Bagheria a 5 stelle nella bufera, tra filoamericanismo e abusivismo

Palermo 8 febb –
Certo non siamo in Svizzera, né Bagheria né il resto della Sicilia lo sono, ma non basta essere giovani e grillini per essere il nuovo, non è sufficiente ad imporre drastiche inversioni di rotta.
Lo dimostrano l’imbarazzo di queste ore che il pupillo di Edward Luttwak, il noto politologo esperto di strategia militare e appassionato di Bagheria, il sindaco Patrizio Cinque, un nome un destino, e i suoi assessori non sono riusciti a nascondere davanti alle telecamere delle Iene.
Non solo, nulla s’è visto nella città di Guttuso, di Tornatore e della latitanza di Provenzano di quanto promesso e caldeggiato dallo stesso esponente dell’establishment americano in un insolito video promozionale in cui sponsorizzava la candidatura dell’attuale sindaco, oltre che di un assessore alla cultura poi mai più materializzatosi: né metamorfosi di Bagheria in capitale del turismo né B&B né altro, anzi Cinque e i suoi assessori a 5 stelle devono rintuzzare accuse di abusi edilizi che coinvolgono le loro storie familiari.
Che tra americani e penta stellati, non solo in Sicilia, ci sia un particolare feeling non è una novità, gli incontri di Grillo con l’allora ambasciatore Spogli, la marcia indietro sul Muos, le denunce dell’ex 5 stelle siciliano della prima ora Francesco Menallo (“Io non ho il dubbio che dietro il Movimento 5 Stelle ci siano gli americani: io oggi ho la certezza che l’operazione politica ‘pilotata’ da Grillo e da Casaleggio sia voluta dagli USA”) ne costituiscono conferme dirette e indirette più che sufficienti e non ci paiono credenziali adeguate ad affrontare la lotta senza quartiere ad un sistema che proprio nella sudditanza agli USA, in Sicilia forse ancora più evidente per storia e attualità, trova le ragioni più profonde di gran parte dei suoi guai degli ultimi decenni.
E adesso, oltre alle numerose critiche già collezionate da un’amministrazione quanto meno inadeguata, arrivano anche gli appunti su un atavico tirar su case e ville che tanti bagheresi, con e senza stelle, hanno sempre usato fare, senza troppo curarsi di permessi e vincoli d’ogni genere … Peccato, però, che l’ossessione per la legalità di grillini&C non permetta indulgenze né su queste irregolarità, neanche quelle dei padri, visto che si ricoprono cariche pubbliche, né su quelle legate alla raccolta dei voti che già a Quarto ha messo in imbarazzo i campioni dell’onestà. Dubbi sulle percentuali bulgare al giovane sindaco, in una città i cui consigli comunali sono stati spesso sciolti per infiltrazioni mafiose? Be’, fossimo stati come il Leoluca Orlando di qualche anno fa lo avremmo già ipotizzato, ma non è nel nostro stile… Ci pare sufficiente limitarci, per adesso, a quanto già scritto. Amministrare Bagheria non è certamente facile, ma sono i grillini a sostenere di essere l’alternativa, dimostrino di esserlo se ne sono capaci.

Forza Nuova Palermo
Ufficio stampa

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