Dall’Umbria alla Sicilia, storie di ordinaria usurocrazia democratica

Giuseppe Provenzale* – 29 maggio –

Due casi giudiziari tra i tanti, in Umbria e in Sicilia, hanno mostrato per l’ennesima volta come si gestisce il potere in questo Paese.
In Umbria, Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia ed esponente di spicco della comunità di Sant’Egidio, da sempre al centro della gestione del business dell’accoglienza, già vescovo della diocesi di Terni dal 2000 al 2012, finisce nei guai per disinvolte operazioni finanziarie e immobiliari, in particolare la compravendita di un castello, realizzate con i conti correnti della diocesi e, dato il coinvolgimento di imprenditori e amministratori locali, si ipotizza il reato di associazione a delinquere, in una terra un tempo verde e laboriosa, teatro di disastri ambientali e relative vittime di tumore, dove la mafia pare non esista.
In Sicilia, si arrestano per compravendita di voti, con denaro o promesse di posti di lavoro, alcuni deputati ed ex deputati regionali – tra cui Nino Dina, eletto nell’Udc e oggi presidente della commissione Bilancio dell’Ars – e Franco Mineo – uomo di fiducia del grande amico della coppia Dell’Utri-Berlusconi, Gianfranco Micciché – naturalmente legati a membri di cosa nostra, come al solito fondamentale nel sistema democratico che continua a servirsene per la gestione di consistenti pacchetti di voti.
La parola chiave sembra essere “compravendita” – di consensi, di beni, di uomini … – allo scopo di incassare percentuali o lucrare su appalti e affari vari che transitano all’interno dei palazzi che contano.
In entrambi i casi nulla di concreto si ottiene, il castello è in rovina, così come in rovina sono le città e le regioni amministrate, nessun vero lavoro (dal latino labor, fatica) viene realizzato.
Risuonano le parole di Pound: “Peggio della peste è l’usura”, “… vendere e vendere
presto e con profitto. Peccato contro natura”.
Ecco perché la nostra rivoluzione non può essere una semplice lotta alla corruzione, ma una Ricostruzione, politica solo perché spirituale.

*Vicesegretario nazionale
Forza Nuova

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