DEGRADO E DISAGIO… UNA POLVERIERA CHIAMATA ROMA

I militanti di Forza Nuova con i residenti di Tor Sapienza

Durante la campagna elettorale, tra le tante promesse, si parlava anche di sicurezza e di periferie: “Sarà la nostra priorità” prometteva il sindaco Marino. A distanza di oltre un anno i cittadini romani, disillusi da un totale immobilismo istituzionale, hanno dovuto fare i conti con la realtà.
Dal Pigneto a Corcolle, passando per Torpignattara, le periferie convivono quotidianamente con un disagio sociale divenuto ormai insostenibile. E non a caso, sono soprattutto i quartieri della periferia est ad incarnare, loro malgrado, quel sentimento di malessere, diffuso ormai in tutta la capitale. Microcriminalità, prostituzione e droga, intere zone della capitale rischiano di scoppiare, tra degrado, violenza e insicurezza diffusa.
In questi giorni, i riflettori sono puntati, ancora una volta, sul quadrante orientale della città eterna. Sorge all’interno del grande raccordo anulare, a pochi chilometri dal cosiddetto “semicentro”, ma sembra appartenere a tutt’altro contesto urbano, somigliante com’è a quello di una banlieue parigina: stiamo parlando dell’ormai nota Tor Sapienza dove, la sera del 12 e del 13 novembre, è scoppiata la rabbia dei residenti, scesi in piazza esasperati dai continui furti e dal tentativo di stupro ai danni di una ragazza da parte di un cittadino egiziano, ospite del centro di accoglienza di via Morandi.
Un’indignazione, quella dei cittadini di Tor Sapienza, aggravata dall’incuria delle istituzioni comunali e dalla totale assenza di servizi essenziali quali asili, scuole, verde pubblico e centri di aggregazione giovanile. Da sottolineare che il quartiere in questione vive da molti anni diverse situazioni intollerabili. Colonne di fumo, miasmi tossici si levano quotidianamente dai campi nomadi di via Salviati, via di Salone e dagli accampamenti abusivi disseminati nella campagna circostante.
Un fenomeno, quello dei roghi tossici, che si ripete in numerose zone della Capitale, causando tra tanti problemi una vera e propria emergenza di carattere sanitario. Dati alla mano, nei quartieri limitrofi ai campi nomadi, vi è stato nel corso degli anni, un aumento esponenziale dei tumori legati alla respirazione di diossina.
Tor sapienza, come tutti sapranno, è solo l’ultimo caso di una lunghissima serie di proteste e malcontento. Le periferie romane sono una “pentola a pressione” destinata ad esplodere.
A luglio è toccato al Pigneto dove i cittadini esasperati, al grido di “basta spaccio e degrado” hanno manifestato organizzando blocchi stradali per le vie del quartiere.
Anche a Corcolle non sono mancate le tensioni. Non più tardi di qualche mese fa, i residenti sono scesi in piazza per esprimere solidarietà alla dipendente ATAC bersagliata da bottiglie e sassi, lanciati da una trentina di immigrati che alloggiavano nel centro di accoglienza presente nel quartiere.
E mentre le periferie romane sono ridotte ad una polveriera, sotto al peso di un’immigrazione da tempo fuori controllo, continuano i proclami di una politica inetta e marcia, completamente distaccata da quel tessuto sociale, lacerato da profonde vessazioni ed ingiustizie. Riversare altra povertà in contesti già duramente colpiti da malessere economico e sociale non farà altro che acuire i contrasti già presenti.
Stiamo subendo passivamente una vera e propria invasione, pagata a caro prezzo dalla collettività.
Casi limite come quelli della periferia romana non potranno che moltiplicarsi.
Questo è solo l’inizio, una dissennata politica sull’immigrazione motivata da incosciente buonismo, e da interessi economici legati al business dell’accoglienza, sta traghettando l’Italia verso un punto di non ritorno.
Dalla politica risposte nulle o quasi. Delle promesse fatte a gran voce durante la campagna elettorale non rimane che un insopportabile, quanto remoto, ricordo.
Ma qualcosa sta cambiando: in un contesto surreale, nel quale una sorta d’alienazione e rassegnazione sociale sembrava farla da padrona, qualcuno, stanco di soggiacere passivamente, inizia ad alzare la testa!
Forza Nuova, come ormai avviene da 17 anni, sarà in prima linea cercando di convogliare le sinergie necessarie al raggiungimento dell’obiettivo comune a tutti gli italiani: far rialzare la nostra Italia in ginocchio!

[Angelo S.]

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