Ecoreati: fatta la legge, trovato l’inganno

20 maggio Gianvito Armenise – Con la nuova legge approvata ieri, sarà considerato reato ambientale solo quello commesso “abusivamente”, ossia in assenza di autorizzazione preventiva. Le aziende che inquineranno sulla base di un’attività industriale precedentemente autorizzata dallo Stato la faranno franca… ILVA & CO. ringraziano il PD ed il Movimento 5 balle…

Il Senato ha detto sì. In data 19 maggio 2015 l’Aula di Palazzo Madama ha definitivamente approvato il disegno di legge presentato a suo tempo da Ermete Realacci (PD) – presidente della commissione Ambiente della Camera – col quale si introducono nell’ordinamento penale una serie di “ecoreati”. I grillini esultano, assieme a PD e SEL con i quali hanno votato il testo.

Ma è tutto oro quel che luccica? A sentire i protagonisti in Aula, parrebbe che le lobby dell’inquinamento da questo momento in poi avranno vita dura. Ma non tutti sono d’accordo su questo punto perché il disegno di legge licenziato definitivamente dal Senato pare essere una “polpetta avvelenata” preparata dalle medesime lobby dell’industria energetica, molto vicine proprio al “piddino” Realacci.

Ma cosa prevede nelle parti sostanziali questa nuova legge attesa da circa 20 anni?
L’art. 452-bis (Inquinamento ambientale) e l’art. 452 – quater (disastro ambientale) paiono, in effetti, favorire esattamente in sede processuale i “dracula” dell’ambiente.

Infatti, entrambi gli articoli di legge prevedono la punibilità per “chiunque abusivamente” cagioni un inquinamento o un disastro ambientale. Al di là della misura della pena prevista (multa e reclusione), l’attenzione dei più attenti osservatori si è soffermata su quell'”abusivamente” e non è mancato chi ha sottolineato che in quell’avverbio risiede “il regalino” concesso a chi provocherà inquinamento o disastro ambientale.

Infatti, quelle industrie che sulla base di un’autorizzazione preventivamente ottenuta dagli organi competenti avranno provocato una delle due fattispecie penalmente rilevanti, potranno sempre invocare che nulla sia avvenuto “abusivamente” ma sulla scorta di un pregresso provvedimento amministrativo, legittimante l’attività industriale.

Fantasie? Affatto. Se si confronta il testo approvato alla Camera in data 4 marzo 2015 con quello modificato poi in Senato il 5 maggio si colgono differenze che – de facto – lo hanno reso molto più gradito ai potenziali “inquinatori e distruttori ambientali”.

La Camera – ad esempio – aveva licenziato il seguente art. 452 – bis (Inquinamento ambientale), onnicomprensivo di ogni categoria di inquinatori, autorizzati o meno: “(…) chiunque in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificatamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale, cagiona una compromissione o un deterioramento rilevante (…)”. Il Senato ha pensato bene di ridurre il modo con il quale viene consumato il delitto al solo caso dell'”abusivamente” con tutti gli appigli evidenziati in precedenza.

C’é poco da gioire e gongolare come fanno i “5 stelle”. Primo, perché votare una legge partorita dalla mente di un lobbista come Realacci la dice lunga sulla bontà della stessa e sui fini che persegue. Secondo, perché nel merito la norma lascia una clamorosa via di fuga proprio a chi – invece – dovrebbe perseguire penalmente.

“Fatta la legge, trovato l’inganno”, dice un vecchio adagio. Ed una volta trovato l’inganno avrai sbugiardato il grillino.

Tags

Ti potrebbe piacere...

Scusa ma i commenti sono chiusi