Classi di soli stranieri per legge, ecco perché…

Milano 18 settembre –
Ermanno Durantini –
Non fosse che, come sempre, ad andarci di mezzo è chi non c’entra nulla e non ha nessuna responsabilità sulla situazione, ci sarebbe da mettersi a ridere. L’ormai famosa I^A della scuola di via Paravia a Milano (zona San Siro) composta esclusivamente da studenti extracomunitari rappresenta il coronamento di una tendenza distorsiva in atto già da anni e che ha portato le scuole (in special modo elementari e medie) di molte città italiane ad avere classi composte quasi esclusivamente da studenti extracomunitari o con gli studenti italiani in netta minoranza.
Alla fine anche a Milano, come a Brescia, si è arrivati finalmente al culmine: una classe totalmente composta da studenti extracomunitari, una buona parte dei quali arrivati da pochissimo tempo in Italia e mancanti della minima conoscenza della lingua italiana necessaria per instaurare una minima comunicazione proficua con un insegnante.
Così le maestre si ritrovano costrette a mettere improbabili pezze a una situazione insostenibile e sull’orlo del patetico: comunicare a gesti, partire dalle basi minime del vivere sociale e rinviare qualsiasi programma o percorso educativo a data da destinarsi. In soldoni, un anno scolastico che parte col freno a mano, un percorso formativo che parte con un handicap difficilmente colmabile nel medio periodo.
Di questa situazione sono ovviamente responsabili le istituzioni che continuano imperterrite e sulla pelle dei bambini a supportare le loro stupide e ideologiche utopie fondate su multiculturalismo e egualitarismo deteriore, tendenze che determinano l’ormai a tutti noto livellamento verso il basso della scuola e dell’apprendimento a danno di tutti: docenti, studenti italiani, studenti stranieri.

Ancora una volta non possiamo che ribadire la nostra posizione in merito, ferme restando le nostre convinzioni inossidabili riguardo alla negatività generale intrinseca al fenomeno migratorio in atto e la necessità di un blocco totale dell’immigrazione: l’unica maniera sensata per affrontare la situazione è di istituzionalizzare una situazione che ormai è già realtà.
Si devono creare classi riservate esclusivamente agli studenti stranieri non in possesso delle basi minime della lingua italiana, dotate del supporto di mediatori culturali che permettano di costruire un piano formativo alternativo e pensato specificamente per la classe (anche in base alla sua composizione etnica). Ciò permetterà ai bambini di mantenere una propria specificità culturale più che mai a rischio nel processo di egualitarismo massificante e nullificante che viene oggi chiamato “integrazione”, in vista del loro auspicabile ritorno nella loro vera e unica patria al termine della loro temporanea permanenza nel nostro Paese.

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