuola quadri per i dirigenti dei partiti europei che compongono l’Alleanza. La questione della gestione della minoranza Rom in Slovacchia e specialmente nella regione di Banska Bystrica, e le criticità che essa presenta, verranno, infine, sottoposte al più presto all’attenzione del Parlamento Europeo dai deputati dell’APF.

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