Agricoltura, il ministero favorisce il lavoro nero

Nicola Gozzoli*
19 febb –
Presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, si è insediata la cabina di regia della Rete del lavoro agricolo di qualità, prevista nel provvedimento ‘Campolibero’.
Questa cabina è composta dalle organizzazioni sindacali, dalle organizzazioni professionali, insieme ai rappresentanti dei ministeri interessati (Politiche agricole, Lavoro, Economia) e dalla Conferenza delle Regioni; la presidenza è stata assunta dall’Inps con Fabio Vitale, direttore centrale Vigilanza.

Possono fare richiesta di entrare in questa Rete di lavoro agricolo di qualità tutte le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per queste violazioni; essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Per accedere a questa Rete, quindi, l’Azienda Agricola non deve possedere alcun tipo di pendenza penale, civile, amministrativa e tributaria ossia deve trovarsi nelle condizioni in cui i propri prodotti vengano adeguatamente remunerati, circostanza attualmente impossibile e surreale. Probabilmente, anzi sicuramente, i tecnici del Ministero hanno deciso di creare Aziende di serie A, in regola con ogni incombenza, e Aziende di serie B, colpite dalla crisi economica, in modo da spingere, con una perfetta tecnica da samurai, verso una decisa chiusura di migliaia di piccole Imprese con la conseguente drammatica ripercussione occupazionale. L’ammissibilità a questa Rete basata sul ‘non avere alcun tipo di pendenza’, pone le Aziende in uno status di precondanna senza che un Giudice abbia realmente assunto una qualsiasi decisione.

Deliranti ed assurde sono le dichiarazioni del Ministro Maurizio Martina: “Con la Rete del lavoro agricolo di qualità, diamo il via ad una semplificazione dei controlli previdenziali sulle imprese agricole che aderiranno, mettendo un altro tassello utile per la competitività delle imprese e per il contrasto al lavoro nero. Abbiamo fortemente voluto questo strumento anche per costituire un coordinamento tra istituzioni e parti sociali che potrà essere utile per il rilancio del settore e per un rafforzamento del lavoro sul piano della legalità. Siamo certi poi, che anche le filiere agroalimentari ed i consumatori sapranno apprezzare la forma di certificazione etica che la rete del lavoro agricola di qualità sarà in grado di offrire”.

Caro Ministro, i Tecnici del Ministero le hanno spiegato che è illegale creare due gruppi di Imprese (serie A e serie B), oltre al fatto che il lavoro nero riguarda tutte le tipologie di Imprese?
Una cosa è certa: le imprese di serie A saranno esentate da controlli e quindi potranno, per assurdo, assumere lavoratori in nero con la massima tranquillità.

Fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/lavoro/2015/02/17/insediata-mipaaf-cabina-regia-della-rete-del-lavoro-agricolo-qualita_YQwan6lvBcyQ9bEe9w27uL.html?refresh_ce

*Vice Presidente Lega della Terra

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