Espansione in Emilia, ultimi successi e nuove adesioni; intervista a Roberto Fiore

2 ottobre –
Randy Ichinose –
ecotricolore.altervista.org –
D – Un consigliere in Emilia-Romagna che decide di passare a Forza Nuova. Parliamo di una Regione con una fortissima storia “rossa” che stiamo vedendo sempre più cambiare volto. Quanto accaduto ad Ostellato (FE) è rappresentativo di un sentimento che stiamo vedendo anche a livello nazionale. Come commentare l’attuale rapporto che gli italiani hanno con la sinistra?

R – La nostra crescita di consenso in Emilia, proprio per la sua tradizione politica, è il sintomo di un malessere negli italiani e qualsiasi tentativo di occultarlo è quanto mai maldestro: il problema è che la sinistra, storicamente vicina ai bisogni dei lavoratori, nel suo percorso di modernizzazione ha perso pezzi ed ha assunto più la forma di una grande azienda, una S.P.A. in cui i cittadini non sono più interlocutori e il bene comune è solo strumento di arricchimento personale.
Anche una regione come l’Emilia, rossa anche per una sorta di abitudine consolidata, comincia ad aprire gli occhi sul livello di corruzione ed illegalità che vede il PD in particolare evidenza ed inizia ad avvicinarsi a noi.
Permane, però, un’affezione residua alla sinistra, imputabile al predominio culturale che essa si è presa con la forza a partire dal dopoguerra, occupando importanti settori strategici: economia, istruzione, giustizia e mass media.

D- Forza Nuova è un movimento alternativo al 100%. Ora che Casa Pound ha deciso, con Sovranità, di appoggiare il percorso di Salvini voi siete uno dei pochissimi movimenti della destra radicale a rimanere indipendente. Come mai questa scelta e quanto è importante per voi?

R – La scelta di non allearci con partiti di pseudo opposizione, come la Lega Nord, è giustificata dalle scelte politiche compiute da quest’ultima nel corso degli anni e dai relativi risultati: la Lega è un partito di governo e di sistema da decenni ormai; ha sottoscritto tutti i trattati europei, da Dublino a Lisbona, vota in Parlamento per il finanziamento pubblico ai partiti, governa in Veneto e Lombardia, Regioni col più alto numero di immigrati, usa le proteste popolari solo per avere ritorno elettorale proclamando bugie (il caso di Bagnoli di Sopra (PD) ne è un esempio) e, guarda caso, gode di spazi mediatici che a Forza Nuova non sarebbero mai concessi, perché davvero scomoda.
Anzi, in più di un’occasione, proprio la Lega, per uniformarsi ai partiti “moderati”, ha alzato lo scudo dell’antifascismo e dell’antiestremismo, categorie ormai defunte.
Non possono reggere alleanze con chi si rende complice di un sistema che Forza Nuova combatte davvero da sempre. In Veneto alcuni leghisti lo hanno capito e, di recente, hanno scelto di confluire in Forza Nuova. Questo è un nostro successo, ci si accorge che guidiamo le proteste anziché cavalcarle in TV.

D – Che Forza Nuova sia in espansione è innegabile e questo periodo è particolarmente intenso e con diverse attività. Cosa è oggi Forza Nuova per gli italiani? Quali sono le attività principali del movimento?

R – Forza Nuova sostiene dal 1997 delle tesi scomode riguardo al dominio incontrastato delle banche che uccide la sovranità della Nazione, all’assenza di un piano di sviluppo demografico, all’immigrazione incontrollata, sulle mafie e le massonerie che esercitano indisturbate il loro potere parassitario.
La radicalità, di cui sono permeate le nostre analisi e la nostra azione politica, è necessaria e questo fa paura ai poteri forti: sono questi ultimi, e non Forza Nuova, a instillare paura nel popolo, facendogli credere che il nostro estremismo sia il male.
Il nostro movimento è presente ogni giorno sul territorio con una base militante che nessun partito possiede, siamo vicini agli italiani in difficoltà abbandonati dalle istituzioni con Solidarietà Nazionale, abbiamo dato voce, supportato e anche vinto le battaglie popolari per la sicurezza e contro il business dell’immigrazione da Quinto di Treviso a Settimo Torinese a Palagonia, solo per citare le più recenti, quasi ogni giorno nascono nuovi nuclei forzanovisti in tutto il Paese. Gli italiani liberi stanno iniziando a capire da che parte schierarsi.

D – Tornando sul locale e parlando quindi di Ostellato cosa dire dell’attuale amministrazione?

R – Il sindaco Marchi poco e niente ha fatto per risolvere i problemi seri che interessano la comunità di Ostellato (FE); ad esempio non si è occupato della torba che viene bruciata rilasciando fumi tossici inquinanti in tutta la bassa ferrarese e la salvaguardia della salute pubblica è uno dei principali doveri per un primo cittadino.
I giornali riportano che non c’è nulla di preoccupante e di nocivo nel fumo e nei miasmi scaturiti dagli incendi, ma, ci domandiamo: quali sono le competenze del sindaco Marchi per affermare che i fumi respirati non siano nocivi per la salute? Senza contare che i cittadini non sanno se e quali agenti inquinanti siano stati interrati nel sottosuolo nel corso degli anni. Amministrare non significa mettere a tacere, ma fare di tutto per garantire salute e trasparenza ai cittadini.

D – In particolar modo, cosa ha convinto Centineo a passare con Forza Nuova? E cosa farebbe Forza Nuova se fosse a capo del Comune?

D – Il neo forzanovista Marco Centineo, consigliere ad Ostellato, ha trovato nel nostro movimento le risposte alla deriva che il Paese sta subendo.
Nel suo Comune, in particolare, sono evidenti l’assenza di una vera opposizione e lo strapotere economico del Partito Democratico.
Se Centineo fosse sindaco? Comincerebbe col non permettere a cooperative come la Camelot di gonfiare il loro portafogli attraverso il business dell’immigrazione.
Come ogni forzanovista, anche lui metterebbe al primo posto gli italiani e tutti i problemi che li coinvolgono.

D – Per concludere, che dire di chi vi contesta? Penso in particolar modo alla recente apertura della sede a Genova.

R – E’ paradossale, grottesco quando gli attacchi arrivano dal PD, azionista di maggioranza di un Governo e di un Parlamento illegittimi, lo stesso partito che salva gli indagati per salvare il governo e che li candida alle elezioni.
Quanto a Genova, guardiamo con indifferenza a quelle bandiere rosse che rispondono a schematismi sorpassati, sono i vessilli dell’isteria e dell’intolleranza politicamente corretta, la peggiore.

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