Ferrara, Fiore a confronto con presidente Associazione Giovani Musulmani

Ferrara 26 nov –

“Ho apprezzato il fatto – ha commentato il segretario nazionale di FN alla fine dell’incontro – che, pur nella distanza delle posizioni e delle matrici culturali, la serietà delle nostre proposte viene riconosciuta persino all’esterno; gli interlocutori, anche i giornalisti che hanno moderato il confronto, devono ammettere che l’ordine nella tranquillità, l’ordine contro il caos che Forza Nuova ritiene indispensabile, pur nella sua radicalità, rappresenta la risposta seria e realistica a problemi autentici, la cui soluzione non può essere rinviata a lungo”.

La nostra azione nazionale del 19 novembre scorso ha indirizzato un messaggio forte alla comunità islamica, ma anche a quella cristiana, specie attraverso l’uso del motto latino “Si vis pacem, para bellum”, che è stato recepito da chi non era condizionato da evidente malafede, quale esortazione al confronto e alla riflessione, specie perché rilanciato in un contesto di tangibile minaccia islamista, di finanziamenti occulti alle cellule terroristiche, ma anche di profonda crisi di valori e identità di quella che un tempo fu l’Europa Cristiana.
Roberto Fiore ha quindi accettato di buon grado l’invito all’odierno confronto rivolto al nostro movimento dal presidente dell’Associazione Giovani Musulmani di Ferrara, Hassan Samid, che ha più volte definito l’Isis “un cancro”, tenutosi, come previsto, presso la sede del Resto del Carlino della città emiliana.
Moltissimi i temi toccati durante l’incontro: lo Ius soli, il sionismo e lo stretto legame con il terrorismo islamista, la disgregazione eterodiretta del mondo arabo, fortissimo incentivo all’immigrazione volutamente incontrollata verso l’Europa e l’Italia in particolare.
Si è inoltre dibattuto a lungo sul ruolo della Turchia di Erdogan come uno dei Paesi protettori dell’ISIS.
Fiore, inoltre, ha molto insistito sulla necessità reciproca, per Europa e mondo arabo, di mettere fine alla folle utopia del multiculturalismo, che ha nello Ius Soli il suo puntello principale, e sull’avvio di un umano rimpatrio degli immigrati islamici da programmare con il consenso delle stesse comunità musulmane. Hassan Samid, dal canto suo, ha precisato di non sentirsi italiano, nonostante viva in Italia da quando aveva sei anni, e si è detto contrario allo Ius Soli, confermando, pur se da sponda opposta, quanto sostiene FN sulla questione della cittadinanza e sul fatto che ogni terra debba avere il suo popolo ed ogni popolo la sua terra.
“Ho apprezzato il fatto – ha commentato il segretario nazionale di FN alla fine dell’incontro – che, pur nella distanza delle posizioni e delle matrici culturali, la serietà delle nostre proposte viene riconosciuta persino all’esterno; gli interlocutori, anche i giornalisti che hanno moderato il confronto, devono ammettere che l’ordine nella tranquillità, l’ordine contro il caos che Forza Nuova ritiene indispensabile, pur nella sua radicalità, rappresenta la risposta seria e realistica a problemi autentici, la cui soluzione non può essere rinviata ancora a lungo”.

Forza Nuova
Ufficio stampa

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